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Attacco posteriore per Dualshock 4 | Recensione


É un fatto oramai accertato che, per tutta la durata della generazione videoludica attuale, SONY abbia più volte fatto le cosiddette “orecchie da mercante” alle incessanti richieste da parte degli utenti di un Controller Elite paragonabile all’ottima periferica realizzata da Microsoft. Questa scelta, entrando nel territorio delle più innocenti speculazioni, potrebbe essere stata dettata, inizialmente, da un mercato, quello dei controller PRO, ancora giovane e con un bacino di utenza troppo risicato per sostenere i costi di un progetto di tale portata. L’invasione, negli anni seguenti, di periferiche prodotte da altre ditte potrebbe aver definitivamente cancellato l’idea di realizzare un Controller Elite da parte di SONY, lasciando ogni rischio di mercato ai vari produttori che sono andati, nel corso degli anni, a ricoprire quella fetta di mercato con periferiche dalle indubbie qualità tecniche e costruttive. 

Per quanto, però, Razer, Nacon, Astro e Thrustmaster abbiano proposto dei controller di indubbia qualità, nessuno dei modelli rilasciati nel corso degli anni si è mai rivelato perfetto. Non fraintendeteci, stiamo esulando completamente dal giudizio soggettivo che ogni giocatore può riservare a queste periferiche basandosi su elementi quali l’ergonomia o le funzioni che personalmente si vanno a ricercare in un Controller, il fulcro del nostro discorso ricade solo sulla costante assenza di una, o più, caratteristiche, che vanno inevitabilmente a intaccare la qualità generale del prodotto, specialmente al fronte di un ventaglio di prezzi che varia dai 150 fino ai 200 euro richiesti dai vari produttori. Che sia la mancanza della connessione wireless, o la presenza di pulsanti posteriori troppo piccoli, o una posizione dei controlli che non va ad abbracciare le forme, oramai iconiche, del Dualshock, ognuno di questi “contendenti al trono” ha solo rimarcato l’assenza di una periferica ufficiale realizzata da SONY. Non sorprende, quindi, l’arrivo sul mercato di una periferica proprietaria di SONY che vada, finalmente, a sopperire parzialmente a questa mancanza.

In molti, durante l’annuncio a sorpresa di un attacco posteriore dotato di tasti aggiuntivi per il Dualshock 4, si sono domandati come mai SONY abbia voluto aspettare così a lungo per proporre un accessorio di questa tipologia. L’attuale generazione di console e oramai agli sgoccioli, il prossimo autunno PlayStation 5 arriverà sul mercato e allo stato attuale la mossa del colosso nipponico potrebbe sembrare solo un pigro contentino di poco conto. Analizzando però la situazione da un punto di vista maggiormente ampio, la scelta di SONY risulta maggiormente sensata. Innanzitutto la futura retrocompatibilità degli accessori di PlayStation 4, con la prossima generazione di console, garantirà a questo attacco posteriore di godere di un ciclo vitale potenzialmente più lungo, inoltre, ritornando nel campo delle mere speculazioni, l’interesse dell’utenza nei confronti di questa periferica potrebbe permettere a SONY di testare l’interesse negli utenti e procedere, finalmente, nella realizzazione di un Controller Elite proprietario da rilasciare nei primi mesi di vita di PlayStation 5. Tornando nei ranghi di quello che possediamo allo stato attuale, però, possiamo dire che questa piccola periferica riesce a rivelarsi interessante, ben confezionata e in grado, con una spesa irrisoria, di ricoprire nella migliore delle maniere una delle funzioni maggiormente ricercate dall’utenza di Controller Pro.

Una volta preso in mano l’attacco posteriore per il Dualshock 4 si notano subito le dimensioni contenute della periferica. Un piccolo schermo OLED, due levette laterali dedicate ai tasti aggiuntivi e un connettore jack per ospitare le cuffie compongono il piccolo accessorio. La plastica scelta da SONY è solida e non si mostra come una periferica costruita in economia. L’installazione, che rappresenta una delle poche sbavature che abbiamo riscontrato durante la nostra analisi, è molto intuitiva ma non comoda nell’esecuzione. Bisognerà infatti inserire l’attacco posteriore nel connettore cuffie presente nel Dualshock 4 ma la forma lievemente curva dell’accessorio tende a rendere l’installazione un filo macchinosa. Si tratta comunque di un dettaglio di poco conto, considerando che una volta inserito l’attacco posteriore al Dualshock 4, non ci sono reali motivazioni per doverlo smontare costantemente. La periferica, infatti, non va ad appesantire in maniera considerevole il controller, così come il consumo di batteria aggiuntivo, derivato dall’alimentazione dell’attacco posteriore, è stato gestito in maniera eccellente. Le levette aggiuntive, infine, sono posizionate in maniera molto intelligente, amalgamandosi omogeneamente al design originale del controller, senza obbligare le mani del giocatore ad assumere posizioni poco confortevoli.

