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FWA, un servizio destinato ad affermarsi


Sono passati 18 mesi dal primo lancio sperimentale del 5G, negli Stati Uniti. A marzo del 2019, ufficialmente, la tecnologia è partita. La velocità di diffusione dello standard, stando a ciò che gli analisti vedono oggi, è già superiore a quanto successo con il 4G. Tutto ciò è evidente all’interno del Mobility Report di Ericsson dove la compagnia afferma che, in meno di 4 anni, ci saranno almeno 1 miliardo di abbonati al 5G.

Ciò è dovuto principalmente allo spendersi di alcuni paesi, come proprio gli Stati Uniti e la Cina, nello sviluppo delle reti, seppur con le difficoltà che conosciamo e che hanno reso ancora più difficoltosi i rapporti tra Washington e Pechino. Con Massimo Basile, Head of Networks and Managed Services South East Europe di Ericsson, facciamo il punto sull’adozione della tecnologia e, soprattutto, su un servizio “ponte”, il cosiddetto FWA – Fixed Wireless Access, che pure in Italia sta riscuotendo una risposta eccellente.

Lo scenario nostrano

«Dalla fine del 2018 ad oggi, siamo passati a livello globale dal 40% degli operatori che offrono un servizio FWA, al 60%, numeri che in Europa Occidentale arrivano sino al 90%. «Il motivo di tale successo è che il Fixed Wireless Access si pone come opzione di valore laddove non sia possibile attivare la fibra e dove crescono le necessità di avere un collegamento veloce, stabile e di qualità».

Massimo Basile, Head of Networks and Managed Services South East Europe di Ericsson
Facce Aziendali

Proprio per al crescita della domanda, gli operatori cercano nuovi modi con cui raggiungere gli utenti, quelli che sono rimasti “fuori” dalle logiche di mercato della banda ultra larga. «Tra il 2019 e il 2025, l’FWA si porrà come soluzione determinante, come peraltro evidenziato dal Mobility Report, con il Fixed Wireless Access che sarà presente in 160 milioni di case entro cinque anni, contro le 45 milioni di adozioni attuali, rappresentando il 25% del traffico complessivo internet».

FWA: facciamo chiarezza

Ma facciamo un passo indietro: come funziona l’FWA? Il servizio, letteralmente, permette di avere un accesso al web in modalità fissa, ma senza utilizzare cavi. Si tratta dunque di un collegamento domestico, da intendersi anche come ufficio, offerto non tramite un cavo di rame o fibra ma su rete mobile. A livello di standard tecnologico, siamo dinanzi ad una connessione mobile in tutto e per tutto, che Ericsson divide, almeno a livello semantico, in tre modalità.

«La prima è di tipo “fai-da-te”, e avviene quando si attiva l’hotspot sullo smartphone e si permette ad altri di collegarsi al proprio terminale. Anche questo è FWA. La seconda si ha quando l’operatore porta a casa un router (CPE) che, invece di essere collegato all’Adsl, dialoga con la rete mobile. La terza modalità è quella più completa, dove il vero FWA somiglia di più ad un ADSL o fibra classica, sfruttando lo stesso segnale mobile ma senza l’opportunità di spostare il router o portarlo altrove. Un esempio è Linkem, che utilizza persino antenne proprietarie, aggiungendosi di fatto alle offerte internet tradizionali.

Il vantaggio è di poter rimpiazzare l’ultimo miglio con un servizio qualitativamente migliore, dal nodo di accesso alla casa dell’utente, senza effettuare lavori. Con l’arrivo del 5G, alcune aziende (tra cui Fastweb) sanno già di poter coprire la distanza dalla cabina agli appartamenti con l’FWA che poggia sulle antenne di nuova generazione.

Quali opportunità?

Secondo Basile, ci sono almeno cinque vantaggi nell’utilizzo dell’FWA rispetto al panorama odierno. Il primo è il poter rimpiazzare velocemente l’Adsl, come detto senza dover svolgere lavori strutturali importanti, e in assenza di strutture idonee. Poi, l’opportunità di connettere anche coloro che non hanno alcun tipo di accesso a connettività fissa o mobile che sia.

Terzo è l’accesso via “cable TV”, la possibilità ossia di utilizzare il cavo televisivo come opzione di connessione (visto che l’FWA è idoneo a farlo); in Italia non contemplata. Successivamente, il “fiber challenge”, il porre il Fixed Wireless come vera alternativa alla fibra, coprendo il citato ultimo miglio. L’ultimo beneficio riguarda i servizi diretti alle PMI, con velocità di download e upload che puntano ad allinearsi con le metriche della fibra, superandole nel momento in cui sarà disponibile il 5G.

«Il motivo per cui tanti operatori ieri rivolti alla fibra e oggi orientati all’FWA è che l’utenza da connettere con la prima strada è già connessa, almeno in parte, mentre si tentenna ancora su come portare altre migliaia di persone fuori dalla loro sorta di zona d’ombra dell’internet veloce». «Con il 5G che promette velocità in ordine di gigabit, connettere molte più persone a qualità decisamente maggiori non è più un sogno».

A livello di tecnologia, con il 5G siamo alla terza generazione di chipset. I primi terminali CPE con 5G, sia mmWave che sub-6GHz, apriranno la via la “5G FWA”, seppur con investimenti necessari alla realizzazione e installazione delle antenne, a partire da quelle millimetriche.

Cosa accade nell’era del Covid-19

Nell’anno dello scoppio del Covid-19, il FWA può davvero essere un’opzione preferenziale per ridurre il digital divide e permettere a tanti lavoratori di dare continuità al loro business, da casa o con spostamenti limitati.  «Il lockdown ha favorito la nascita di abitudini diverse, che hanno portato milioni di persone a stare lontane dall’ufficio e ciò ha posto delle evidenze».

«L’uso di reti mobili ha subito una contrazione nei mesi di emergenza, proprio per il dover “restare a casa”, mentre le connessioni fisse sono state caricate come mai prima d’ora. Non a caso, il raddoppio constatato dall’accesso al broadband ha riguardato, in maniera esatta e puntuale, anche quello delle offerte in FWA, a dimostrazione di quanto lo scenario sia già in un momento concreto di adozione».

Il binario che possiamo intravedere è duplice: da un lato gli operatori che hanno finalmente capito che il Fixed Wireless Access può avere un futuro, anche in vista del 5G. Dall’altro la necessità fatta virtù di utenti, professionisti e PMI che, per contrastare l’impasse della crisi, hanno dovuto adoperarsi per trovare una soluzione ai loro esistenti problemi di connettività aziendale, trovando nell’FWA un alleato fondamentale da cui ora faranno fatica ad allontanarsi».



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 28 Luglio 2020 — 10:34
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