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Draco Malfoy, il ragazzo che non ha avuto scelta


Ricco, viziato purosangue. Ma siamo sicuri che sia tutto qui? Draco Malfoy è uno dei personaggi più caratterizzati e sfaccettati di tutta la saga di Harry Potter. Vi raccontiamo la sua storia nel dettaglio, andando a riscoprire anche gli aneddoti e le curiosità più interessanti.

Nobile rampollo purosangue

harry potter

Draco Malfoy è un nobile giovane purosangue, nato da Lucius Malfoy e Narcissa Black. I Malfoy fanno parte delle cosiddette “Sacre 28“, ovvero le ventotto famiglie magiche indicate come quelle con il sangue più “puro”. Viene cresciuto a Villa Malfoy (Malfoy Manor in originale), un palazzo grande come castello nel Wiltshire.

La casa trasuda ricchezza, nel giardino passeggiano placidi dei pavoni bianchi, simbolo dell’orgoglio e della vanità e, grazie all’incanto delle sue piume bianche, il pavone rappresenta anche l’ostentazione del lusso e dell’eleganza della famiglia Malfoy.

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Draco viene cresciuto in questo clima di agiatezza e viene indottrinato secondo dettami molto specifici. I Malfoy fanno del loro sangue puro un motivo di vanto e crescono il piccolo Draco con la convinzione che mantenere la purezza di sangue sia fondamentale, che i mezzosangue siano conoscenze accettabili e che mai e poi mai si debba fraternizzare con i Nati Babbani, che loro chiamano in modo dispregiativo Sanguemarcio.

Nel periodo in cui venne alla luce Draco, Lucius Malfoy era un sostenitore dell’Oscuro Signore. Era il periodo della Prima Guerra Magica, Voldemort era all’apice del suo potere ed essere uno dei suoi Mangiamorte era molto conveniente in quel momento.

Il termine “conveniente” è fondamentale quando si tratta della famiglia Malfoy: non solo è una famiglia convintamente purosanguista, quindi naturalmente portata a seguire le idee del Signore Oscuro, ma è una famiglia di Serpeverde, quindi di persone astute. Sanno dove albergano i propri interessi e sanno come ottenere il loro tornaconto.

Quindi, con la presunta e improvvisa dipartita di Voldemort, gli equilibri cambiano e Malfoy Senior riesce a restare fuori da Azkaban con un voltafaccia conveniente e con un senso di incompiuto che lo fa essere malinconico. Di conseguenza, cresce Draco con i racconti su quanto fosse promettente la vita quando il Signore Oscuro era al potere e di come i nobili purosangue fossero sul gradino più alto della scala sociale.

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Il piccolo Draco ha tutto ciò che desidera a livello materiale, ma a livello emotivo il discorso è molto diverso. Il ragazzo cresce con le idee conservatrici e razziste dei genitori che lui ama molto. Per Draco suo padre Lucius è il massimo: è tutto quello che lui vorrebbe essere, lo ammira, lo venera e in un certo senso lo teme.

Gli anni di Hogwarts: mio padre lo verrà a sapere

Dopo un inizio deludente e amareggiante con Harry Potter, Draco persegue l’obiettivo di rendere la vita impossibile al Prescelto e si impegna davvero con tutte le sue forze per riuscirci.

Nel frattempo stringe legami con figli di altre famiglie purosangue: Tiger, Goyle, Nott, Zabini, e frequenta ragazze appropriate come Pansy Parkinson. Si tratta di amicizie superficiali che ricalcano le dinamiche delle famiglie di provenienza e ne abbiamo la conferma quando Tiger e Goyle gli si rivoltano contro durante la Battaglia di Hogwarts, perché ormai il potere di Lucius Malfoy è svanito e quello di Draco di conseguenza.

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Durante tutti gli anni di scuola Draco fa leva sul potere di suo padre per ottenere quello che vuole o per minacciare con la famosa frase “Mio padre lo verrà a sapere” quando ritiene che qualcuno gli abbia fatto uno sgarbo. Le cose prenderanno una piega molto diversa dopo la Battaglia del Ministero e la conseguente incarcerazione ad Azkaban di Lucius.

Un Mangiamorte terrorizzato

“Draco, tu non sei un assassino”. In questa frase di Albus Silente è racchiusa tutta l’esperienza di Draco come servitore dell’Oscuro Signore. Con il padre rinchiuso nella prigione di massima sicurezza di Azkaban, Draco diventa l’uomo di casa. Sente addosso la responsabilità di proteggere sua madre e di portare avanti le cose in assenza del padre. Questa incombenza in effetti non è solo immaginata: Lord Voldemort lo ha arruolato nelle schiere dei Mangiamorte.

