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Come il Product Lifecycle Management può rivoluzionare le aziende



Il Product Lifecycle Management ha goduto di grande successo nel 2019, ma il meglio deve ancora venire. Ne è convinto Paolo Delnevo, Vice President di PTC Italia e Sud Europa.

Secondo il manager italiano, nel 2020 la realtà aumentata offrirà ai team interfunzionali la possibilità visualizzare il prodotto nel suo contesto e da prospettive diverse.
Questo consentirà di offrire un supporto straordinario ai progettisti per rivedere e apportare modifiche ai prototipi virtuali, introducendo in caso di necessità nuove opzioni e varianti. Basti pensare a quanto possa essere di aiuto la possibilità di ingrandire in modo mirato una specifica parte su cui è necessario focalizzare l’attenzione, per esaminare nel dettaglio la configurazione del prodotto o il suo stato.

Inoltre, saranno rilevanti le potenzialità offerte dalle Smart Connected People, mediante l’impiego di dispositivi wearable, nonché dei comuni mobile smart device, le cui funzionalità sono tutte supportate via integrazione PLM, saranno un fattore decisivo che innalzerà la produttività e la qualità della forza lavoro.
A livello di produzione, le simulazioni digitali supportate dall’AR aiuteranno a valutare quale impatto può sortire l’introduzione di una variante o di un nuovo prodotto, consentendo di valutare più scenari secondo la tecnica “what if”.

Infine, grazie alla loro efficacia nel combinare le caratteristiche fisiche di un prodotto con le informazioni digitali, i digital twins  saranno sempre più utilizzati a livello enterprise, dalle attività di progettazione a quelle di pianificazione operativa, fino all’erogazione dei corsi di formazione.

Per le aziende multinazionali che dispongono di più impianti produttivi sparsi per il mondo, in cui si trovano ad operare team di lavoro sia intra-aziendali che inter-aziendali, il fattore sicurezza è una priorità imprescindibile, soprattutto quando si tratta di preservare e proteggere milioni di dollari di proprietà intellettuale.
Tutti gli stakeholder che partecipano alla catena del valore devono agire sulla base di metodologie condivise, all’occorrenza intervenendo in modo rapido e mirato.

L’essere agili a livello globale non deve però andare a discapito della sicurezza: è necessario mantenere sempre un rigoroso controllo dei dati strategici di prodotto, tenendo traccia di chi vi accede e in quali circostanze. Un’efficace politica di controllo degli accessi, con permessi classificati in base ai ruoli e/o agli specifici compiti assegnati agli utenti, unitamente all’impiego di un sistema Product Lifecycle Management sicuro, consente di creare ambienti di lavoro collaborativi sia all’interno che all’esterno dell’azienda, aumentando l’efficienza produttiva globale.

A ciò si aggiungono gli ulteriori livelli di sicurezza dati che le più note piattaforme cloud forniscono agli utenti, tra cui gli standard FedRAMP (Risk and Authorization Management Program), ITAR (International Traffic in Arms Regulations) e DFAR 252.204-7012 (per i contractor che operano con il Ministero della difesa statunitense).

La possibilità di gestire in modo strutturato la tracciabilità e di mantenere il controllo di tutti i cambiamenti consente di aumentare il numero di varianti di ciascun prodotto, diminuendo nel contempo il numero di componenti base. Ciò offre una grande opportunità a fornitori e clienti di costruire partnership per collaborare in modo strutturato, in quanto l’ambiente cooperativo consente di valutare l’impatto generato dai cambiamenti, fornendo una maggiore comprensione delle interdipendenze.

La capacità di offrire un prodotto quanto più personalizzato possibile (concetto di personalizzazione di massa) è uno dei fattori chiave delle strategie cosiddette disruptive. Quante più opzioni Engineering by Choice, ovvero di personalizzazione, un fornitore è in grado di offrire ai clienti, tanto più questi saranno in grado di differenziarsi dalla concorrenza. Il Product Lifecycle Management si configura quale miglior sistema per affrontare strutturalmente questi aspetti, ad esempio per gestire la distinta base che, in relazione alle diverse opzioni e varianti introdotte per uno specifico prodotto, tende inevitabilmente ad aumentare di complessità.

Nel tempo i prodotti sono evoluti, trasformandosi da semplici oggetti elettromeccanici a sofisticati dispositivi controllati elettronicamente via software. Per i team di lavoro che si trovano a utilizzare le stesse informazioni, abbattere la complessità agevola il processo di raggiungimento, e mantenimento, dei più alti livelli di qualità. La possibilità per le imprese di passare dalla tradizionale gestione documentale dei dati a un processo di fruizione delle informazioni quasi in tempo reale consente di implementare processi di gestione della qualità automatizzati, il che si traduce in una riduzione degli scarti, del numero di rilavorazioni, dei difetti e di guasti sul campo.

Le tematiche legate all’innovazione industriale sono attualmente tra le più calde e le tendenze che abbiamo illustrato possono essere considerate la punta di un iceberg molto grande e ancora tutto da esplorare nelle sue potenzialità nascoste. Ciò che è certo è che per il Product Lifecycle Management il 2020 ha tutte le carte in regola per prospettarsi come un anno dal grande potenziale innovativo.

 





Fonte: https://www.01net.it/

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Updated: 10 Febbraio 2020 — 18:25
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