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HUAWEI Petal Search: ecco come funziona il motore di ricerca che aiuta a trovare app e molto altro


Da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per impedire alle società statunitensi di fornire prodotti e servizi a HUAWEI, la strada non è certo stata semplice per il marchio cinese di smartphone. Il fallout più dannoso dall’ordine esecutivo è stato senza dubbio per HUAWEI il non poter più commercializzare nuovi smartphone e tablet con i Google Play Services e, per estensione, nemmeno con il Google Play Store. Da maggio del 2019, l’azienda cinese ha lavorato per convincere gli sviluppatori e gli utenti a preferire o comunque ad utilizzare il proprio ecosistema alternativo basato su Android. 

Parliamo chiaramente degli HMS ossia i Huawei Mobile Services che sono niente altro che i corrispettivi servizi dell’azienda cinese. Questi beneficiano dell’esperienza HUAWEI in termini di chipset, dispositivi mobili e funzionalità cloud e includono una gamma completa di servizi HMS Core e di strumenti e software per la fase di sviluppo e test, oltre ad applicazioni chiave per i dispositivi HUAWEI come HUAWEI AppGallery, HUAWEI Browser, HUAWEI Video e molto altro.  

[HWUVIDEO=”2978″]HUAWEI Petal Search: ecco come FUNZIONA![/HWUVIDEO]

Ma HUAWEI sa che ci sono ancora miglioramenti da apportare, in particolare nel ridurre l’attrito nei propri utenti che stanno cercando di rimanere fedele al marchio ma che devono comunque cercare, trovare e scaricare le app a loro familiari. Ogni giorno AppGallery, il negozio virtuale di app dell’azienda cinese, si arricchisce di applicazioni e servizi ma è palese che ancora qualcosa manca e capita a volte che il processo di ricerca non sia immediato. Ecco perché HUAWEI ha introdotto Petal Search: un motore di ricerca vero e proprio che mira a migliorare non solo la distribuzione delle app da AppGallery ma anche e soprattutto il processo di ricerca delle stesse aggiungendo anche altre funzionalità utili all’utente. 

Perché è stata creata Petal Search? 

Per capire perché HUAWEI ha creato Petal Search, facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa sta cercando di realizzare e in parte risolvere l’azienda in questi mesi. L’ordine esecutivo che il presidente Trump ha firmato l’anno scorso ha comportato il divieto per le società statunitensi di vendere determinati beni e servizi a Huawei. Di conseguenza, Google non è in grado di stipulare nuovi contratti di distribuzione di applicazioni mobili con HUAWEI, impedendo alla società cinese di distribuire smartphone con i Google Mobile Services (ossia i cosiddetti GMS) e dunque una suite di applicazioni Google proprietarie come Gmail, Google Maps ma anche YouTube o Google Chrome e altro. 

AppGallery: l’alternativa di Huawei al Play Store  

Data la stretta di Google nella distribuzione di app Android, la mancanza del Play Store significa che l’utente medio perde la più grande fonte di approvvigionamento di applicazioni. Senza la presenza del Play Store, gli utenti devono arrangiarsi ricorrendo ad una diversa varietà di fonti per scaricare le app che solitamente utilizzano in uno smartphone. Una ricerca che spesso sfocia in app non sempre sicure o che non sempre sono aggiornate all’ultima versione. 

La risposta di HUAWEI all’assenza del Play Store sui suoi nuovi dispositivi è arrivata sotto forma AppGallery. E’ un vero è proprio negozio virtuale di applicazioni dove gli sviluppatori di tutto il mondo possono rilasciare le proprie app come fanno con Android e con iOS. AppGallery sta già ricevendo molta attenzione da parte degli sviluppatori e si sta giorno dopo giorno sempre più popolando con applicazioni conosciute che ottengono una versione proprietaria anche sugli HMS. 

HMS Core: i servizi secondo HUAWEI

Google Play Services fornisce una serie di API per gli sviluppatori che sono ampiamente utilizzate appunto sulle app presenti nel Play Store di Android. In questo caso non avere i servizi di Google sugli smartphone HUAWEI significa o non trovare l’applicazione da scaricare oppure poterla scaricare ma non avere il prefetto funzionamento soprattutto nella localizzazione o magari anche nelle notifiche in push. 

Ecco dunque che la risposta di HUAWEI all’assenza di Google Play Services è arrivata sotto forma di Huawei Mobile Services (HMS). L’azienda aveva lavorato su questo sistema di HMS da molto prima che il divieto commerciale entrasse in vigore ed effettivamente questo è stato un bene per non ritardare troppo il supporto agli utenti. Il divieto commerciale ha semplicemente costretto Huawei ad aumentare l’investimento sugli sviluppatori e sulla sua piattaforma migliorandone la competitività con quelli di Google. 