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La verità è molto più amara di come sembra. Draco non è stato scelto per le sue qualità ma per punire Lucius per i suoi fallimenti. Il ragazzo all’inizio lo nega, finge di credere di potercela fare, rifiuta l’aiuto di Severus Piton, ma la verità è che in cuor suo sa che uccidere Albus Silente è un’impresa persa in partenza e che Voldemort gli ha dato questa missione da compiere perché qualunque sia l’esito, sarebbe un successo per lui.

Se Draco riuscisse nell’impresa, Voldemort si ritroverebbe libero dal suo più grande nemico, e se invece fallisse, ucciderebbe il ragazzo per spezzare il cuore a Lucius. Come sono andate le cose poi lo sappiamo: i tentativi di Draco di uccidere il Preside erano quantomeno patetici e lui finiva per piangere in bagno in compagnia di Mirtilla Malcontenta.

«Nessuno può aiutarmi» rispose Malfoy. Stava tremando. «Non posso farlo… Non posso… non funzionerà… E se non lo faccio presto… dice che mi ucciderà…»
Draco Malfoy, Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Draco non vuole uccidere Silente, ma sa che se non lo farà lui e la sua famiglia saranno condannati.

Draco e Lucius: un rapporto malato

Draco non smette di portare il padre sul palmo di mano in un momento specifico, è un processo che avviene lentamente. La stima per suo padre gli scivola via poco a poco, come la granitica convinzione nelle idee che gli ha inculcato.

Ovviamente, al termine della guerra sposa una ragazza purosangue, perché con un indottrinamento simile era davvero improbabile il contrario, ma il suo cambiamento si vede nei valori che trasmette al giovane Scorpius, a cui insegna a non disprezzare i Nati Babbani. Draco a differenza di Lucius, che nonostante tutto resta ancorato alle sue convinzioni, ha compiuto un’evoluzione personale che non lo ha cambiato di netto, ma ha smussato gli spigoli più appuntiti del suo carattere.

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Per tutta la durata della sua infanzia, Draco ha tentato di imitare gli atteggiamenti del suo austero padre, si sono tenuti in contatto stretto con lettere e missive, parlavano molto e in ogni modo il ragazzo cercava di compiacerlo. Per Draco, Lucius ha rappresentato la solidità, la verità assoluta e la sicurezza.

L’incarceramento lascia il giovane Malfoy senza terreno sotto i piedi, colpevolizza Harry di tutto perché incapace di ammettere una realtà scomoda. Si ritrova improvvisamente catapultato nel mondo degli adulti, che impara a conoscere dal lato peggiore: quello da Mangiamorte. Tutta l’esperienza vissuta durante il sesto anno, culminata con l’omicidio di Silente da parte di Piton e l’invasione di Hogwarts da parte dei Mangiamorte, lo lasciano svuotato e atterrito in modo evidente.

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Quando Lucius esce da Azkaban, ormai privo di ogni potere all’interno della cerchia di Voldemort, Draco lo vede per quello che è: un uomo pavido, vittima delle sue stesse convinzioni. Lucius sarà stato certamente un uomo abile a livello sociale, ma non è un combattente, non è coraggioso e non impara dai suoi errori.

Draco è evidentemente in conflitto con lui. Sa che se sono arrivati al punto di essere schiavi in casa loro è a causa delle brame di Lucius. Sa che se Voldemort lo ha terrorizzato per un anno e continua a servirsi di lui come e peggio di un elfo domestico è per colpa dell’ambizione di suo padre. Un padre che non ha mantenuto le promesse di gloria e potere di cui gli parlava nell’infanzia.

Dei suoi errori in parte si è accorto anche Lucius: ha capito che i sentimenti nostalgici verso Voldemort erano dettati da un incompiuto, ma ora che il mago oscuro si è rivelato in tutto il suo orrore, l’uomo capisce che sarebbe stato meglio se non fosse mai tornato. Il problema, come già detto, è che non riesce a rimediare ai suoi errori, ma anzi, continua a comportarsi secondo un vecchio schema che non funziona più.

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Per quello che riguarda l’interpretazione del personaggio a livello cinematografico, questo è uno di quei rari casi in cui la pellicola supera il libro. Jason Isaacs non si è limitato ad entrare nel personaggio: lo ha analizzato al punto di esaltarne ogni pregio e difetto. Forse non tutti sanno che è stato proprio l’attore a mettere mano al costume di Lucius Malfoy: è grazie a lui se Lucius ha biondi capelli fluenti e il bastone da passeggio.

