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Il papà del WWW lancia il Contratto per il Web. Obiettivo: salvarlo


Tim Berners-Lee pu essere considerato l’inventore del World Wide Web, e ha ufficialmente lanciato il Contract for the Web. Nel documento si leggono una serie di principi realizzati per “sistemare” internet e impedire ai suoi utenti (e a tutti noi, quindi) di scivolare all’interno di una sorta di “distopia digitale”. A riportare la news stato in origine il Guardian.



Il Contratto per il Web, tradotto in italiano, elenca nove principi cruciali non solo per gli utenti, ma anche per i governi, per le compagnie e per tutti gli utenti e le organizzazioni che fanno parte del web come protagonisti o come fruitori. Fra i principi c’ anche la responsabilit di offrire accesso affidabile e conveniente a internet, nel rispetto del dialogo civile e della diginit umana.

Al lancio l’iniziativa ha ricevuto il supporto di oltre 150 organizzazioni, fra cui compagnie tecnologiche di primissimo piano: Microsoft, Google, Facebook e DuckDuckGo sono solo alcuni fra i tantissimi nomi che hanno supportato il progetto, insieme a gruppi no-profit come l’Electronic Frontier Foundation. Il Guardian scrive che fra gli assenti pi pesanti ci sono nomi come Amazon e Twitter, tuttavia quest’ultimo comparso fra i nomi lo scorso luned.

L’azienda di Jack Dorsey stata protagonista del dibattito politico nelle scorse settimane, dopo aver scelto di bloccare gli annunci politici sulla piattaforma (a differenza di Facebook), citando come motivazione le difficolt nella gestione del dibattito che creavano fra gli utenti all’interno del servizio. Il lancio del contratto da parte di Lee arriva in un momento difficile per aziende come Facebook e Google, che devono affrontare pressioni sempre pi crescenti intorno all’ammontare dei dati raccolti, e ai mezzi usati per raccoglierli.

Nel Contratto per il Web non mancano infatti principi pensati per evitare che questo avvenga, fra cui la richiesta esplicita per le compagnie di rispettare la privacy delle persone e i dati personali. La parte interessante che se si scopre che le aziende aderenti al contratto non rispettano i principi, le stesse aziende corrono il rischio di essere rimosse dalla lista. Tim Berners-Lee ha dichiarato al Guardian che c’ la necessit di “rivoluzionare il web subito”, e non di creare un piano a lungo termine.




Il Contratto include 72 clausole, oltre ai 9 principi, e offre una visione condivisa intorno alla quale la Berners-Lee’s Web Foundation vorrebbe vedere progettare il web del futuro prossimo, oltre alla richiesta di una roadmap da parte delle aziende in modo da rendere ci possibile. Hanno aderito al progetto anche i governi di Germania, Francia, e Ghana, i quali quindi hanno accettato di offrire accesso ad internet sempre e a chiunque sia entro i confini nazionali.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 26 Novembre 2019 — 19:04
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