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Alliances: Un gioco di luce, l’ultima creazione di Stan Lee


Il nome di Stan Lee è uno dei più amati dalla cultura pop. Creatore di gran parte dei personaggi Marvel che abbiamo amato e che sono arrivati infine al cinema, Stan Lee era dotato di una fervida immaginazione. Quando lo scorso anno è venuto a mancare, abbiamo pianto una delle menti creative più amate, ma da un personaggio come il Generalissimo dovevamo attenderci un ultimo racconto degno di lui. Ed è così che è nato Alliances: Un gioco di luce.

Alliances: la nascita di un mondo

Come nella tradizione della creatività di Stan Lee, Un gioco di luce è una storia delle origini. Il processo creativo che ha portato alla creazione dell’universo di Alliances ha coinvolto un team creativo composto anche da Luke Lieberman e Ryan Silbert, che hanno rielaborato le idee di Lee dando loro corpo per creare un universo narrativo che, pur mantenendo una cera linearità con lo stile di Lee, ha una propria identità. Aiutato nella scrittura del primo romanzo della serie, Un gioco di luce, da Kat Rosenfield, Stan Lee era intenzionato a dare vita ad un nuovo modo di raccontare storie di supereroi, andando oltre quelli che sono i classici canoni degli eroi in calzamaglia con cui ha creato il successo di Marvel Comics.

Stan Lee cameo

I tempi sono cambiati, ci sono nuove suggestioni che sono ora al centro dell’attenzione del pubblico Se all’epoca degli X-Men l’ansia del periodo atomico portò alla creazione dei Figli dell’Atomo, oggigiorno sono le intelligenze artificiali e le relazioni con una scienza informatica onnipresente ma poco conosciuta ad essere le nuove frontiere narrative da esplorare. Stan Lee ne era consapevole, e giustamente cercò di spingere il suo nuovo universo narrativo verso quella direzione, senza però venire meno alla sua tradizione narrativa.

Stan Lee, nella sua carriera, ha contribuito a creare decine di storie delle origini, partendo dall’interpretazione di un’idea che fosse appetibile per il pubblico. Come spiegato nella posta fazione di Alliances: Un gioco di luce, il romanzo pubblicato da Salani è il risultato di una comunione d’intenti tra il celebre volto di Marvel e Kat Rosenfield.

Giovani eroi per tempi moderni

Cameron è un giovane studente americano che mira ad esser famoso su YouTube. Ai margini delle compagnie dei suoi coetanei, con un canale YouTube non molto seguito, Cameron cerca in ogni modo di agguantare la celebrità online. Per raggiungere il suo scopo, il ragazzo decide scoprire cosa provochi le pericolose tempeste che si abbattono sul lago Erie, armato della sua videocamera e del suo coraggio. Durante la sua ultima missione in cerca della celebrità, Cameron rimane vittima di una tempesta di fulmini e viene colpito in pieno da un fulmine.

Al suo risveglio, Cameron scopre di potersi interfacciare con qualunque dispositivo tecnologico. Da quel momento, Cameron inizia ad esplorare i suoi poteri, viaggiando per la Rete e esplorando ogni device elettronico che incontra. Ed è così che conosce Nia.

Nia è una ragazzina esperto in hacking, che vive reclusa dal padre, lontano da ogni coetaneo. Nia desidera conoscere il mondo reale, che ha sempre vissuto tramite complesse riproduzioni virtuali. Violando i limiti imposti dal padre, riesce a conoscere Cameron incontrandolo nella Rete. Tra i due si instaura una profonda amicizia, nato da un comune senso di solitudine.

un gioco di luce 2

Al fianco dei due giovani si pone l’unico amico di Cameron, Jauquo. Rimasto orfano, il giovane per un certo tempo si è allontanato da Cameron, creando una separazione tra i due. Quando gli eventi di Un gioco di luce entrano nel vivo, anche il rapporto tra Cameron e Jauquo prende un nuovo corpo, riavvicinando i due ragazzi.

I poteri di Cameron e le abilità di Nia fanno gola ad un’agenzia segreta, che li vorrebbe controllare, sottoponendoli a studi ed esperimenti. Gestita da personaggi oscuri legati al passato di Cameron, l’agenzia instaura una caccia all’uomo per trovare e controllare i due giovani dotati.

Ma cosa potrebbe accadere se entrasse in scena anche una minaccia aliena?

Un nuovo universo da esplorare

Alliances: Un gioco di luce è un buon primo capitolo per una potenziale saga. La creazione di una storia delle origini non è mai un passo facile, si deve dare il necessario spessore ai protagonisti lasciando qualche dettaglio in sospeso, per dare spazio, nei capitoli successivi, allo sviluppo di storia e personaggi. L’idea di Stan Lee, poi sviluppata in romanzo da Kat Rosenfield, riesce a presentarsi in modo convincente, complice una scrittura dinamica e divertente, adatta a dei giovani lettori, che contempla riferimenti anche alla cultura pop attuale.

La vera domanda ora è se Alliances, dopo Un gioco di luce, abbia un futuro editoriale, o se rimarrà un volume unico. Le premesse iniziali sono positive, il mondo creato da Lee e Rosenfield è affascinante, con buoni spunti su cui poter creare una saga letteraria young adult meritevole.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 29 Novembre 2019 — 20:30
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