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Barracuda Networks: le previsioni sulle minacce alla sicurezza del 2020


Con l’inaugurazione del nuovo anno, gli esperti di sicurezza informatica condividono le loro previsioni in merito alle principali minacce che potremmo incontrare nel corso del 2020 e i nuovi obiettivi che rientreranno nel mirino degli hacker.

In che modo le aziende potranno migliorare la propria sicurezza? Quali saranno i mezzi attraverso cui saranno veicolati i prossimi attacchi? Barracuda risponde a queste e ad altre domande, analizzando le tendenze e le minacce che caratterizzeranno i prossimi mesi.

Le minacce informatiche del 2020: la parola a Barracuda

“Email e applicazioni aperte a Internet continueranno anche nel 2020 a essere i principali vettori di minacce. Le minacce veicolate dall’email evolvono rapidamente, i criminali trovano ogni giorno nuovi metodi per eludere le tradizionali soluzioni di sicurezza. Le organizzazioni devono quindi rivolgersi a sistemi di protezione più avanzati in linea con l’evoluzione delle tattiche. La sicurezza delle applicazioni web è spesso trascurata perché la maggior parte delle organizzazioni non possiede le competenze o le risorse necessarie per gestire le soluzioni nel migliore dei modi. Molte aziende, inoltre, presumono che tale protezione sia fornita dal loro servizio di hosting, che però molto difficilmente offre una copertura completa”.

Con queste parole Hatem Naguib, Chief Operating Officer di Barracuda, delinea la preoccupante situazione che coinvolge organizzazioni e aziende, i bersagli preferiti dei cybercriminali. Secondo Naguin, saranno le soluzioni di sicurezza applicatica cloud based e as-a-service a rivoluzionare la sicurezza, rendendola più accessibile per un maggior numero di aziende. Non è da sottovalutare, comunque, l’errore umano, che “continuerà a essere la fonte primaria di violazioni, a causa di configurazioni errate o vulnerabilità non risolte”.

Naguib ci parla inoltre dei nuovi meccanismi di attacco BEC (Business Email Compromise), tra i quali troveremo le intercettazioni delle conversazioni e la contraffazione della voce delle persone, che contribuiranno a incrementare la pericolosità di tali minacce. Secondo una recente ricerca effettuata da Barracuda, “il BEC rappresenta solo il 7% degli attacchi di spear phishing, ma il costo di un attacco andato a buon fine può essere molto alto”. Questi timori sono ulteriormente rafforzati dalle ultime dichiarazioni dell’FBI, secondo cui le aziende, negli ultimi quattro anni, avrebbero perso circa 26 miliardi di dollari a causa degli attacchi BEC.

Sul tema si è espresso anche Don MacLennan, SVP, Email Protection, Engineering & Product Management presso Barracuda, che spiega come gli attacchi BEC permettano ai cybercriminali “di fare soldi spingendo l’utente finale a effettuare pagamenti anziché rubare informazioni”. In merito all’utilizzo dei servizi di cloud pubblico (Microsoft Azure, AWS) e delle applicazioni SaaS (Office 365) in ambito aziendale, invece, MacLennan ha commentato le diverse implicazioni legate a tale strategia: “I team IT devono coprire più basi ma le ore del giorno non sono mai abbastanza. I CEO pretendono che l’azienda evolva ma non mettono risorse a disposizione dei team IT per restare al passo con la maggiore sicurezza che l’evoluzione impone. Nei prossimi 12 mesi le organizzazioni dovranno sempre più affidarsi a un uso efficace della tecnologia e dell’automazione per chiudere il gap e ridurre le tensioni tra team preposti alla sicurezza”.

Cloud pubblico e 5G: gli effetti collaterali

Per Klaus Gheri, VP Network Security di Barracuda, le maggiori minacce che incontreremo nel 2020 proverranno dai nuovi trend tecnologici: il passaggio al cloud pubblico e l’avvento del 5G spalancheranno le porte agli hacker, che avranno così la possibilità di sottrarre dati a una velocità mai raggiunta prima d’ora. Insomma, la continua proliferazione delle rete potrebbe rappresentare un vero problema per aziende e organizzazioni.

“La minaccia più grave che prevediamo nel 2020 è completamente nuova. È emersa come effetto collaterale del passaggio al cloud pubblico, poiché sempre più aziende stanno abbracciando piattaforme senza server per integrare le applicazioni cloud e ridurre i costi. Passare al ‘serverless’ non risolve automaticamente i problemi di sicurezza intrinseci. In effetti, le aziende nostre clienti hanno riferito che l’uso di librerie obsolete e le configurazioni errate in particolare rappresentano una grave minaccia per le implementazioni cloud. Per risolvere questo problema, prevediamo uno spostamentoverso l’automazione del cloud e l’automazione della compliance basata sul cloud”.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 24 Gennaio 2020 — 11:10
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