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I nuovi processori di ARM spostano l’IA nell’edge per maggiore sicurezza e flessibilità


L’arrivo dell’Internet of Things sta portando sempre più oggetti e dispositivi a essere connessi a Internet. Il vantaggio di questo approccio è che permette di ottenere sempre più dati per migliorare i processi e prevenire i problemi. I dati vengono però elaborati nel cloud, lontano da dove vengono prodotti e acquisiti. I nuovi processori ARM Cortex-M55 ed Ethos-U55 permettono però di portare l’elaborazione nei dispositivi stessi, spostando l’asticella verso l’edge.

I nuovi processori ARM per l’edge portano l’IA sui dispositivi connessi

I nuovi processori ARM Cortex-M55 promettono la possibilità di utilizzare funzionalità avanzate di intelligenza artificiale senza necessitare di una connessione costante con il cloud. ARM afferma che i Cortex-M55 offrono fino a 15 volte le prestazioni dei modelli precedenti nel machine learning e fino a 5 volte nell’elaborazione dei segnali. Nel caso in cui queste prestazioni non fossero sufficienti è possibile affiancare ai Cortex-M55 un Ethos-U55, NPU (neural processing unit) in grado di offrire 32 volte le prestazioni dei Cortex-M55 nel machine learning.

Ciò fa sì che sia possibile portare applicazioni complesse come il riconoscimento di oggetti a livello visivo sui dispositivi stessi senza necessitare dell’elaborazione in cloud e con consumi contenuti.

Molti dei grandi progressi cui stiamo assistendo in termini di elaborazione dei dati sono resi possibili grazie all’uso del cloud. I dispositivi IoT sono spesso “stupidi”, nel senso che la logica installata al loro interno è pensata per eseguire la raccolta e l’invio dei dati senza una reale elaborazione sul posto. Se ciò mette a disposizione la potenza pressoché infinita del cloud, dall’altro lato pone problemi relativi al come questi dati sono raccolti, elaborati e custoditi.

Gli esempi possibili di applicazioni dove è necessaria maggiore attenzione ai dati sono molteplici: dalla raccolta di dati in ambito sanitario a quella in ambito produttivo, passando per applicazioni consumer (come, ad esempio, i citofoni intelligenti) e arrivando a quelle nelle infrastrutture (treni che riconoscono gli oggetti, pali della luce che regolano in automatico la luminosità, ecc). L’Internet delle Cose è potenzialmente ovunque e l’elaborazione di dati in loco può avere importanti implicazioni per la sicurezza.

La possibilità di elaborare dati direttamente nell’edge può avere un impatto molto positivo su applicazioni che trattano dati sensibili, ma dall’altro lato può anche dare maggiore potenza e flessibilità a modelli ibridi che sfruttano sia l’edge che il cloud.

I nuovi processori arriveranno sul mercato non prima dell’inizio del 2021, come riporta The Verge.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 12 Febbraio 2020 — 16:31
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