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Le Terrificanti Avventure di Sabrina, riflessioni a sipario chiuso


Da pochi giorni abbiamo appreso che la serie TV originale Netflix, Le Terrificanti Avventure di Sabrina, si concluderà con la quarta parte in uscita a fine anno. Questa notizia ha lasciato di stucco tutti i fan della serie che sin da principio hanno trovato lo show accattivante e diverso dalle solite proposte del colosso dello streaming online. Nei giorni successivi, abbiamo assistito a vere e proprie mobilitazioni social contro la cancellazione di Le Terrificanti avventure di Sabrina.

Infatti, spopolano gli hashtag #SaveSabrina e #SaveCaos da parte dei sostenitori che vorrebbero continuare a vedere il loro personaggio preferito sul piccolo schermo. Se a questo aggiungiamo il fatto che lo showrunner della serie, nonché autore del fumetto che ha ispirato lo show, Roberto Aguirre-Sacasa, aveva annunciato un grande crossover tra Sabrina e Riverdale, il malcontento tra i fruitori del servizio proposto da Netflix è davvero alto.

Chiusura di sipario

Le polemiche social di questi ultimi giorni si stanno concentrando proprio sul fatto che Netflix continui a cancellare serie molto amate dagli abbonati al servizio. Ma il caso “Sabrina” è un po’ diverso dai precedenti; ci riferiamo, per esempio a tutte le serie Marvel cancellate brutalmente (potete trovare un nostro approfondimento a questo link) dal palinsesto Netflix (in questo caso, però, le motivazioni sono ben altre e possiamo addurle a elementi economici non di poco conto). Inizialmente, lo show dedicato all’adolescente strega della famiglia Spellman aveva avuto così tanta fiducia da essere rinnovata per una seconda stagione, quando ancora la prima non era stata distribuita. Ma cosa ha spinto Netflix a cancellarne la produzione prima ancora che la quarta parte fosse rilasciata?

Ci possono sicuramente essere motivazioni di gradimento. Infatti questo è diminuito con la terza stagione, ma perché cancellarla proprio ora, dopo il duro colpo dato dal blocco Covid-19? Le ipotesi su questa questione sono davvero tante. Non ultima quella che vorrebbe la Warner Bros. come detrattrice dei diritti Netflix, arrogandosi per sé questi ultimi, per una produzione crossmediale a trecentosessanta gradi che investirebbe sia gli show televisivi Sabrina e Riverdale, sia i fumetti di Archie Comics.

Le ultime dichiarazioni di Aguirre-Sacasa vedono proprio una inversione di rotta in questo senso: il crossover Sabrina-Riverdale si farà, ma su carta stampata. Non possiamo pensare che Warner non abbia messo il suo zampino su questa nuova e ibrida produzione. Ma, bando alle ipotesi e ai complottismi, le motivazioni che possono aver indotto Netflix a cancellare la serie sono diverse e numerose.

Sabrina, un personaggio iconico

Nelle prime due stagioni di Le Terrificanti Avventure di Sabrina abbiamo assistito a una evoluzione della protagonista, Sabrina appunto, non indifferente. Già da principio la serie originale Netflix si è posta come qualcosa di totalmente diverso rispetto all’amatissima serie Sabrina Vita da Strega, andata in onda tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. E questo lo abbiamo appurato fin dalla prima puntata del nuovo show dove i riferimenti a Satana e alla magia oscura erano predominanti nella narrazione.

I fan della vecchia serie avranno sicuramente storto il naso di fronte alla piega del tutto inaspettata che Le Terrificanti Avventure di Sabrina aveva preso. Ma non è questo il punto. Se nella vecchia serie la storia di Sabrina era impostata come una sit-com, il nuovo arco narrativo, invece, non lascia spazio alla comicità. Tutti i personaggi sono stati sin da principio caratterizzati in maniera ineccepibile, profondi, lungimiranti, pur rimanendo in una dinamica adolescenziale e più cupa.

CHILLING ADVENTURES OF SABRINA

Perché è di questo che si parla. Le Terrificanti Avventure di Sabrina è un teen drama, sicuramente diverso rispetto a Riverdale, ma con tutte le caratteristiche del genere. Cos’è, però, che differenzia Sabrina dalle altre proposte del medesimo genere? La brutalità dei contenuti. Fin dalla prima visione della prima puntata si rimane sbalorditi per la crudezza dei termini e i riferimenti espliciti al satanismo e alla magia nera (argomenti che da principio sono stati al centro di diverse polemiche). Nella prima e nella seconda stagione vediamo Sabrina evolversi come personaggio tipo. La magia, il satanismo sono solo espedienti per narrare in maniera diversa i cambiamenti che l’adolescenza fa vivere ad ognuno di noi.

