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Il 29 novembre 1994 usciva il singolo Basket Case dei Green Day


Chiunque, almeno una volta nella vita, ha incontrato il muting e le liriche che Billie Joe Armstrong cantava per Basket Case dei Green Day, il singolo che li ha consacrati al mondo del punk melodico. “Do you have the time” ancora infesta le playlist su tutti i dispositivi, quasi un bizzarro riscatto che i tre ragazzi di Berkeley hanno conquistato, se consideriamo che il testo nacque a seguito degli attacchi di panico di cui il cantante, ancora 22enne, soffriva da anni.

Nello studentato di Berkeley, infatti, Billie Joe Armstrong consumava pizze preconfezionate, notti insonni e rudimentali prove con i due compagni di avventura, Tré Cool e Mike Dirnt, e quando non consumava marijuana per cercare lo svago, si svegliava nel cuore della notte in un forte stato di ansia ed usciva a passeggiare per il quartiere per scaricare il panico che quello stato di cose scatenava. Un giorno impugnò la sua Fernandes Stratocaster e improvvisò accordi e parole dalle quali nacque Basket Case dei Green Day.

Pur non essendo nuovi agli studi di incisione – “39/Smooth” e “Kerplunk” erano usciti rispettivamente nel 1990 e nel 1991 – i tre ragazzi statunitensi non avevano ancora assaporato il successo mondiale, o almeno non quello che arrivò a seguito della pubblicazione di “Dookie”, l’album con il quale divennero vere e proprie icone del punk melodico commerciale. Basket Case dei Green Day uscì come singolo il 29 novembre 1994, dopo LongviewWelcome to paradise e fu accompagnato dal videoclip girato da Mark Kohr – lo stesso di When I come around e altri artisti come i Primus, Alanis Morissette e i No Doubt – all’interno dell’Agnews Developmental Center, un istituto psichiatrico di Santa Clara, in California. La richiesta della location arrivava dalla stessa band.

Basket Case dei Green Day è sempre presente nelle scalette dei concerti, e sempre lo sarà, come ha dichiarato recentemente Billie Joe Armstrong. L’impatto sonoro che il brano ebbe sulle classifiche era dovuto alla sua struttura essenziale: un arrangiamento composto solamente da tricordi, cori e fill-in di batteria tipici del punk melodico, ma soprattutto un testo che parlava – e parla ancora – di alienazione, stordimento, angoscia e smarrimento. Uno stato d’animo che oggi Armstrong non vive più, ma che sente appartenere a quel pubblico che non si stanca mai di acclamare il brano con tanto entusiasmo.

Basket Case dei Green Day è, in assoluto, l’inno pop-punk degli anni ’90, come la stessa band afferma.

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Fonte: http://www.optimaitalia.com/

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Updated: 29 novembre 2018 — 14:34
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