Google Stadia risponde alle critiche dei giocatori riguardo gli update


Google Stadia, il servizio di game streaming del colosso di Mountain View, è arrivato a novembre delle scorso anno. Nell’arco di un paio di mesi circa, ha inserito nel proprio catalogo circa una trentina di giochi ma, nell’ultimo mese, è stata abbastanza silenziosa. Oltre a promettere che sarebbero arrivati 120 giochi, non abbiamo avuto altre informazioni. Il pubblico della piattaforma si è quindi lamentato di questa mancanza di comunicazioni, in particolar modo tramite Twitter. Ora, però, Google risponde.

Tramite GamesIndustry, Google ha affermato che comprende il “desiderio di scoprire qualcosa di più preciso sui giochi. Dopotutto, è questo di cui stiamo parlando, di giochi. Ovviamente, non tutti e 120 i titoli saranno annunciati dal team di Stadia, in quanto lasciamo agli editori la libertà di gestire gli annunci dei loro giochi e di indicare su quali piattaforme saranno rilasciati, così come noi faremo con i contenuti esclusivi in arrivo su Stadia.

Google Stadia

Ci sono un sacco di ragioni dietro alle specifiche tempistiche degli annunci dei giochi: può trattarsi di ogni cosa, da promozioni o eventi pianificati, dallo stato dei lavori, dalla vicinanza del rilascio della prima demo giocabile, dalle richieste degli azioni e via dicendo. Noi continuiamo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner di sviluppo e di pubblicazione e siamo qui per supportarli. Non vediamo l’ora di condividere più informazioni riguardo ai giochi esclusivi che arriveranno presto su Google Stadia.”

In poche parole, gli annunci arriveranno quando arriveranno. Non si tratta di una risposta particolarmente interessante, ma Google non ha torto: ogni piattaforma lascia gestire gli annunci agli editori e nessuno se ne è mai lamentato. Nel caso di Google Stadia il problema è che essendo un servizio nuovissimo (ripetiamo, è disponibile da circa due mesi) il catalogo è limitato e ogni giorno senza annunci sembra più “pesante” di quel che è in realtà. Attendiamo quindi che i publisher svelino le proprie carte.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 30 Gennaio 2020 — 18:40
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