Per esempio, quando Sabrina deve firmare il libro oscuro per entrare a far parte del culto di Lucifero, lei ha diverse remore nel farlo. Questo non perché ella non sia una strega consapevole, ma perché vuole esplorare l’appartenenza a una determinata casta, una famiglia così importante il cui nome è un peso da portare. Credo che tutti gli adolescenti, almeno una volta nella vita, si siano trovati a fare i conti con la propria famiglia così come Sabrina si trova a dover scendere a patti con la propria eredità.

Per questo motivo, Sabrina nelle prime due stagioni della serie Netflix è un personaggio iconico, perché incarna in sé le contraddizioni e le aspettative di ogni adolescente legato alla propria famiglia, tematica che, purtroppo, si perde nella terza parte dello show che ha ambizioni totalmente diverse dalle premesse.

La terza stagione e la cancellazione

Quello che lascia di stucco è la modalità con cui Le Terrificanti Avventure di Sabrina sia stata cancellata. Come abbiamo detto, la seconda stagione era stata confermata ancora prima che la prima parte fosse stata distribuita. Fa sicuramente storcere il naso il fatto che, all’alba della quarta stagione, lo show abbia subito uno stop definitivo.

Sicuramente il declino della serie tv è iniziato con la terza stagione, se non ancora prima, con lo speciale di Natale a conclusione della seconda. Nella terza stagione abbiamo assistito a una diversificazione e edulcorazione dei temi trattati. Dalla personificazione di Lucifero (SPOILER), che diviene il reale e vero genitore di Sabrina, a tutta la parte che identifica il genere teen-drama. Infatti, vediamo come tutti i personaggi che prendono parte alla narrazione risultino essere più impostati, scritti in maniera meno complessa e più artificiosi rispetto alle due stagioni precedenti.

Questo perché la scrittura stessa di tutta la terza stagione risente di quel politically correct che non ha intaccato per niente le prime due parti che si contraddistinguono per la loro leggerezza e, al contempo, profondità di contenuti. Se le due stagioni che precedono il declino dello show sono state egregiamente scritte e messe in scena, con tutte le problematicità dovute ai contenuti a dir poco espliciti, la terza parte pecca di originalità e spontaneità.

Non c’è più la ricerca dell’essere se stessi, non c’è più la voglia di guardare all’altro come una risorsa, anche se totalmente avulso dalla propria condizione d’essere. C’è solo il desiderio di raccontare il nulla, tramite una storia che fa acqua da tutte le parti. Ma allora, perché confermare una quarta parte se già la terza risultava essere mediocre?

È tutto oro quello che luccica?

Sicuramente il trend in discesa della serie ha fatto in modo che questa venisse cancellata. Ma, d’altro canto, dietro questa scelta da parte di Netflix non ci sono solamente delle motivazioni qualitative. È fisiologico che una serie abbia alti e bassi e che una stagione sia molto diversa dall’altra per contenuti e messa in scena. Un esempio di quello che stiamo dicendo è sicuramente The Walking Dead che, tra alti e bassi, è comunque arrivata alla decima stagione.

Senza, poi, andare troppo lontano, anche lo show Sabrina Vita da Strega ha avuto il suo arco narrativo sviluppatosi in ben sette stagioni. Abbiamo detto che il format era totalmente diverso dalla serie Netflix, ma sicuramente aveva un apporto tecnico e artistico di minore qualità. Perché, allora, interrompere la narrazione così bruscamente? Con ogni probabilità, Le Terrificanti Avventure di Sabrina avrebbe meritato una fine migliore, anche se non sappiamo come si concluderà la quarta parte. Sappiamo, però, che i presupposti per una quinta stagione c’erano e che erano anche ambiziosi, come il crossover dal titolo Witch War che avrebbe visto coinvolti i protagonisti di Riverdale e de Le Terrificanti avventure di Sabrina.

Che sia stato il buonismo delle recenti programmazioni all around the world, o un effettivo calo della qualità in questa quarta parte non ancora distribuita, non ci è dato sapere. Fatto sta che seguiremo con interesse l’evoluzione del fumetto di Roberto Aguirre-Sacasa e le decisioni Warner in merito al futuro della serie.

A nostro avviso, interrompere in itinere una serie che comunque ha avuto un grande successo di pubblico non è una mossa saggia da parte di Netflix. Il “vizietto” che ultimamente contraddistingue il colosso di streaming online potrebbe dare adito a conclusioni non troppo ortodosse da parte degli abbonati che, sempre più spesso, cercano su altri lidi produzioni originali diversificate e di maggiore qualità.

Se volete ripercorrere le avventure di Sabrina e la sua famiglia di streghe, vi consigliamo l’acquisto del volume Figlia del Caos a questo link.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 13 Luglio 2020 — 14:32
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