AppGallery e HMS: il divario da Play Store e GMS

HUAWEI chiaramente non ha rinunciato ad Android e nei suoi nuovi smartphone il sistema è quello Open Source di Google con l’assenza appunto del Play Store e dei GMS. Al loro posto ci sono gli HMS e AppGallery e quello che ci si chiede è quanto divario esiste tra i due store virtuali delle due aziende? 

Diciamo subito che la soluzione di HUAWEI seppur partita da qualche anno in background nel quartier generale di Shenzhen non potrà mai avere la stessa copertura che ha oggi il Play Store di Google. Questo è palese. Di fatto HUAWEI crede fermamente nel futuro del proprio ecosistema di servizi e fa bene. C’è comunque ancora bisogno di una soluzione ponte che concili le esigenze del presente con la sua visione del futuro. Idealmente, le app popolari vengono ospitate su AppGallery create direttamente dagli stessi sviluppatori che le realizzano per Android o per iOS. I tempi sono però indefiniti e quello che preoccupa gli utenti è l’impossibilità ad oggi di non poter attendere indefinitamente che un’app venga rilasciata nello store ufficiale di AppGallery. 

HUAWEI sta potenziando al massimo questo cercando di limitare i tempi di sviluppo di un’applicazione, semplificando al massimo la piattaforma degli HMS. Alcuni utenti hanno fatto ricorso all’installazione di app da altre fonti in alternativa, alcune delle quali risulta utilizzabili al 100%. 

E’ chiaro però che l’utente vuole che tutto passi direttamente per HUAWEI e non attraverso un labirinto di diverse soluzioni. Ci vuole una sola fonte affidabile per il download delle applicazioni: ecco dunque l’idea di introdurre Petal Search, un “nuovo strumento di ricerca” che consente agli utenti di “trovare tutto ciò di cui hanno bisogno” passando da un’unica app. In poche parole l’app Petal Search è un motore di ricerca per le app Android sugli smartphone HUAWEI. 

Petal Search: l’app tutto fare per sentirsi a casa

Petal Search è un’app creata da HUAWEI come soluzione per gli utenti che non hanno familiarità con le soluzioni di distribuzione delle app alternative. E’ un concreto aiuto a familiarizzare con gli smartphone HUAWEI post ban Google e soprattutto per ricercare velocemente le app e non solo.

Petal Search lo possiamo anche denominare come vero aggregatore di distribuzione di app o come motore di ricerca che si concentra appunto sulla ricerca di app Android. In effetti, HUAWEI ha pensato bene di depositare un marchio in Europa per Petal Search proprio come come motore di ricerca. L’esperienza di Petal Search è incentrata su di un widget di ricerca che gli utenti possono tappare direttamente nella schermata principale per aprire la barra di ricerca che permetterà di cercare app e giochi online oltre alle news. 

La scheda “Per te” nell’app mostra le notizie locali, sebbene lo scopo principale di Petal Search non sia mostrare le notizie o trovare risposte online, ma solo trovare e scaricare app e giochi Android, l’azienda di Shenzhen ha comunque voluto integrare una specie di Discover ossia Google News che sappiamo essere presente ormai sempre negli smartphone Android. 

Molto probabilmente ci si chiederà della stranezza di questo nome. In questo caso la risposta arriva dal cinese. La prima parte di HUAWEI ossia “Hua” si può tradurre approssimativamente in Petal e da qui ecco il nome Petal Search dell’app di ricerca.

Petal Search è stata rilasciata su tutti gli smartphone HUAWEI con l’ultimo aggiornamento della EMUI che ricordiamo è giunta alla versione basata su Android 10. Gli utenti in possesso di smartphone Huawei nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Portogallo e Svizzera, hanno ricevuto l’applicazione di ricerca e possono dunque sfruttarla per trovare di tutto.  

Per velocizzare la distribuzione però, HUAWEI, ha rilasciato Petal Search anche come app a sé trovandola direttamente in AppGallery ed installandola sul proprio smartphone. Interessante il fatto che l’applicazione può essere installata anche su smartphone non Huawei, anche se in questo caso sarà necessario usare i Huawei Mobile Services per farla funzionare.

Petal Search: installazione, privacy e autorizzazioni

Quando si apre per la prima volta Petal Search, si viene accolti da alcune schermate di configurazione che informano gli utenti su tutto quello che riguarda la privacy dell’app e l’utilizzo delle autorizzazioni. In questo caso se si è già effettuato l’accesso con il proprio account HUAWEI, si verrà informati che l’app potrà raccogliere alcune informazioni sull’utilizzo tra cui le informazioni sull’account (inclusi i dettagli dell’account Huawei pertinenti), le informazioni sul dispositivo (inclusi dimensioni dello schermo e fuso orario), rete informazioni (incluso il tuo indirizzo IP) e informazioni sull’utilizzo del servizio (inclusi click sugli annunci, query di ricerca, parole chiave di ricerca, lingua di ricerca e URL cliccati).

