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95 milioni di euro per il Wi-Fi pubblico e 5 milioni per le tecnologie emergenti, così ha deciso il Ministro Di Maio


Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su indicazione del MISE, giovedì scorso ha stabilito che 100 milioni di euro verranno investiti per lo sviluppo del Wi-Fi pubblico e per tecnologie emergenti come ad esempio Intelligenza artificiale, Blockchain e Internet delle cose.

È un decisivo cambio di rotta rispetto alla precedente delibera n. 105 del 22 dicembre 2017. Ai tempi venne stabilita una diversa ripartizione dei fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Nello specifico 60 milioni di euro “per il cofinanziamento di progetti di ricerca, sperimentazione, realizzazione e trasferimento tecnologico aventi ad oggetto l’applicazione della tecnologia 5G a beni e servizi di nuova generazione promossi dalle regioni coinvolte nel progetto di sperimentazione pre-commerciale del 5G posto in essere dal MiSE”. Un’altra tranche prevedeva 35 milioni di euro per il “cofinanziamento di progetti promossi dalle altre regioni, altri Dicasteri o Enti pubblici di ricerca, per lo sviluppo dei servizi di nuova generazione”. E infine 5 milioni per lo sviluppo della fase II del progetto wifi.italia.it.

Adesso invece, come sottolinea la nota del MISE, per volere del Ministro Luigi Di Maio 95 milioni saranno per il Wi-Fi e 5 milioni per i progetti di ricerca. Il motivo è legato alla fase avanzata dei progetti di sperimentazione pre-commerciale 5G. Non si ritiene che vi sia bisogno di impegnare altre risorse “fatti salvi eventuali impegni di spesa già perfezionati”.

L’apposito decreto firmato da Di Maio è in fase di realizzazione. Il tramite sarà Infratel Italia, società interamente partecipata da Invitalia. La priorità è fornire copertura ai comuni interessati  dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 e, in via residuale, in tutti gli altri comuni con popolazione inferiore ai 2000 abitanti. Ma a questo punto non è chiaro se l’investimento potrà riguardare anche i comuni più grandi, considerato che comunque il progetto wifi.italia.it non è mai decollato del tutto. Attualmente gli hotspot sono concentrati a Milano, in Toscana e parzialmente in Emilia Romagna. Nel centro e nel sud Italia, a parte Roma e Bari, non sembrano esservi postazioni attive legate all’iniziativa.


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Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 29 ottobre 2018 — 19:11
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