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Google Cloud Next: tutte le novità presentate a Londra


L’edizione UK del Google Cloud Day 19 è iniziata con il keynote di Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, che ha colto l’occasione per rimarcare l’impegno dell’azienda in Europa, anche per quanto riguarda le soluzioni cloud. Durante l’anno è stata lanciata una nuova Region europea, a Zurigo, ed è già prevista la successiva, in Polonia.


Un’espansione necessaria a soddisfare la crescente richiesta ma a anche a garantire il rispetto delle norme europee: i dati dei clienti in Europa non possono uscire dai confini UE. Per garantire il controllo di queste informazioni, Google ha migliorato il suo sistema di gestione delle chiavi crittografiche introducendo External Key Manager, che presto sarà disponibile in versione beta. 

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Google Cloud è sempre più sicuro

External Key Manager lavora in parallelo con Cloud KMS e consente di cifrare i dati in BigQuery and Compute Engine mantenendo le chiavi crittografiche su un sistema esterno all’infrastruttura di Google. Un approccio che migliora la sicurezza dal momento che permette di separare i dati dalle loro chiavi d’accesso. La funzionalità Key Acces Justifications di External Key Manager impone di dare una giustificazione ogni volta che viene richiesto l’accesso alle chiavi di decriptazioni, fondamentalmente permettendo agli amministratori di approvare o negare ogni singola richiesta, anche attraverso procedure di automazione. 

Sempre in ambito sicurezza è interessante notare che ora Google Cloud Armor può contare su nuove funzionalità WAF (Web Application Firewall) che include una serie di regole predefinite per mitigare i principali rischi di sicurezza delle web app.

cloud_armor

Il nuovo servizio di Packet Mirroring è invece studiato per analizzare a fondo il traffico di rete alla ricerca di potenziali minacce, ed è compatibile con soluzioni esterne, come quelle proposte da Awake SecurityCheck PointCiscoCorelightcPacket NetworksExtraHop NetworksFlowmonIxia by KeysightNetscout, e Palo Alto Networks.


Explainable AI, uno strumento per aiutare noi umani a capire come “pensano” le AI

L’intelligenza artificiale è sempre più usata dalle aziende di ogni dimensione ma non sempre è semplice integrare i modelli di machine learning all’interno di un business, in particolare in quelle situazioni dove la certezza del risultato è di importanza critica. I sistemi basati su AI sono in grado di analizzare e trovare correlazioni all’interno di una mole enorme di dati ma non sempre è facile comprendere perché il modello abbia suggerito certe decisioni. Le nuove funzioni di AI Explanations permettono di quantificare il peso di ogni singolo fattore nelle scelte effettuate da un sistema di machine learning, consentendo ai programmatori di comprendere il motivo delle scelte e, se necessario, di adeguare il modello così da avere output più precisi. 

Per incrementare la trasparenza dei modelli di AI e aiutare gli sviluppatori a comprendere meglio pregi e difetti dei modelli di apprendimento, Google ha introdotto le Model Cards, dei documenti che accompagnano i modelli di machine learning e che ne indicano sia performance sia le limitazioni, andando in contro agli sviluppatori che avranno ulteriori basi per prendere decisioni informate.

Google Cloud Next 19: le novità di G Suite 

Fra i servizi cloud di Google, G Suite è probabilmente quello più noto e utilizzato, sia da aziende sia da privati, e la grande G continua a investire per migliorarlo. Le funzionalità recentemente introdotte nella G-Suite si basano sull’AI. La prima di queste è Smart Compose, un’evoluzione della funzione di auto-completamento delle frasi introdotta un annetto fa con Gmail e che ha permesso ai suoi utenti di risparmiare, complessivamente, 2 miliardi di “battute” a settimana.

Grazie all’uso di reti neurali, il correttore automatico diventerà sempre più efficace e a breve verranno introdotte nuove funzioni che si appoggiano a Google Search così da apprendere costantemente nuoti termini, frasi e modi di dire, per lo meno in inglese, che sarà la prima lingua supportata. 

L’assistente vocale, Google Assistant, a breve sarà in grado di integrarsi più profondamente con G Suite, e consentirà di usare comandi vocali per gestire il calendario (per esempio per riprogrammare un appuntamento, o per crearne uno nuovo). L’assistente vocale sarà infine disponibile anche per Asus Hangout Meet Hardware, che potrà essere comodamente gestito tramite comandi vocali.

meet hardware



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 22 Novembre 2019 — 20:49
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