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Auto elettriche in Cina tracciate dal Governo, anche grazie all’aiuto dei produttori occidentali


Gli automobilisti cinesi che hanno acquistato auto elettriche, a prescindere dal marchio quindi comprese Tesla, BMW o Mercedes, sono costantemente tracciati dal Governo. Associated Press ha diffuso poche ore fa un’inchiesta che svela come all’insaputa probabilmente di molti cittadini, Pechino obblighi più di 200 produttori d’auto a condividere i dati di localizzazione e altre informazioni dei veicoli elettrici in circolazione.

Le aziende sostengono che tutto avvenga nel rispetto degli obblighi normativi locali riguardanti i mezzi elettrici, mentre i funzionari cinesi ribadiscono che i dati vengono impiegati per migliorare la sicurezza pubblica, agevolare lo sviluppo industriale nonché quello infrastrutturale e prevenire eventuali frodi legate ai programmi di incentivi.

Sarà anche così ma si parla di condivisione di dati in tempo reale. Infatti Michael Chertoff, ex Segretario dello U.S. Department of Homeland Security sotto la presidenza Bush, sostiene che possa essere considerata una sorta di attività di sorveglianza pubblica perché di fatto ogni informazione può essere impiegata per altri scopi. La salvaguardia della privacy al momento non è considerata una priorità in Cina.

Chertoff, comunque, bacchetta anche i produttori di auto che sembrerebbero accettare ogni tipo di compromesso etico pur di non rimanere fuori dal mercato cinese.

L’Electric Vehicle Public Data Collecting, Monitoring and Research Center di Shanghai, visitato da un inviato di AP, conferma uno scenario a dir poco preoccupante. Monitor che mostrano i dati di 220mila veicoli con tanto di localizzazione precisa, numero identificativo, modello, carica della batteria, km percorsi, etc.

Il monitoraggio delle auto elettriche a Pechino

 

“Possiamo fornire una gran quantità di dati dei consumatori al governo per aiutarlo a migliorare politiche e programmazione”, ha dichiarato il direttore del centro Ding Xiaohua. Da ricordare che le norme nazionali entrate in vigore nel 2016 per i veicoli elettrici prevedono i dati della sensoristica vengano trasmessi ai produttori e almeno 61 elementi di questi vengano girati poi ai data center cinesi. A quel punto convergono ulteriormente anche verso un centro di monitoraggio nazionale del Beijing Institute of Technology che oggi supervisiona più di 1,1 milioni di veicoli.

Ding Xiaohua, comunque, ha sostenuto che la consegna di dati al Governo avviene solo su specifica richiesta e normalmente non riguarda polizia o giustizia. L’ultimo caso ad esempio si è concretizzato a seguito di un incendio.

In prospettiva, considerato il successo del segmento elettrico, entro il 2025 la quota di auto controllate in questa modalità potrebbe rappresentare circa il 20% delle vendite.

“Il governo vuole sapere cosa fanno le persone tutto il tempo e reagire nel più breve lasso di tempo possibile”, ha commentato Maya Wang, ricercatrice di Human Rights Watch. “Contro la sorveglianza la protezione è zero”.

Di diverso avviso un possessore di Tesla Model S. “Non ha senso essere preoccupati per questa cosa”, ha dichiarato Min Zeren ad AP. “Se sei preoccupato, allora non c’è modo di vivere in questo Paese”.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 30 novembre 2018 — 13:33
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