Tutti i dati vengono inviati ad Aspiegel Limited, la consociata di HUAWEI con sede in Irlanda, il che significa che tutta questa raccolta dei dati è soggetta al rigoroso GDPR dell’Unione Europea. 

Interessante scoprire come HUAWEI affermi che questi dati vengono raccolti per “fornire solo ed esclusivamente suggerimenti di ricerca, annunci pubblicitari e notizie personalizzate ma anche per scopi di analisi e informazioni sui prodotti”. Una politica chiara e trasparente, per chi ne fosse dubbioso, che rivela come i dati di ricerca dell’app siano condivisi con i “partner di notizie”, che probabilmente includono i due motori di ricerca europei con cui HUAWEI ha collaborato per effettuare la ricerca di Petal. Oltretutto l’azienda cinese afferma che i dati delle query di ricerca non saranno mai collegati o associati a persone fisiche, il che suggerisce che tutto questo non sarà sincronizzato con il proprio account. Ed effettivamente una volta disconnessi, effettuando nuovamente l’accesso con il nostro ID Huawei, la cronologia delle ricerche era sparita. Ottima notizia. 

Ancora più interessante è la possibilità di usare Petal Search anche senza dover accedere obbligatoriamente con un account HUAWEI. In questo caso, senza l’accesso con ID HUAWEI, all’utente mancherà la possibilità di sincronizzare tutte le pagine che verranno aggiunte man mano ai preferiti. 

La maggior parte delle autorizzazioni che Petal Search richiede sono oltretutto anche opzionali. L’unica autorizzazione che è necessario concedere per forza è l’autorizzazione di “archiviazione”, in questo caso infatti l’app potrà salvare i download nella memoria interna del telefono. Petal Search in questo caso va a creare una nuova cartella nelle cartelle di Immagini, Musica, Film e Download predefinite denominata “PetalSearch” in cui vengono archiviati i file scaricati, in modo che l’app non vada ad ingombrare la memoria. 

La ricerca pratica con Petal Search

Dopo aver installato Petal Search, la prima cosa da fare è controllare la scheda “Cerca” che rimane al centro delle altre due che vedremo fra poco. Qui è possibile trovare e scaricare appunto le app di Android per il proprio dispositivo HUAWEI. E’ questa la sezione più importante ed efficace di Petal Search. Senza una query di ricerca, per impostazione predefinita Petal Search mostrerà un set di app di 3 diverse categorie: “App essenziali”, “App locali principali” e “App di tendenza”. Le app visualizzate in queste 3 categorie sono prese da un elenco di app popolari nella propria regione e che possono essere modificate nelle impostazioni dell’app stessa. In questo caso per l’Italia tra le app locali troviamo TikTok ma anche Telegram, Amazon e RaiPlay. Tra quelle essenziali invece troviamo Zoom, PicsArt o ancora altri giochi del momento. Infine su quelle più scaricate ci sono giochi che vanno per la maggiore in questo momento. 

Nelle impostazioni di Petal Search, a cui si accede toccando la scheda “Personale”, è possibile trovare innanzitutto la cronologia delle ricerche, attivare la modalità di navigazione in incognito (che disabilita la cronologia delle ricerche), vedere le app scaricate e se ci sono degli aggiornamenti da eseguire su queste app scaricate. Quindi ci sono le Impostazioni che permettono di cambiare la lingua e l’area geografica, la SafeSearch che riguarda  praticamente il Parental Control per le ricerche che può essere posto Rigoroso, Moderato o disattivato del tutto e quindi l’attivazione dei consigli personalizzati. Quindi presente anche la sezione Commenti per inviare segnalazioni a HUAWEI e la sezione Informazioni che permette di avere le informazioni sulla versione dell’app Petal Search. 

La sezione invece ”Per Te” come detto mostra le notizie del momento. Graficamente ricorda un po’ il Discover di Google News con le notizie prese dai maggiori quotidiani online e con notizie di ogni genere. In questo caso una volta entrati nella news è possibile leggerla direttamente su Petal Search in poche righe o approfondire aprendo la notizia sempre con il browser integrato in Petal. 

