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L’accordo perfetto: recensione del domestic thriller di Mondadori


Di tutti gli aspetti della vita che meno possono essere ricondotti ad una fredda formula matematica, l’amore è l’irrazionalità emotiva per antonomasia. Riportare questa insondabile sinergia di chimica e sentimento ad un’equazione è impossibile, solo pensarci pare una follia. Questo presupposto si è trasformato in ispirazione per Fabio Guaglione, narratore trasversale capace di passare dal cinema ai romanzi con facilità, che ha deciso di dare vita a L’accordo perfetto, un domestic thriller in cui questo delicato tema viene affrontato in un’ottica nuova.

La definizione di domestic thriller non è casuale. L’intera vicenda si svolge all’interno dell’abitazione dei due protagonisti, ma è il concetto di domestico come luogo sicuro in cui, teoricamente, si potrebbero abbassare le difese e vivere in un luogo sicuro. Bisogna però esser anzitutto pronti a rischiare, a mettersi in gioco. I protagonisti de L’accordo perfetto sono capaci di accettare questo rischio?

L’accordo perfetto  può garantire un amore perfetto?

Mark Rosenberg è un celebre pianista, un artista celebre che sta per raggiungere l’apice della sua carriera: aprire con una propria composizione un importante evento. Per dare vita alla sua musica, Mark entra nel proprio mondo, isolandosi anche dalla propria vita, che ruota attorno alla moglie, Laura Denti.

Architetto di successo, Laura ha accettato le particolarità di Mark, comprendendo, almeno in superficie, le sue piccole manie, i percorsi creativi di Mark che tendono a separare la coppia. Tra i due si è creata una routine di piccoli gesti, che vengono subito presentati al lettore, senza nascondere un sottofondo disturbante.

Il mondo di Mark crolla quando la presentazione della sua composizione non viene ritenuta all’altezza delle aspettative. L’insuccesso colpisce duramente il pianista, che decide di tornare prima a casa dalla moglie, senza avvisala della sua debacle, per vergogna. Il colpo di grazia per Mark arriva quando, giunto a casa, si accorge che qualcosa non torna, una sensazione di disagio e angoscia che cresce man mano che si avvicina alla camera da letto, in cui sorprende la moglie in compagnia dell’amante, che la ha ammanettata al letto in un gioco erotico.

l'accordo perfetto 2

Questa scoperta è l’elemento scatenante che porta la tranquilla vita di Mark e Laura a calare la maschera, mostrando la verità del loro matrimonio. Che è non L’accordo perfetto che si immaginavano di vivere, o meglio l’accordo perfetto che era stato loro venduto dalla Crimson Heaven, l’agenzia di compatibilità sentimentale a cui si erano rivolti per avere la garanzia di un matrimonio duraturo.

E la realtà, con la sua prepotenza, li porta a doversi confrontare con qualcosa di più importante della verità sul loro matrimonio, visto che la Crimson Heaven non accetta fallimenti. Ad ogni costo.

Una formula per una vita perfetta

La particolarità de L’accordo perfetto è l’interessante intreccio tra il thriller e il fantascientifico. Guaglione ha in passato mostrato di saper gestire bene queste due suggestioni narrative (sua la firma su progetti come Ride e IF – La Fondazione), ma L’accordo perfetto è il primo esperimento ‘in solitaria’ dell’autore, in cui deve gestire in toto le diverse intuizioni narrative e il bilanciamento tra le differenti ispirazioni.

In prima battuta, sia ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un dramma familiare, che per quanto romanzato, ha ancora quel senso di reale che aiuta a coinvolgere il lettore nella storia. Le difficoltà di Mark e Laura, la loro vita falsa e impostata possono vivere nella casa accanto alla nostra, la menzogna in cui si ritrovano a vivere è una routine in cui chiunque, anche noi, potremmo scivolare. Guaglione parte proprio da un elemento realistico, vivo, per costruire la sua storia, lasciando emergere tratti più romanzeschi, che richiamano a situazioni già viste in altri autori, ma dando ai suoi personaggi una vitalità unica.