Ma Isaacs ha fatto molto di più: ha estrapolato magistralmente e portato in scena il rapporto malato tra Draco e suo padre. Questa dinamica disfunzionale fra Lucius e Draco è visibile fin da subito, ma diventa palese in Harry Potter e i Doni della Morte. Lucius tiene Draco per il collo come farebbe un felino con il suo cucciolo, gli mette quella mano sul collo come a rimarcare il potere che crede di avere ancora su di lui. Lo imbonisce. Ma Draco non cede, svicola e alla fine salva il Prescelto.

 «Draco, se saremo noi a consegnare Potter al Signore Oscuro, tutto sarà per…»

Lucius Malfoy, Harry Potter e i Doni della morte

Un furetto furioso, il rapporto con Harry Potter

Se c’è una cosa che Draco ha imparato da suo padre, è che due cose mandano avanti il mondo: i soldi e le buone conoscenze. Quando il biondo rampollo Malfoy viene a conoscenza del fatto che il celebre Harry Potter è sull’Hogwarts Express (nei film succede nell’androne del castello di Hogwarts), decide di essere suo amico. E lo decide unilateralmente, perché chi mai potrebbe rifiutare la sua amicizia?

Quello che Draco non ha considerato è che non tutto il mondo ruota attorno ai Malfoy. Harry è cresciuto con una famiglia Babbana, non ha idea di chi sia o cosa rappresenti la famiglia Malfoy e non potrebbe importargliene di meno. Harry rivede in Draco i comportamenti da bullo del cugino Dudley e lo respinge quasi istintivamente.

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Probabilmente quello è il primo vero no che riceve Draco nella sua vita e lo segna più di quanto il ragazzo ammetterebbe mai. Se non possono essere amici, che siano nemici, allora. Il rifiuto di Harry lo rende furioso al punto da scegliere di tormentarlo per tutta la durata dei loro studi ad Hogwarts. Draco arriva al punto di farsi trasformare in un furetto dal finto Professor Moody, organizza un comitato Anti-Potter durante il Torneo Tre Maghi, lo provoca e lo sfida per anni sul campo da Quidditch.

Sul rapporto tra Harry e Draco è stato speculato l’impossibile e per motivi molto comprensibili. Draco e Harry sono come due calamite, come due facce della stessa medaglia. Da un lato uno spocchioso ragazzino che ha avuto tutto dalla vita, tranne il coraggio di scegliere per sé stesso, dall’altra un orfano coraggioso cresciuto senza affetto ma con un carattere molto forte. In realtà entrambi si ritrovano a combattere una guerra che li coinvolge loro malgrado, si ritrovano legati a un destino che non hanno scelto.

Draco e Harry si cercano continuamente. Sono ossessionati l’uno dall’altro, ufficialmente per motivi legati alla scuola, alla sicurezza, ai Mangiamorte e a qualsiasi pretesto riescano a trovare. Si detestano ma si cercano, si disprezzano ma gravitano l’uno attorno all’altro per sei anni.

E si salvano a vicenda. Non dimentichiamo che Draco salva Harry al Malfoy Manor e Harry salva due volte Draco durante la Battaglia Finale, una nella Stanza delle Necessità e l’altra da un Mangiamorte che lo ritiene un doppiogiochista (quest’ultima scena è presente solo nel libro). E c’è molto altro. Draco invece di scappare da Hogwarts come tutti gli altri figli di Mangiamorte, va a cercare Harry. In piena battaglia! E con la motivazione di voler riavere indietro la sua bacchetta. Motivazione alquanto labile se si pensa che Draco non è un combattente e non è affatto coraggioso.

«Penso che fosse una cosa evidente. Harry ha sempre avuto una cotta per Draco. Non riusciva a nasconderlo.»

Tom Felton

Un po’ per scherzo e un po’ seriamente, Tom Felton, l’attore che ha interpretato Draco Malfoy nella saga cinematografica ha dichiarato che Harry fosse interessato sentimentalmente a Draco. Le fan della coppia Drarry (Draco + Harry nel linguaggio da fangirl) sostengono che la cotta fosse più che ricambiata e da questa convinzione sono nate migliaia di fanfiction a tema.

«Ancora, Rowle, o vuoi che la facciamo finita e ti diamo in pasto a Nagini? Lord Voldemort non sa se ti perdonerà questa volta… Mi hai chiamato per questo, per dirmi che Harry Potter è fuggito di nuovo? Draco, dai a Rowle un altro assaggio del nostro scontento… fallo, o sarai tu a subire la mia collera!»

«Era disteso a braccia e gambe aperte sul freddo marmo nero, il naso a pochi centimetri da una delle argentee code di serpente che sostenevano la grande vasca da bagno. Il viso magro, pietrificato di Malfoy era impresso nelle sue pupille. Provò nausea per ciò che aveva visto, per l’uso che Voldemort faceva di Draco.»