Tornando alla ricerca delle applicazioni. Per ottenere una determinata applicazione sarà necessario inserire il nome dell’applicazione direttamente nella query di ricerca. A questo punto Petal Search ci restituirà tutti i risultati in uno specifico elenco. In questo caso Petal Search utilizza le seguenti fonti per i risultati di ricerca delle sue app:

  • Huawei AppGallery
  • Aptoide
  • APKMonk
  • APKPure
  • APKCenter
  • Uptodown

La ricerca dà la priorità alla visualizzazione degli elenchi di app presenti direttamente in AppGallery di Huawei, a condizione che esista una corrispondenza esatta per ciò che è stato cercato. Gli elenchi di AppGallery sono mostrati in primo piano nella parte superiore dei risultati con il badge “AppGallery” sopra l’icona dell’app e un badge “Verified” per informare che HUAWEI ha verificato la legittimità dell’elenco. Successivamente, se una particolare app è disponibile per il download dal sito Web ufficiale dello sviluppatore, la ricerca di Petal permette di collegarsi a quella pagina. Il primo risultato in una ricerca di WhatsApp, ad esempio, mostrerà un link alla pagina di download ufficiale per Android. Per quanto riguarda i risultati di ricerca di altri repository di app online, verranno ordinati in base alla pertinenza della loro query, all’autorità del negozio (in base alle metriche interne di Huawei), alla tempestività della pagina e ad altri fattori non divulgati. 

In generale, sembra che i risultati della ricerca di APKPure e Aptoide siano classificati al di sopra di APKMonk e APKCenter. In alcuni rari casi, verranno mostrati i link di Google Play Store, anche se questo sembra accadere solo per pochissime applicazioni. 

Esistono alcune app e servizi a cui è possibile accedere meglio tramite un browser Web anziché un’app mobile (principalmente perché si rifiutano di funzionare senza Google Play Services). Parliamo di app come YouTube, Google Foto, Google Calendar, Google Keep, Gmail, Google Drive e altro ancora. Per questi casi, Petal Search fornisce un collegamento per aprire il sito Web mobile per l’app nel browser predefinito. Anche per servizi come Uber che hanno un’app verificata all’interno di AppGallery, Petal Search mostra ancora un’opzione aggiuntiva per accedere al sito Web mobile. L’idea qui è di informare l’utente delle alternative disponibili a portata di mano nel caso in cui una soluzione non sia del tutto soddisfacente.

Una volta tappato sul pulsante “Installa” in una qualsiasi delle pagine dei risultati di ricerca, si verrà reindirizzati alla pagina di download dell’app o si inizierà a scaricare immediatamente l’app. In questo HUAWEI sembra aver lavorato molto sulle API dei vari store online per la ricerca e il download delle app affinché gli utenti non debbano attendere i vari reindirizzamenti ma tutto avvenga in modo praticamente immediato. Chiaramente ogni app possiede la sua pagina con le varie informazioni e soprattutto con anche alcuni screenshot che permettono di avere una visione di come funziona e com’è graficamente l’applicazione.  

Petal Search: conclusioni

Petal Search è dunque tutto questo. Un’applicazione decisamente utile per coloro che si apprestano ad acquistare uno smartphone HUAWEI con i cosiddetti HMS invece dei soliti GMS di Google. Petal Search non fa altro che rimuovere un passaggio che può essere considerato fondamentale per l’utente medio. Non ci sarà più la costrizione di navigare in giro per più store di applicazioni Android magari anche con il rischio di non trovare le applicazioni o meglio trovarle non aggiornate o non ufficiali. Petal Search permette di essere sfruttato come vero aggregatore di app facile da usare e con anche la possibilità di fare gli aggiornamenti delle app installate oltre a ricercare anche delle news. 

Petal Search è un’app che fa trasparire in modo evidente la necessità per gli utenti e anche per HUAWEI di trovare una soluzione al download di un’applicazione e all’installazione della stessa nel più breve tempo possibile proprio come avviene con il Play Store di Google. E’ anche stata creata per non avere confusione tra i molteplici store di applicazioni che a volte possono risultare non solo fuorvianti ma anche pericolosi. Petal Search funziona bene e fa proprio quello per cui è stata concepita ossia semplificare i risultati e l’uso dello smartphone con gli HMS. E’ migliorata rispetto alle prime versioni proprio come è migliorata anche AppGallery che vede oggi la maggior parte delle applicazioni presenti anche sul Play Store. 

Quest’ultimo è presente da 10 anni ed è palese che la sua popolarità per gli sviluppatori non possa essere superata da HUAWEI nel breve periodo. Anzi l’azienda cinese mostra una grande perseveranza nel permettere agli utenti di avere un punto di appoggio nel mercato delle app. Uno sforzo notevole che viene fatto da HUAWEI che non vuole sopperire alle volontà di un presidente degli Stati Uniti forse un po’ troppo patriottico. Gli HMS crescono proprio come è cresciuta in questi anni HUAWEI che vuole ancora permettere agli utenti di usufruire dei propri smartphone da sempre apprezzati. 



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 31 Luglio 2020 — 11:51
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