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Deathtrap Dungeon: The Interactive Video Adventure | Recensione


Il piacere della lettura passa per molte forme e abitudini, diventando un’esperienza spesso ben più comunicativa della semplice sfogliata di pagine. Tra gli esempi più virtuosi abbiamo visto spesso su Tom’s Hardware quelli legati ai famosi libri game o “scegli-la-tua-avventura”: volumi dove il giocatore creava una vera scheda da gioco di ruolo, si armava di dadi e si abbandonava al fantasy effettuando scelte tra un salto di pagina e l’altra. Nomi come Joe Dever e Ian Livingstone hanno fatto la storia di questo genere, avvicinandosi enormemente al movimento videoludico e alla possibilità di fonderlo con il cartaceo in nuovo, grande percorso.

Gli esperimenti in tal senso sono stati numerosi e di discreto successo, tuttavia oggi vogliamo specificamente tornare a un momento preciso dell’epoca d’oro dei libri game, ovvero alla pubblicazione di Deathtrap Dungeon nel 1984. Il libro di Ian Livingstone fa parte della colonna Fighting Fantasy, recentemente ristampata in alcune parti da Magazzini Salani, ed è stato a lungo considerato uno dei maggiori esponenti del suo genere, largamente diffuso nelle case fin dall’uscita con Puffin.

Ne consegue che prima o poi ne venne realizzato uno storico gioco uscito per PlayStation, insieme a molte altre idee e trasposizioni susseguitesi in tempi più o meno recenti. Nel 2020 Deathtrap Dungeon ritorna ancora una volta in una nuova veste attraverso il lavoro di Branching Narrative Ltd, il quale esordisce con un’avventura interattiva che prende ispirazione da Bedtime Stories di BBC e da tutte quelle esperienze dove il girato dal vivo e l’azione dello spettatore collidono in un solo viaggio.

Non c’è però una buona storia senza un buon narratore: in questo caso sulla poltrona troveremo a sedere Eddie Marsan, volto noto apparso su Hobbs & Shaw, Deadpool 2, Atomica Bionda, Sherlock Holmes, Still Life e tanti altri successi del grande schermo. Un attore di discreto rilievo per il cinema britannico e americano, chiamato in questa occasione per dare lustro a uno degli scritti migliori di Ian Livingstone. L’autore in persone ha inoltre preso parte al processo di sviluppo, presenziando durante le riprese dei filmati e conducendo la “regia” con il libro alla mano. Già queste premesse sarebbero sufficienti a far solleticare la passione dei fan di vecchia data, ma Branching Narrative ha voluto fare di più di una semplice lettura di Deathtrap Dungeon su video, curando ogni minimo dettaglio della trasposizione ludica.

Superato un imbarazzo iniziale dovuto alla formula indubbiamente intima dell’ascolto di una singola voce narrante, ci si ritrova a essere condotti verso la creazione della propria scheda attraverso o i classici tiri di dado o la scelta di alcune “classi” preimpostate. Vitalità, fortuna e abilità decideranno le statistiche del vostro eroe, insieme all’eventuali attrezzature e razioni di cibo che vi porterete in un pericolosissimo dungeon mai superato. La storia vuole infatti che nessuno sia uscito vivo o vincitore dalla leggendaria prova orchestrata dal Barone Sukumvit, denominata La Sfida dei Campioni per la sua difficoltà e per il ricco premio di diecimila monete d’oro. Il vostro personaggio sarà uno dei tanti partecipanti che prenderanno parte alla Camminata, tentando di riuscire a svelare i segreti di questo dungeon tra trappole mortali e mostri antichi, pieno di insidie e potenti artefatti celati.

L’approccio iniziale della narrazione di Marsan è apparentemente distaccato, quasi amatoriale durante il racconto delle varie premesse del caso, dando l’idea di essere di fronte a un connubio scricchiolante. Però, una volta entrati nel dungeon e superato lo scoglio del ritrovarsi di fronte a una lunga serie di primi piani, l’attore cambia totalmente spirito e non solo riesce a dare deciso colore ai passaggi del libro, ma li interpreta egregiamente con l’ausilio della sua sola voce ed eventuali cambiamenti di tono o ritmo.

