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Bitcoin può provocare un innalzamento della temperatura globale?


Bitcoin potrebbe provocare un aumento della temperatura globale di due gradi entro il 2033. A dirlo è una ricerca dell’Università delle Hawai coordinata dal professor Camilo Mora, secondo cui il rischio esisterebbe nell’ipotesi in cui Bitcoin si diffonda con la stessa rapidità di altre tecnologie.

La ratio di tale ipotesi è legata, come abbiamo affermato altre volte, alle notevoli richieste energetiche della rete Bitcoin; l’estrazione e la circolazione della criptovaluta più famosa del mondo, infatti, impone l’uso di sistemi informatici molto potenti e affamati di energia.

“Al momento le emissioni dovute a trasporti, riscaldamento e produzione di cibo sono considerate il maggiore responsabile del cambiamento climatico. Questa ricerca mostra che Bitcoin andrebbe aggiunto alla lista”, commenta Katie Taladay, studentessa di dottorato che ha partecipato alla ricerca.

“Con la crescente devastazione creata da condizioni climatiche pericolose”, aggiunge il coordinatore Camilo Mora, “l’umanità si troverà a fare i conti con il fatto che il cambiamento climatico è reale e personale. Chiaramente, ogni ulteriore sviluppo delle criptovalute dovrebbe puntare specialmente a ridurre la richiesta energetica, se vogliamo evitare conseguenze potenzialmente devastanti come l’aumento di due gradi della temperatura globale”.

Immagine: depositphotos

La ricerca sembra in effetti posarsi su basi ragionevoli: aggiungere al mondo una tecnologia che consuma molta energia non sembra una buona idea in questo momento, alla luce del fatto che i cambiamenti climatici sono già un’emergenza e che dovremmo fare tutto il possibile per contrastarli.

Già, ma è proprio verso Bitcoin che dovremmo puntare il dito? Come nel caso delle auto diesel, non tutti sono d’accordo. Per esempio John M. Kwan, AD di una società specializzata in informatica forense, ha voluto commentare di persona l’argomento con un messaggio al sito ethereumworldnews.

Kwan in particolare fa notare che il sistema monetario e quello bancario assorbono comunque molta più energia rispetto a Bitcoin. Secondo il suo conteggio, senz’altro contestabile, Bitcoin vanta un’efficienza maggiore di 10mila volte rispetto al sistema bancario. “Sostituire le banche con Bitcoin o qualche altra criptovaluta in realtà farebbe risparmiare molte risorse”, conclude Kwan.

Forse è una possibilità da prendere in considerazione. BTC è senz’altro una tra le criptovalute più esose in termini di richieste energetiche, ma esistono altre soluzioni basate su blockchain che potrebbero, forse, aiutarci a ridurre l’impatto ambientale generato dal denaro stesso. È senz’altro un’ipotesi azzardata, ma stiamo vivendo un momento storico difficile: quasi ogni mese è il più caldo di sempre, ogni uragano è il più potente mai registrato, e molti rovesci di stagione finiscono per diventare delle alluvioni.

I segnali, insomma, suggeriscono di prendere questi suggerimenti molto sul serio. Sia che si tratti della possibile diffusione di Bitcoin sia del possibile risparmio energetico ricavabile da una modifica delle tecnologie bancarie e finanziarie. Che cosa ne pensate?

Anche nell’assemblare un potente PC da gaming si può pensare all’efficienza energetica, con un alimentatore 80+ Platinum come l’EVGA Supernova 650 P2.


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Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 30 ottobre 2018 — 14:00
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