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Huawei: pronti investimenti per 10 milioni per gli sviluppatori italiani


Ren Zhengfei, CEO e storico fondatore Huawei, aveva annunciato poco meno di 3 settimane fa un piano di investimenti pari a 1 miliardo di dollari indirizzato agli sviluppatori per lo sviluppo dei Huawei Mobile Service, ecosistema di servizi che ha il difficile compito di fare da colonna portante nel futuro del colosso cinese. Dopo il divieto a collaborare con le aziende cinesi emesso dall’amministrazione di Donald Trump, Google ha ritirato il suo supporto a Huawei, che pu continuare a utilizzare il sistema operativo Android, ma solo nella versione AOSP – Android Open Source Project – versione libera, ma priva dei Google Services, che vengono invece inclusi nelle versioni concesse in licenza dalla compagnia di Mountain View.

I Google Services si sono, per, evoluti assieme al sistema operativo e ormai ne formano un’ossatura molto importante, permettendo un’esperienza utente meno frammentata. Pensiamo ad esempio alla possibilit di operare su diverse app con una sola autenticazione, o di accedere all’interno delle applicazioni a servizi come le mappe o i file/immagini stoccato su Google Drive.

Al momento priva – salvo accordi in diversa direzione – delle versioni licenziate da Google di Android Huawei si trova nella situazione di creare un proprio sistema operativo o di trovare dei validi sostituti ai GS nella versione open source di Android. Il colosso cinese ha deciso di battere entrambe le strade: da un lato ha presentato Harmony OS, dall’altro ha chiamato a raccolta la comunit degli sviluppatori per rendere l’ecosistema dei Huawei Mobile Services una base solida per Android in versione free.

Parato il colpo, non senza dolore, come testimonia il picco negativo di vendite di smartphone del giugno scorso, Huawei pronta quindi a contrattaccare e pare avere le risorse per fare molto male. Non solo le vendite sono gi in fretta risalite (stando ai dati italiani), ma gli Stati Uniti rischiano un pesante autogol: a fronte di un duopolio totalmente made in USA, con iOS/Apple e Android/Google a colonizzare tutti gli smartphone a livello globale, la decisione del presidente Trump potrebbe aprire la porta allo sviluppo di una terza via orientale, con un Android in salsa di soia prima e con un sistema operativo completamente nuovo poi.

Stiamo lavorando per per diventare il terzo grande ecosistema in ambito mobile“, queste le parole di Isabella Lazzini, Retail & Marketing Director di Huawei CBG Italia, oggi durante il primo Huawei Developer Day, tenutosi a Milano. Una vera e propria chiamata alle armi quella fatta sul palco da Pier Giorgio Furcas Deputy General Manager Consumer Business Group Huawei Italy, che ha vouto puntare molto al cuore degli sviluppatori “Quando iniziate a lavorare con noi fatelo perch lo sentite, non solo per soldi“.

I soldi comunque Huawei li mette su piatto. E non sono pochi. Del miliardo di dollari annunciato da Ren Zhengfei, 10 milioni saranno dirottati verso l’Italia e messi a disposizione della community degli sviluppatori in diverse forme. Verrano messi in campo diversi programmi strutturati a fasce e a seconda di quelle erogati i fondi. Una parte sar messa a disposizione per supportare la visibilit delle app degli sviluppatori partner nel raccoglitore App Gallery, con modalit come splash screen, banner, trailer video (da distribuire anche sulla piattaforma Huawei Video), inclusione nelle app consigliate per l’installazione alla prima accensione dei terminali. Questa forma praticamente a costo zero per Huawei, che mette a bilancio e nel computo totale degli investimenti i mancati potenziali introidi (si tratta di advertising a pagamento), ma che tecnicamente non tira fuori un euro dal portafoglio.

Saranno invece voci di costo vive le altre modalit. Ci saranno ad esempio fondi Marcom destinati alla visibilit al di fuori dell’ecosistema HMS: anche in questo caso per la rendicontazione furba, a fronte di una spesa messa a bilancio tra i fondi destinati agli sviluppatori, nel veicolare le app e i servizi legati al suo ecosistema, Huawei d visibilit anche al suo marchio stesso, visibilit che avrebbe dovuto in qualche modo pagare.

La terza modalit sar la distribuzione gratuita di smartphone Huawei Nova 5T e P30 Lite agli sviluppatori, da utilizzare come basi per lo sviluppo e per le fasi di debug. In questo caso la voce a bilancio degli investimenti sar il mancato introito della vendita dei terminali, maggiore probabilmente del costo vivo degli stessi sulle casse del colosso cinese.

La quarta modalit sar rappresentata dai programmi di training e supporto dedicati agli sviluppatori, con la possibilit di ricevere, anche direttamente in azienda, supporto diretto da parte dei programmatori Huawei per la creazione dei servizi e delle applicazioni. Verrannno creati team appositi e per sostenere questo sforzo Huawei aprir diverse posizioni lavorative per inglobare le risorse umane necessarie.

A livello globale poi grande lo sforzo da parte di Huawei per creare kit di sviluppo e API, con 55 servizi e 997 API messe a disposizione degli sviluppatori, mattoni pronti da integrare in app e servizi. Tra essi troviamo pezzi di codice molto interessanti, come quelli che permettono di abilitare l’accesso alle risorse di basso livello dei terminali. Alcuni servizi permetteranno di sfruttare direttamente l’intelligenza artificiale dei processori neurali NPU a bordo dei dispositivi, mettendo a disposizione degli sviluppatori, in modo semplice senza richiedere competenze dirette sul tema, servizi come il riconoscimento facciale e degli oggetti da parte della fotocamera, le traduzioni in tempo reale. Similmente ci saranno API per accedere ai servizi di intelligenza artificiale nel cloud, minimizzando quindi i tempi di sviluppo, con i developer che non dovranno preoccuparsi di sviluppare algoritmi complessi di machine learning, ma potranno direttamente utilizzare quelli gi codificati dai programmatori Huawei.

Il fine ultimo va ben al di l dei semplici terminali. E qui l’autogol statunitense potrebbe farsi ancora pi grande. Lo smartphone rappresenter sempre pi solo un mattone dell’esperienza digitale delle persone: smart TV e assistenti vocali casalinghi avranno un impatto sempre maggiore, andando a intercettare quel tempo di vita che le persone passano a casa e che tutti vogliono rendere proficuo al massimo. Gli HMS vogliono entrare anche in questo settore, come ci sono riusciti i vari servizi made in USA (vedi Amazon con Alexa, Apple con Siri e la stessa Google con Assistant). Vista su scala globale e declinata anche sugli enormi mercati asiatici, l’iniziativa Huawei potrebbe davvero cambiare il paradigma globale e aprire uno spazio importante alle soluzioni cinesi, in un settore in cui gli Stati Uniti avevano un monopolio che sembrava difficilmente attaccabile.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 26 Novembre 2019 — 18:51
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