Harry Potter e i Doni della Morte

Che sia vero o meno, è evidente che questo rapporto si può analizzare su più livelli, alcuni dei quali sovrapponibili. Draco detesta Harry per aver rifiutato la sua amicizia e si comporta come una ragazza ferita e respinta. Il giovane è invidioso della fama del Prescelto e cerca la sua rivincita. Harry d’altro canto segue i movimenti di Draco come se fosse impensabile non farlo, accetta le sfide che Draco gli propone e arriva al sesto anno a pedinarlo quasi tutto il tempo, con la motivazione di capire le sue vere intenzioni.

Ovviamente poi sappiamo come sia finita: Draco sposa un’appropriata ragazza purosangue e Harry sposa un’accogliente ragazza proveniente dalla famiglia che lo ha accolto come un figlio. Tutto è bene quel che finisce nel modo in cui tutti si erano figurati. E le speculazioni restano tali, nonostante siano supportate da motivazioni tangibili.

Considerazioni e riflessioni

Molte fan della saga che non guardano le cose dalla “prospettiva Serpeverde” non considerano Draco come il ragazzo che non ha avuto scelta, ma come il ragazzo che ha fatto tutte le scelte sbagliate, così come aveva alluso Albus Silente all’inizio del sesto anno – anche se in quel caso si riferiva ufficialmente a Tom Riddle e solo ufficiosamente a Draco.

Prima di dare giudizi tranchant dovremmo provare a staccarci emotivamente dalla simpatia o antipatia verso tutti i personaggi coinvolti e guardare la cosa da una prospettiva il più obiettiva possibile.

harry potter

Draco è un bullo? Sì, ma è stato cresciuto da una famiglia che lo ha viziato. È razzista? Ovviamente sì, la famiglia gli ha inculcato determinati valori fin dalla nascita. Ma è un ragazzo crudele? No, assolutamente. Draco stuzzica, provoca, fa dispetti e tormenta ma non supera mai la linea della pura ferocia e ne abbiamo la dimostrazione quando le cose si fanno serie. Lui non ha mai voluto essere davvero un assassino o un Mangiamorte, desiderava solo sentirsi importante e famoso a scuola e in società. Draco pecca di superficialità e al limite di ignavia, ma mai di spietatezza gratuita.

Draco avrebbe meritato amicizie migliori, non rapporti di convenienza e sudditanza. Era troppo giovane e viziato per capire la differenza tra amici e gregari e questo ha senza dubbio influito in tutta la sua storia scolastica e oltre. Ma se avesse avuto un’amicizia sincera, forse non si sarebbe ritrovato a piangere in bagno insieme a Mirtilla Malcontenta.

Nel film Harry Potter e il Principe Mezzosangue c’è una scena che mostra la reale condizione di Draco in tutta la sua solitudine. Harry ed Hermione si abbracciano sulle scale, la scena prosegue all’esterno di una torre, dove scorgiamo da una finestra Ron e Lavanda baciarsi al piano di sopra, e salendo ancora si nota Draco affacciato al parapetto della torre, da solo. Se ci fosse stato qualcuno accanto a lui, chissà come sarebbero andate le cose.

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La mancanza di ferocia di Draco è evidente nei tentativi di uccidere Albus Silente. Perfino l’uomo gli dice che erano degli sforzi deboli. Una collana maledetta e un idromele avvelenato sono tentativi patetici per provare ad uccidere il più grande mago di tutti i tempi. E sulla Torre di Astronomia, quando Silente gli chiede di ripensarci, Draco abbassa la bacchetta.

Ma era davvero necessario arrivare a quel punto? La cosa certa era che Silente avrebbe rischiato la copertura di Piton se avesse rivelato a Draco prima del tempo di sapere della sua missione. Ma non si poteva aggirare questo problema? In fin dei conti Draco era ben oltre la crisi di nervi. Draco lo stava facendo per la famiglia, ma la famiglia non poteva essere aiutata dall’Ordine?

“Nessuno può aiutarmi,” dice in lacrime. Perché Draco vorrebbe tanto essere aiutato ma non sa come fare, non sa di chi fidarsi e sembra troppo tardi per tutto. Ma alla prima offerta di aiuto, lui abbassa la bacchetta. Quando ormai è davvero troppo tardi.

Quando Draco copre Harry al Malfoy Manor fa una scelta. La sua prima scelta giusta e completamente indipendente. Draco in quel momento salva Harry, Hermione e Ron e lo fa consapevolmente. Non vuole denunciare i suoi compagni, sa che tutto sommato sarebbe la scelta più facile ma decide altrimenti. Draco ha visto l’inferno e non vuole più farne parte.

Inserire conclusione per tirare le somme

Sei fan di Draco Malfoy? Ecco la riproduzione della sua bacchetta di biancospino realizzata da Noble Collection.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 12 Luglio 2020 — 14:46
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