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Fatturazione a 28 giorni: il Consiglio di Stato dice sì ai rimborsi automatici per gli utenti. Come funzionano


La sentenza sulla fatturazione a 28 giorni da parte del Consiglio di Stato conferma l’obbligo anche per Vodafone di effettuare i rimborsi automatici agli utenti. Una sentenza arrivata dopo che l’operatore rosso aveva fatto ricorso contro l’AGCOM e la relativa delibera nr. 498/17/CONS che diffidava Vodafone a stornare gli importi relativi al numero di giorni che a partire dal 23 giugno 2017 non erano stati utilizzati dagli utenti dopo la vicenda di allineamento della fatturazione a 28 giorni. Vodafone dunque dovrà obbligatoriamente risarcire gli utenti in modo automatico.

Fatturazione a 28 giorni: la vicenda infinita

Ricordiamo come la fatturazione mensile aveva detto addio a quella di 28 giorni qualche tempo fa. Lo stop alle bollette non più mensili ma che avevano decretato una mensilità in più era arrivato a fine 2017 direttamente dalla Commissione Bilancio del Senato che aveva approvato un emendamento che di fatto bloccava la fatturazione “breve” nel settore delle telecomunicazioni come anche in quello televisivo.

In tal caso partire dalle offerte di internet per la casa o per l’ufficio passando anche per gli operatori telefonici sia su offerte fisse che mobili ma anche Pay TV dovevano entro 120 giorni tornare ad una scadenza mensile e non più a 28 giorni con esclusione solo delle promozioni non rinnovabili o inferiori al mese.

Da qui l’obbligo dei rimborsi dovuti ai cittadini da parte degli operatori entro lo scorso 31 dicembre 2018 che però veniva messa in discussione dal Consiglio di Stato. Questo aveva deciso di accogliere la richiesta delle società di telecomunicazioni congelando almeno fino a data da destinarsi i rimborsi che VodafoneTre ItaliaFastweb e Wind avrebbero dovuto elargire agli utenti entro tale data per quanto riguardava la fatturazione a 28 giorni. Il Consiglio di Stato, dopo aver consultato le richieste degli operatori, ha deciso che per gli utenti si debba procedere comunque ad un indennizzo e dunque ad un rimborso.

La delibera successiva dell’AGCOM aveva cambiato le carte in tavola obbligando gli operatori a garantire un immediato ripristino a beneficio degli utenti di quanto perduto per il cambio di fatturazione. Vodafone aveva deciso di opporsi al rimborso automatico appellandosi al Consiglio di Stato e chiedendo la possibilità di erogare gratuitamente alcuni servizi al posto di un vero e proprio rimborso economico. Ebbene il Consiglio di Stato ha dato ragione all’AGCOM sottolineando che l’obbligo di restituzione “è appunto la restitutio in integram di quanto lucrato, mediante un aumento dissimulato degli operatori grazie alla cadenza di fatturazione a 28 giorni”.

Ecco che l’articolo 2, comma 20, lettera d della Legge 481/1995 che viene citata non fa altro che dare libertà all’AGCOM di obbligare alla restituzione dell’indennizzo, anche automatico, nei confronti dell’utente, respingendo l’appello di Vodafone.

TIM e Vodafone: come richiedere il rimborso

Vodafone e TIM creato chi un form e chi invece delle promozioni ad hoc per avere sconti sui servizi premium in modo da poter mettere in atto la macchina dei rimborsi. Da una parte Vodafone che abbiamo visto qui permette, se rientranti nel rimborso, di sottoscrivere un form nel loro sito garantendo dunque l’invio della richiesta di rimborso. TIM invece non procede in questo modo ma propone una serie di offerte con attivazione gratuita per un lasso di tempo di 6 mesi in attesa che si affidi veramente ad una procedura di vero rimborso. Ecco le due alternative nello specifico.

TIM

Per quanto concerne TIM, in attesa di una procedura di rimborso vera e propria che ancora non ha delineato, decide di approntare un piano che permetta agli utenti di avere una serie di promozioni attive per un lasso di tempo di 6 mesi a fronte appunto del rimborso dovuto alla questione della fatturazione a 28 giorni. In questo caso gli utenti possono attivare fino al 31 ottobre 2019 uno di questi servizi in modo del tutto gratuito:

  • TIM Vision: possibile attivare per 6 mesi la visione dei contenuti multimediali della TV di TIM. Un servizio completamente streaming che permette appunto di vedere film o serie TV.
  • Chi è: servizio che permette di visualizzare il numero di chi chiama sul display del telefono di casa.
  • Extra Voice: il servizio permette agli utenti di chiamare senza limiti i telefoni nazionali fissi e mobili
  • Voce internazionale: opzione capace di permettere chiamate senza limiti verso i telefoni fissi di Stati Uniti, Canada ed Europa occidentale.
  • Max Speed: aumentare la velocità di connessione della propria linea internet. Ecco che con l’opzione si potranno raggiungere velocità fino a 100 Mbit/s.

L’utente potrà richiedere l’attivazione di uno di questi servizi direttamente tramite il centro di assistenza TIM chiamando al 187 oppure anche recandosi in un negozio della catena di TIM (QUI potete trovare la localizzazione) oppure anche direttamente nell’area privata dell’applicazione di MyTIM.

Chiaramente accettando la proposta di TIM con l’attivazione di uno di questi servizi non si avrà più possibilità di richiedere poi il rimborso in denaro a TIM. In alternativa gli utenti potranno attendere nuove direttive da parte di TIM per portare a termine la richiesta di rimborso vera e propria non accettando questa alternativa dei servizi premium. L’operatore non ha però ancora reso disponibile la procedura per realizzarlo proponendo, per ora, solo questi servizi alternativi che lasciano forse il tempo che trovano.

VODAFONE

Vodafone decide di ottemperare alle richieste dell’AGCOM 269/18/CONS sul periodo della fatturazione a 28 giorni con un form apparso direttamente sul sito dell’operatore italiano e che compilato permette di richiedere la restituzione dei giorni erosi proprio con la fatturazione a 28 giorni. Nella pagina si legge come:

“In seguito al ritorno alla fatturazione mensile delle offerte di rete fissa e convergenti, in base alla delibera AgCom 269/18/CONS, è possibile richiedere la restituzione dei giorni erosi nel periodo decorrente dal 23 giugno 2017 fino al ritorno alla fatturazione su base mensile (5 aprile 2018). I clienti coinvolti possono effettuare la richiesta compilando i seguenti campi e verranno ricontattati al numero indicato”

QUI dunque sarà possibile inserire i propri dati personali e soprattutto quelli che riguardano il numero di rete fissa con il Codice Cliente, reperibile direttamente in fattura, e i vari indirizzi mail o numero di telefono a cui essere reperito da Vodafone per il rimborso. Ricordiamo che questo tipo di procedura viene resa possibile per chi risulta ancora cliente Vodafone. Per chi invece ha già cambiato operatore il form risponderà con un messaggio del tipo “Il suo codice cliente non è idoneo al rimborso”. In questo caso si dovrà attendere le istruzioni che Vodafone dovrà far pervenire in futuro per rimborsare anche chi non è più cliente dell’operatore rosso.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 6 Febbraio 2020 — 19:01
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