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Intel Optane DC Persistent Memory arriva nelle mani di OEM e provider cloud


Intel ha annunciato l’avvio del programma beta legato alla nuova Optane DC Persistent Memory. Si tratta di un programma per OEM e provider di servizi cloud che dà accesso anticipato alla nuova tecnologia di memoria presentata sul finire di maggio e che sarà più ampiamente disponibile nella prima metà del 2019.





Optane DC Persistent Memory è un nome commerciale dietro cui si nascondono moduli di memoria che s’inseriscono nei classici slot DIMM delle DRAM ma, a differenza di quest’ultime, sono in grado di archiviare molti più dati e conservarli anche in assenza di energia – da qui il termine “persistente”. Come gli altri prodotti Optane, alla base dell’offerta c’è la velocissima memoria 3D XPoint.

Oltre al programma beta, Intel ha annunciato che le soluzioni Optane DC Persistent Memory sono in grado di funzionare in due speciali modalità operative – App Direct mode e Memory mode. “Le applicazioni che sono state ottimizzate in modo specifico possono sfruttare la modalità App Direct per ricevere il pieno valore dato dalla persistenza dell’informazione e dalla maggiore capacità. In modalità Memoria, le applicazioni eseguite in un sistema operativo supportato o in un ambiente virtuale possono usare il prodotto come memoria volatile, sfruttando la capacità aggiuntiva resa possibile dalle dimensioni dei moduli fino a 512 GB senza dover riscrivere il software”, spiega Intel nel proprio comunicato stampa.

La lista di OEM e provider cloud pronti a installare e testare la nuova tecnologia di memoria della casa di Santa Clara è corposa: Alibaba, Cisco, Dell EMC, Fujitsu, Google Cloud, Hewlett Packard Enterprise, Huawei, Lenovo, Oracle e Tencent. Intel sta anche lavorando con gli sviluppatori di software affinché supportino la tecnologia al suo massimo potenziale. Tra i nomi citati troviamo Aerospike, Altibase, Apache Spark, AsiaInfo, Cassandra, DataBricks, Gigaspaces, IBM, Microsoft, Red Hat, RedisLabs, RocksDB, SAS, SAP, Sunjesoft, SUSE, Ubuntu, Virtuozzo e VMWare.

Secondo Intel, i sistemi e i servizi che implementano Optane DC Persistent Memory “offriranno miglioramenti in un’ampia gamma di casi d’uso nell’ambito datacenter, tra cui una migliore analisi dei dati, nell’uso di database e database in-memory, nell’intelligenza artificiale, con macchine virtuali ad alta capacità e container, ma anche CDN (content delivery networks)”. D’altronde Optane DC PM permette alle applicazioni di funzionare senza incappare nel penalty di latenza che s’incorre con l’archiviazione tramite bus PCI Express

“La tecnologia cambia radicalmente la resilienza dei datacenter, riducendo i tempi di riavvio di database in-memory da giorni oppure ore portandoli a minuti o secondi e fornendo la possibilità di scalare la capacità della memoria del sistema a livelli senza precedenti”.


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Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 31 ottobre 2018 — 10:09
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