Il funzionamento dell’attacco posteriore per Dualshock 4 è semplice e intuitivo, basterà collegarlo al controller e il piccolo schermo OLED posteriore si attiverà, segnalando che la periferica è già in funzione. Tutti i tasti presenti nel Dualshock 4, compresi L3 e R3, potranno essere assegnati ai due tasti posteriori e sarà possibile registrare tre profili differenti che potranno essere alternati in qualsiasi momento tramite la pressione del piccolo schermo posteriore. Non è richiesto alcun tipo di software addizionale, tutto viene gestito direttamente dalla periferica e controllato attraverso il piccolo schermo presente nell’accessorio. Una pressione prolungata di quest’ultimo permetterà di entrare nella sezione dedicata alla configurazione del profilo attualmente in uso. Utilizzando i due pulsanti aggiuntivi si potranno scorrere le varie opzioni presenti fino al raggiungimento dell’accoppiata di tasti preferita per poi ripremere il piccolo schermo per confermare la nostra scelta. Una volta configurati i tre profili a disposizione, una doppia pressione sull’OLED permetterà di selezionarli in maniera rapida durante le sessioni di gioco. Dovendo andare a trovare l’iconico “ago nel pagliaio” possiamo dire che lo schermo posto nella parte posteriore del controller impone al giocatore di fare le varie modifiche ai profili, interrompendo le sessioni di gioco per ruotare il Dualshock 4, va, però, analizzato che molto raramente capiterà di rimappare un profilo “in volata” così come il posizionamento posteriore permette all’attacco posteriore di mantenere delle dimensioni contenute. Lo schermo, infine, posizionato in maniera lievemente obliqua, risulterà sempre in una posizione relativamente “sicura” da eventuali graffi accidentali dati dall’uso comune del controller.

Parlando dei due tasti presenti nell’attacco posteriore per Dualshock 4, le due corna si amalgamano in maniera naturale alle curve del controller di PlayStation 4, non inficiando in alcuna maniera l’ergonomia originale del controller e andando ad accogliere in maniera naturale le dita Medio e Anulare del giocatore, rendendo comoda la pressione dei tasti addizionali nella quasi totalità delle occasioni. Il click è morbido, poco rumoroso e la risposta dei tasti è ottima e restituisce un “feeling” analogo al resto dei pulsanti presente sul Dualshock 4. Per chi avesse avuto modo di provare l’Astro C40 o la versione 2019 del Razer Raiju Tournament Edition, la posizione dei tasti posteriori offerta dalla periferica di SONY offre un’ergonomia analoga e, per quanto concerne chi vi scrive, a tratti migliore e più naturale. Indubbiamente, in rapporto alla cifra richiesta da SONY per questo attacco posteriore per Dualshock 4 (indicativamente 30,99€ per il mercato Italiano), ci troviamo di fronte a una periferica che compie egregiamente il suo dovere senza alterare le forme del controller originario, costruito in maniera solida e con una richiesta energetica contenutissima, grazie al piccolo schermo posteriore che si premunirà di spegnersi dopo pochi secondi di inutilizzo.

Rimane, in conclusione, solamente da identificare a chi si rivolge questa nuova periferica prodotta da SONY. L’attacco posteriore per Dualshock 4 non si pone in diretta concorrenza con nessuno dei Controller Pro attualmente presenti sul mercato, non offre niente di più che la possibilità di avere due tasti aggiuntivi nella parte posteriore del Dualshock 4, andando a sopperire a una caratteristica che, nel corso di questa generazione videoludica, si è trasformata sempre più in una sorta di necessità. Indubbiamente non dover levare i pollici dalle levette analogiche mentre si gioca a un FPS è un elemento non di poco conto, così come la possibilità di rendere maggiormente pratica la pressione di L3 e R3, dedicandogli due pulsanti specifici, potrà far felici alcuni giocatori. Non si tratta, ovviamente, di funzionalità imprescindibili quanto più di caratteristiche che, come d’uopo per questa tipologia di periferiche, acquisiscono importanza solo al seguito di averle effettivamente testate con mano. Dal canto nostro, però non possiamo che consigliarvi l’acquisto dell’attacco posteriore per Dualshock 4 non solamente per l’ottimo rapporto qualità/prezzo, e per l’eccellente qualità costruttiva, ma, soprattutto, perché siamo sicuri che, una volta provato, non ne potrete più fare a meno delle comodità che sarà in grado di offrirvi.





Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 7 Febbraio 2020 — 16:00
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