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Io sono Shingo, la recensione del primo volume!


Il Giappone è una terra ricchissima di creatività e menti dall’assoluto potenziale. Autori che riescono a raccontare storie incredibili, caratterizzate dalla capacità di andare oltre alla barriere imposte dai generi e dai formati. Tra le tante opere dal grande valore artistico e letterario troviamo Io sono Shingo, scritto da quel geniaccio di Kazuo Umezz (per chi non lo sapesse, all’anagrafe si chiama Kazuo Umezu ndR), autore di moltissimi manga horror di successo.

Edizioni Star Comics ha portato nel nostro Paese questa opera in bianco e nero, localizzandola in italiano per consentire a tutti gli appassionati di fruire senza problemi di prodotto e trama.

Io sono Shingo racchiude un po’ di tutto…

Le vicende di Io sono Shingo si svolgono nel Giappone degli anni 80′. Sono certamente anni di grandi cambiamenti per il mondo e soprattutto per questo Paese, considerando che in quel periodo avvengono una serie di innovazioni tecnologiche, non solo in campo industriale ma anche in quello della comunicazione e dell’elettronica di consumo.

Il protagonista della storia è un ragazzino di nome Satoru. Frequenta le scuole elementari e si distingue dal resto della sua classe per la sua straordinaria curiosità. La storia inizia in un giorno qualunque, quando il padre di Satoru comunica una vicenda che ha dell’incredibile per il ragazzo: i dirigenti della fabbrica in cui lavora hanno deciso di installare un robot per sostituire parte della manodopera.

Subito dopo la scoperta, il piccolo Satoru si incuriosisce, ed inizia a fantasticare sulle capacità di questo fantomatico automa maturando un morboso desiderio di poter vedere dal vivo questa fantastica innovazione della scienza. L’opportunità si presenta qualche giorno dopo, quando il maestro della scuola informa la sua classe che sarà organizzata una visita guidata nella fabbrica.

Durante la gita nel distretto industriale della città, Satoru incontra una ragazza di nome Marin, della quale  si innamora follemente, in particolare dei suoi occhi e del suo sguardo. Uniti dal desiderio di conoscere quanto più cose sul robot, i due iniziano a frequentarsi entrando di nascosto nello stabilimento. All’interno scoprono che il macchinario risponde ad alcuni comandi di codice ed attraverso la programmazione è possibile migliorarne le performance e le capacità.

Il robot – soprannominato Monroe, in onore a Marilyn Monroe – viene considerato dai due ragazzini come il loro bambino, e iniziano a prendersene cura insegnandogli anche diverse funzioni aggiuntive (che non vi specifichiamo per non incorrere a spoiler ndR), che arriveranno ad arricchire il software della macchina portandola ad uno stato di “quasi vita”.

Il primo volume di Io sono Shingo racchiude al suo interno un caleidoscopio di elementi e spunti che variano dalle prime difficoltà che si incontrano nelle scuole elementari ai primi amori in età fanciullesca, e soprattutto parla delle problematiche che si avvertono nei periodi di cambiamento durante la crescita.

Uno stile iconico…

Io sono Shingo è un manga drammatico e al contempo fantascientifico che, nel suo primissimo volume, si compone di 335 pagine, diluite in due grosse parti: la prima suddivisa in dieci capitoli, mentre la seconda da cinque. Sfogliando l’intero libro, i lettori più attenti potranno apprezzare le grandi capacità artistiche e narrative di Umezu. In particolare, l’autore è in grado di raccontare in modo impeccabile l’immensa ingenuità di due ragazzini, riuscendo anche a trasmettere al lettore tutte le emozioni tipiche di quella età.

L’intera narrazione – sorretta da una buona caratterizzazione dei personaggi – è stata accompagnata, inoltre, da una realizzazione raffinata. Fin dalla prima pagina è possibile apprezzare i segni distintivi di una direzione artistica curata e lo stile iconico dell’autore.

Per quanto riguarda l’editing in lingua italiana compiuto da Star Comics possiamo rilevare la messa in vendita di un prodotto all’altezza delle aspettative. La qualità dei materiali è di ottimo livello, e l’attenzione nella localizzazione è decisamente sopra alla media. Sicuramente un acquisto consigliato agli amanti del genere o a chi vuole avvicinarsi alle opere di Kazuo Umezu con un prodotto maturo ed in linea con le opere del maestro.

Kazuo Umezu – in arte Kazuo Umezz – nasce nella prefettura di Wakayama, precisamente a Koya il 3 settembre 1936. All’età di 19 anni, debutta come fumettista con il manga Mori no Kyodai. Qualche anno più tardi, il mangaka si trasferisce a Tokyo e si specializza nel genere degli horror, infatti realizza opere di successo come Hebi Shojo (1966), Cat Eyed Boy (1967) e Orochi (1969). Nel 1974 arriva la sua consacrazione con l’inquietante Senrei ed a Aule alla deriva (1975), ottenendo il primo posto al 20° “Shogakukan Manga Award”. La sua carriera lo porta a cimentarsi in nuovi generi, tanto da ultimare la commedia Makoto-chan (1976) e il drammatico fantascientifica Io sono Shingo (1982), che gli vale il prestigioso “Premio al Patrimonio” al Festival di Angoulême 2018. Umezz, oltre ad essere un prestigioso fumettista, è anche un cantautore, attore e personaggio televisivo, ma dal 2014 è anche un regista.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 26 Novembre 2019 — 18:17
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