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5 dicembre 1901, tanti auguri Walt Disney!


Walt Disney avrebbe compiuto oggi 117 anni. Nasceva infatti il 5 dicembre 1901 l’uomo che avrebbe fondato l’impero multimediale che oggi tutti conosciamo. E per quanto fu lui il primo a porre le basi per far crescere la sua creatura, forse persino lui si stupirebbe oggi vedendo cosa è diventata The Walt Disney Company.

Disney è stato prima di tutto un cineasta, a cui dobbiamo buona parte dello sviluppo del cinema di animazione. Non a caso detiene il record di premi Oscar vinti (26 di cui 4 onorari), oltre che 59 nomination. Basta scorrere la sua carriera per capire quanto è stato importante il suo apporto per l’industria culturale mondiale. Ma fu anche un imprenditore scaltro, capace di porre le basi per un colosso mondiale.

Dopo aver presto parte alla Grande Guerra come autista della Croce Rossa, Disney cerca subito di costruirsi una carriera nel cinema, in particolare come animatore. Il primo successo è del 1923, e consiste in un contratto per dodici film di Felix il gatto. Tre anni dopo nasce ufficialmente la Walt Disney Studios, che nel 1928 diventa Walt Disney Productions. Walt avrebbe sposato Lillian Bounds, una delle dipendenti.

Sempre nel 1928 compare per la prima volta Mickey Mouse, nel cortometraggio L’aereo impazzito, ma sarà con il successivo Steamboat Willie (e la sua colonna sonora) che troverà il successo. Walt Disney partecipa anche come doppiatore del suo personaggio, fino al 1947. Nel 1931 fa la sua comparsa anche Donald Duck, conosciuto in Italia come Paperino. L’anno dopo cominciano ad arrivare le prime produzioni a colori e con esse il primo Premio Oscar per Flowers and Trees.

Walt Disney

Nonostante il successo l’azienda è in difficoltà economiche, e Disney prova a rispondere con un lungometraggio. Si tratta di Biancaneve; produrre il film fu molto faticoso, anche perché all’epoca quasi nessuno credeva nell’idea di un lungometraggio animato. Il film poi vinse l’Oscar nel 1938 e servì anche per portare a Walt quello alla carriera, nel 1939.

Biancaneve fu anche il film più redditizio dell’anno: sanò le finanze del suo produttore e gli permise di costruire i propri studi di produzione, a Burbank. Qui nacquero i film degli anni successivi, come Pinocchio, Fantasia, Dumbo e altri. Si arriva agli anni della Seconda Guerra Mondiale, alla quale Disney partecipa producendo materiale propagandistico e formativo per i lavoratori – in netto anticipo rispetto all’odierna moda dei videotutorial.

I successi si accumulano uno dopo l’altro e cresce la disponibilità di denaro. Così negli anni 50 si fa un nuovo passo nel mondo del cinema tradizionale, con la produzione di film live action (cioè con attori in carne e ossa) quali L’Isola del Tesoro o 20.000 Leghe sotto i mari. I Walt Disney Studios sono presenti anche in televisione, con alcuni tra i primi esempi di serie a cartoni animati.

Ormai il marchio è universalmente riconosciuto e amato, abbastanza da giustificare un investimento gargantuesco: nel 1955 apre Disneyland, quello che ancora oggi è il parco di divertimenti tematico più famoso al mondo. L’euforia e le nuove idee sembrano inesauribili, ma non l’energia di Walt, che fa la sua ultima apparizione pubblica nel settembre del 1966. Ha un tumore al polmone sinistro, che lo porta al decesso il 15 dicembre di quell’anno. Il corpo fu cremato, ma per anni circolò la leggenda urbana secondo cui era ibernato da qualche parte.

La Disney dopo Disney

Fu un momento di grande commozione in tutto il mondo occidentale, ed è possibile che l’evento abbia smosso qualcuno che anche nell’area di influenza sovietica. La morte del fondatore, com’è noto, non ha messo fine al suo impero commerciale. Ci fu una crisi nel 1971, dopo la morte del fratello e cofondatore Roy, ma sotto al nuovo dirigente Michael Eisner l’azienda riuscì a superare questo e altri intoppi.

Walt Disney

Negli anni ’80 Walt Disney Studios è abbastanza in salute da aprire una stagione di acquisizioni che continua ancora oggi. Vengono anche fondate nuove società sotto il suo controllo, come Touchstone Pictures, che si occupano di produzioni più adulte come il famoso Good Morning Vietnam, L’attimo fuggente e Pretty Woman. Nel 1987 si avviano le trattative per creare EuroDisney, una delle mete turistiche più frequentate in tutta Europa.

I primi sentori di successi ancora più grandi arrivano alla fine degli anni ’80, con Chi ha incastrato Roger Rabbit e La sirenetta. Ma saranno gli anni ’90 a guadagnarsi l’etichetta di età dell’oro. È in questa decade infatti che arrivano in sala, e poi in home video, titoli memorabili come Il Re Leone o Aladdin.

C’è l’acquisizione di Miramax, che tuttavia mantiene la sua indipendenza. E c’è la nascita di DreamWorks SKG. Le operazioni commerciali sono moltissime, c’è da farsi venire il mal di mare, ma vale la pena di segnalare almeno il primo accordo con Pixar nel 1997, e nel 1998 la prima teatrale di The Lion King: il Musical.

Gli ultimi vent’anni hanno visto alti e bassi, società comprate e rivendute, alcune chiuse in perdita, altre cedute a poco prezzo. La situazione si fa critica nel 2004, quando c’è persino un tentativo di acquisizione da parte di Comcast. L’anno dopo Robert Iger prende le redini dell’azienda, ruolo che ricopre ancora oggi.

Con Iger si apre un’era di prosperità che stiamo vivendo ancora oggi, costellata di acquisizioni di primo piano come quelle di Pixar, Lucas e poi Marvel. La prima di queste operazioni ebbe un riflesso anche sul mondo della tecnologia: all’epoca Steve Jobs possedeva il 50% di Pixar, e con il denaro ottenuto da Disney fu in grado di rientrare in Apple, per poi praticamente rifondarla.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 5 dicembre 2018 — 16:19
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