Si percepisce un netto coinvolgimento nel modo in cui scandisce le parole, abbastanza forte da poter essere trasmesso al giocatore e tirarlo sempre più dentro il labirintico dungeon, sfruttando immancabilmente la genuina curiosità nel sapere cosa c’è dietro le varie porte chiuse. Al giorno d’oggi, dove l’aspetto visivo ha un ruolo decisamente importante, ottenere un risultato del genere attraverso la cura nella narrazione orale e degli effetti sonori non è un’impresa da poco, anzi dimostra quanto potenziale possa esistere nella ripresa interattiva, specialmente se fatta con la dovuta attenzione e cura verso il materiale originale.

Ogni minimo dettaglio e passaggio è sapientemente descritto dalla voce di Marsan e dall’apporto degli stessi disegni del libro, mentre al giocatore è lasciato il totale controllo su ogni elemento di gioco. Al lato dello schermo sono presenti i vari indicatori delle proprie possessioni e caratteristiche, insieme a una utilissima mappa che avremmo tanto voluto avere durante le vecchie avventure tra le pagine del libro.

Anche qui si può nuovamente “barare” grazie a numerosi punti di salvataggio che ci permettono di tornare indietro a percorsi già esplorati, proprio come quando tenevamo il segno sulla pagina di provenienza nel caso in cui incontrassimo una brutta fine al risultato della scelta. Del resto la morte in Deathtrap Dungeon è sempre dietro l’angolo. come insegna ogni buon libro-game, ma sta davvero a voi scegliere se resettare i vostri progressi o far finta di niente, intestardirvi e portare le lancette dell’orologio indietro di qualche capitolo. Il consiglio è sempre quello di essere onesti e accettare la sconfitta, esplorando tutto il dungeon poco a poco in più sessioni.

I filmati infatti sono girati in modo che a ogni passaggio di Deathtrap Dungeon sia associato un segmento visivo specifico, ricordando spesso le dinamiche di gioco e sottolineando senza troppa artificiosità le varie azioni di dadi e statistiche. L’esempio lampante deriva dai combattimenti, dove Marsan avrà a disposizione un po’ di linee di dialogo per descrivere le uniche movenze di ogni scontro, qualcosa che nel libro decisamente non c’era. Nel caso i vostri duelli durassero veramente a lungo noterete una certa ripetitività nelle risposte dell’attore, ma del resto non potevamo di certo aspettarci una frase unica per ogni colpo nelle lotte da più di 10 turni. In tal senso è bene sottolineare come la funzione di saltare il video sarebbe stata utile anche in combattimento, più che per l’esplorazione.

Il colpo di genio del team di sviluppo però è stato quello di assicurarsi di non trasformare questo titolo in un semplice audiolibro da cliccare all’occasione. Infatti troveremo numerosi effetti sonori, effetti ambientali e trovate visive che ben cadenzano l’avventura, tenendo sempre alto l’interesse del giocatore. Nella nostra lunga prova non possiamo veramente dire di esserci mai annoiati, complice il fattore appena menzionato e la bravura di Marsan nel cambiare voce o tono per i vari abitanti del dungeon.

E questo è davvero uno dei migliori punti di forza della nuoa vita di Deathtrap Dungeon, permettendoci di classificare questo gioco come estremamente divertente, fedele e valevole ben più del prezzo che richiede. A onor di chiarezza, vogliamo infine precisare che al momento della nostra recensione non c’era alcun sottotitolo, ma ci è stato assicurato che verranno presto aggiunti nelle prossime settimane. Per quanto riguarda la localizzazione in italiano, risulta temporaneamente assente e non in programma.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 13 Febbraio 2020 — 15:11
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