Il crollo di Mark, diviso tra ricerca del successo e incapacità di comprendere la causa della fine del proprio matrimonio, è una giostra di emozioni che ci offre un’anima tormentata e disperata, incapace di andare oltre i propri schemi. Una tendenza al controllo che si infrange contro la dinamicità e la vitalità di Laura, che si ritrova presto prigioniera in una vita matrimoniale soffocante e avvilente.

La cura con cui Guaglione costruisce i flashback che ci mostrano l’evoluzione di questa coppia è perfetta, quasi organica nel suo riproporre in narrazione quella scintilla che accende i ricordi nella nostra quotidianità. Una parola, un gesto o una sensazione diventano la chiave per aprire lo scrigno dei ricordi e farci vivere attivamente il ricordo del personaggio, dandoci una prospettiva più intima e chiarificatrice della situazione.

Un matrimonio made in Heaven

L’empatia tra personaggi e lettore viene costruita sua una lenta conoscenza, fatta di rivelazioni ed ammissioni di colpa, contrapposta ironica alla linea guida della vita di Mark: tutto deve esser programmato. Questa sua legge è la causa principale della situazione, la paura di non avere il controllo che lo ha spinto a rivolgersi alla Crimson Heaven prima di sposare Laura.

Specializzata in valutazioni di coppia, la Crimson Heaven garantisce un matrimonio perfetto, grazie ad una serie di esami e test scientifici tramite cui valutare la fattibilità del matrimonio. Ecco l’elemento fantascientifico ideale per supportare questa storia, una forza tecnologica incomprensibile ma ben caratterizzata che Guaglione utilizza per creare il casus belli dell’intera vicenda.

Innegabile come questa agenzia particolare ricordi alcune suggestioni distopiche, come Black Mirror, in cui era presente un episodio che vagliava proprio questa possibilità. Guaglione si lancia però nel trasformare la Crimson Heaven come un’arma a doppio taglio, una sicurezza per chi teme di soffrire ancora ma al contempo una realtà industriale che deve, ad ogni costo, preservare la propria buona nomea..

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In quest’ottica, L’accordo perfetto viene arricchito di un ulteriore elemento di oppressione, il dovere essere all’altezza delle aspettative della Crimson Heaven, che basa sui propri soddisfatti clienti la propria affidabilità. Una pressione ulteriore che viene esercitata con un colpo di scena a metà volume, in una scansione dei tempi narrativi studiata per essere un crescendo emotivo che avvolge il lettore, tra compassione e trasporto per i personaggi e una sensazione di opprimente ansia per le pressioni esterne esercitate su di loro.

Questa funzione della Crimson Heaven è stata resa al meglio dalla scelta di Guaglione di sottoporre anche il lettore al colloquio preliminare dell’agenzia, che ci accoglie all’inizio del libro. Intuizione felice, che l’autore ha sfruttato abilmente per coinvolgere i lettori all’interno di una situazione peculiare e costruendo un’empatia con i personaggi, che diventa particolarmente intensa man mano che la vicenda prende forma.

Conclusioni

Questa caratterizzazione emotiva regge bene per tutto il romanzo, pur mostrando in alcuni passaggi delle forzature che rischiano di spezzare il buon ritmo. Guaglione ha il merito di riuscire a non varcare quel limite della sospensione dell’incredulità che rischierebbe di disturbare troppo il lettore, lasciando che la storia rientri nei giusti binari al momento giusto.

L’accordo perfetto è un thriller atipico, claustrofobico sia per ambientazione che per tema. Soprattutto, è un messaggio di allarme, un segno che non si può ricondurre tutto ad una formula matematica per paura di mettersi in gioco, ma che a volta vincere la paura di soffrire può essere una tappa essenziale per riscoprire sé stessi.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 28 Gennaio 2020 — 20:04
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