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ABZÛ Recensione, bellezza oceanica su Nintendo Switch


Ci sono esperienze che è difficile raccontare con semplice parole, difficile spiegarle con frasi di circostanza o metafore artistiche. Certe esperienze vanno vissute e interpretate; discusse e approfondite. Questo è il caso di ABZÛ, un’avventura affascinante nata dalle menti di Giant Squid Studios e rilasciata per PlayStation 4, PC e Xbox One nel corso del 2016 e che ora si prepara a sbarcare anche su Nintendo Switch.

ABZÛ è il classico prodotto di nicchia, non adatto a tutti, ma allo stesso tempo consigliato a chiunque. È il classico videogioco che riesce a far cambiare alle persone la concezione artistica d’intrattenimento, senza mai sfociare in scontati ed espliciti racconti che vediamo e viviamo già quotidianamente.

Un viaggio nell’animo marino

Innanzitutto, perché ABZÛ? L’ispirazione proviene dalla mitologia legata alle civilità della mesopotamia. ABZÛ – il dio delle acque dolci – era lo sposo di Tiāmat, la dea del cosmo, dei mari e degli oceani e di tutte le acque salate. Il racconto è nato poiché si pensava che tutte le fonti di acqua dolci provenivano in realtà da un unico enorme oceano sotterraneo, di cui proprio ABZÛ era considerato la figura divina.

In ABZÛ, proprio seguendo questa storia mitologica, esploriamo un immenso e meraviglioso oceano impersonando un misterioso “Sub”, deciso a scendere sempre più in profondità alla ricerca di un non precisato “segreto”. Il viaggio parte come un meraviglioso inno alla vita oceanica e alle sue bellezze naturali: branchi di pesci si muovono in armonia mentre alghe e rigogliose piante marine colorano il fondo. L’oceano si mostra come il vero protagonista dell’esperienza; non siamo noi a nuotare, ma è è la bellezza acquatica che ci guida in un turbinio emozionante, semplice e pacifico.

La spensieratezza e la bellezza si lascia però andare mano a mano che scendiamo nel profondo buio oceanico. La fatica diventa più visibile, le creature marine più particolari, la musica si affievolisce e il tutto diventa tenebroso, oscuro. Il nostro obiettivo comincia a diventare più chiaro fino a che, in un rocambolesco sprint finale, rimaniamo affascinati, sorpresi, colpiti nell’animo da un racconto che, consapevolmente, difficilmente verrà dimenticato.

ABZÛ è un videogioco esperienziale, vero e proprio seguito spirituale dell’acclamato Journey. Non per altro, Matt Nava e il compositore Austin Wintory lavorarono proprio al capolavoro Sony. Il gameplay è semplicemente un regalo, la possibilità di danzare con i pesci, rimanendo abbagliati dalla bellezza implicita della vicenda che trasuda valori artistici da tutti i pori. Oltre al movimento, infatti, sarà solo un pulsante a servirci per proseguire, necessario per “cavalcare” pesci, aprire porte o azionare dei particolari droni che solo più avanti avranno un senso logico e chiaro.

Odissea nell’oceano

Ricordate 2001: Odissea nello Spazio? Un film semplicemente incredibile, uno dei capolavori di Stanley Kubrick. Che rapporto ha con ABZÛ? In realtà quasi nessuno se non per un particolare: l’accompagnamento musicale. In Odissea nello Spazio, la musica classica e tutta la struttura audio del film faceva da sfondo a tutta la narrazione e lo ha reso un trionfale e immortale prodotto cinematografico.

Come in Journey, anche ABZÛ punta molto sulla colonna sonora composta da Austin Wintory che ricordiamo prevalentemente per Journey. Il risultato è un intreccio sonoro riuscito e semplicemente indimenticabile, e non scherziamo dicendovi che senza la melodia celestiale e magnetica della soundtrack, il gioco perderebbe molto del suo fascino e del suo modo di raccontare la vicenda.

È tutto oro ciò che luccica? Ovviamente no. Il gioco di Giant Squid Studios è un ottimo prodotto dallo stile unico, ma su Nintendo Switch soffre di qualche rallentamento durante la modalità portatile, nulla di troppo rilevante, ma certamente fa storcere il naso durante le sessioni di gioco fuori casa. C’è comunque da specificare che il porting è davvero notevole, soprattutto considerando la mole poligonale che il gioco mette su schermo durante l’esplorazione. Visivamente, quindi, rimane un’esperienza che si avvicina molto alle versioni Ps4 e Xbox One, con una risoluzione inferiore – 720p in Dock e 540p in modalità portatile -.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 29 novembre 2018 — 11:12
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