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Fallout 76, abbiamo provato la BETA del nuovo titolo Bethesda


Ormai ci siamo; manca poco allo sbarco nei negozi di Fallout 76, il nuovo spin-off della leggendaria saga RPG post apocalittica prodotta e sviluppata da Bethesda Softworks. Qualche settimana fa siamo volati in West Virginia, invitati dalla stessa azienda americana, per approfondire e testare con mano il gioco in una sessione leggermente più lunga e complessa; un primissimo impatto che a dirla tutta non ci aveva pienamente convinto.

Da questo punto di vista la B.E.T.A. è stato un buon motivo per tornare nelle lande desolate e minacciose di Fallout 76, un modo per verificare i passi in avanti del progetto, al fine di verificarne le potenzialità con la presenza di una discreta quantità di giocatori.

I primi uomini

Pur essendo un prodotto prevalentemente online, non è esente da un abbozzo di trama. Ci troviamo nel Vault 76, esattamente nel 2102 – e siamo tra i primi uomini a raggiungere la superficie dopo la guerra nucleare avvenuta nel 2077: inizia il Reclamation Day, vale a dire il giorno in cui si comincerà a ricostruire l’America, e sarà proprio questo il nostro obiettivo: rifondare gli Stati Uniti d’America, ma non prima di aver trovato il supervisore del nostro Vault!

Il percorso che ci accompagna dal risveglio all’uscita del Vault è tipico della serie: un editor ci permette di costruire il volto del nostro personaggio a nostro piacimento, successivamente una serie di suggerimenti dell’immancabile Vault boy ci guidano verso la superficie, fornendoci materiale utile e informazioni necessarie per le prime ore di gioco.

Come da tradizione, una volta fuori, ci troveremo dinanzi ad uno spettacolo surreale e spaventoso: l’intera zona di Appalachia, West Virginia -ambientazione del gioco-, è completamente devastata, ben lontana dal paradisiaco ricordo del passato. Inizia, così, il nostro viaggio verso quello che sarà la nostra avventura e il nostro scopo: trovare altre superstiti, cominciare a ricostruire.

Farlo, però, non sarà facile. Tantissime mostruosità ostili, infatti, cominceranno ad attaccarci e sarà necessario fin da subito trovare armi, munizioni ed equipaggiamenti vari per sopravvivere. Il mondo di gioco costantemente online  consente di trovare altri giocatori reali con cui poter interagire: barattando, comunicando o semplicemente formando un gruppo con cui affrontare le tantissime missioni che è possibile scovare in giro sotto forma di olonastri o documenti. Questi ultimi hanno una doppia funzione: approfondire tutta la lore del titolo e fornire ricompense, tra cui oggetti ed esperienza, tramite appunto le sfide da superare. Da questo punto di vista il gioco premia maggiormente la cooperazione che il comparto PVP, anche perché se decidessimo di sparare ad un giocatore indifeso, il nostro danno si abbasserebbe notevolmente, a meno che lui non dovesse accettare di raccogliere la sfida e spararci a sua volta.

Oltre a questo, immancabili per un titolo online gli eventi pubblici che appariranno per tutti i giocatori sulla mappa in maniera casuale e che consistono in particolari missioni in cui sarà necessario liberare una zona, raccogliere determinate risorse o difendere un’area per un tempo limitato.

Un nuovo stile di gioco

Se Fallout 4 si è concentrato maggiormente su uno stile più orientato allo sparatutto in prima persona con meccaniche da gioco di ruolo, questo Fallout 76 cerca di avvicinarsi di più al survival gestionale; vero che l’esplorazione è ancora fondamentale al fine di trovare una serie di cianfrusaglie per costruire il C.A.M.P. -il nostro avamposto trasportabile-, ma l’obiettivo è soprattutto quello che di realizzare una base degna e di proporzioni invidiabili. Ad essere sinceri, le prime ore di gioco non ci hanno spinto particolarmente a costruire, anche perché la possibilità di potenziare armi e armamenti era presente in zone “pubbliche” sotto forma di banchi da lavoro, senza dover necessariamente scomodare l’editor di creazione.

Se siete preoccupati di trovarvi di fronte ad un videogioco completamente differente anche nella forma rispetto ai Fallout canonici, non vi preoccupate. Fallout 76 è un’esperienza profondamente diversa, questo è vero, ma mantiene intatte alcune delle peculiarità della saga, tra cui l’utilizzo del Pip Boy, dell’equipaggiamento e della presenza degli attributi S.P.E.C.I.A.L. che tuttavia vengono conferiti in maniera più coerente con il nuovo modello di gioco. Ogni volta che si avanza di livello, ci viene data la possibilità di attribuire una carta ad una delle nostre caratteristiche: forza, percezione, fortuna, agilità etc. Ogni carta offre delle proprietà o bonus unici che possono essere sostituiti ogni qual volta decidiamo di cambiare carta. Questa è una delle novità che più ci hanno intrigato durante la prova e che potrebbe risultare interessante mano a mano che si avanza di livello.

Fallout tecnico

Durante il provato di qualche settimana fa avevamo, purtroppo, constatato delle numerose incertezze tecniche di cui il gioco soffriva. Le cose non sono cambiate, la B.E.T.A. soffre ancora di numerose problematiche, da un eccessivo pop-up delle texture, ad un impatto grafico non esattamente al top fino a giungere ad un frame rate altamente deficitario che scende spesso e volentieri sotto la soglia minima di giocabilità.

Chiaramente ci auguriamo che almeno i grattacapi su frame rate e pop-up vengano risolti in tempo per il rilascio della versione finale, soprattutto se consideriamo che la prova effettuata è stata eseguita su Xbox One X, che a conti fatti dovrebbe essere la piattaforma più performante dopo il PC di fascia alta.

Conclusioni

Fallout 76 è un titolo da inquadrare: una Beta e una prova di qualche ora non può già giudicare un videogioco prettamente online. per questo motivo ci riserviamo di attendere la versione finale, per poter esporre una valutazione complessiva chiara. Attualmente questo spin off voluto fortemente da Bethesda non ci ha pienamente convinti e se su alcune meccaniche si può rimanere soddisfatti, su molte altre rimane il dubbio di qualcosa che potrebbe non piacere a tutti i fan della saga fin da subito. Il PVP, così come è strutturato, risulta parecchio insoddisfacente, ma al contrario la componente cooperativa promette di essere divertente e variegata; insomma ci troviamo dinanzi ad un prodotto di alti e bassi, con potenzialità, si, ma ancora inespresse e con un comparto tecnico insufficiente e assolutamente da limare prima dell’uscita ufficiale.

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Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 30 ottobre 2018 — 12:31
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