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LG TV OLED E9 55 pollici: piacere alla vista. La recensione


In ambito TV dire OLED dire LG. Il marchio coreano infatti il produttore unico dei pannelli OLED per televisori e i suoi schermi equipaggiano anche i prodotti dei concorrenti, come Sony, Panasonic e Philips. W-AMOLED, questo il nome della tecnologia utilizzata da LG in questi sei primi annni di storia dei TV OLED. L’acronimo spiega molte cose in merito alla tecnologia stessa. ‘W‘ sta per White, ‘AM‘ per Active Matrix e ‘OLED‘ lo ripetiamo per completezza Organic Light Emitting Diode.

Partendo dal fondo, siamo quindi di fronte a un pannello basato su diodi emettitori di luce a base organica, ossia sintetizzati sfruttando la chimica del carbonio. La matrice attiva racconta che ogni pixel pu essere spento o acceso in modo indipendente, regalando ai pannello la caratteristica pi nota a tutti parlando di OLED, ossia la possibilit di ottenere neri molto profondi, grazie allo spegnimento dei pixel. Anche la W racconta qualcosa di interessante: siamo di fronte a una matrice di pixel self-emitting a base bianca, in cui i colori sono ottenuti filtrando la componente cromatica indesiderata.

Ogni pixel formato poi da subpixel attivi WRGB, bianco-rosso-verde-blu. La presenza del pixel bianco permette di arrivare a ottimi valori di luminosit di picco, a fronte di colori che sono molto saturi, ma poco luminosi. Si tratta quindi di un tipo di pannello abbastanza complesso, che ha richiesto diversi anni per raggiungere la piena maturit. Possiamo anticiparvi fin d’ora, che nei pannelli 2019 la maturit stata pienamente raggiunta, anche grazie a una gestione elettronica molto evoluta, che da un lato rende molto coinvolgente l’esperienza utente nella visione dei contenuti, ma che ha come contraltare quello di complicare le nostre misure.

La gamma OLED LG declinata in diverse serie, dalla entry level 2019 B9 alle serie top di gamma Signature e W9. Al di sopra degli entry level B9 (con processore di fascia inferiore), a prezzi da mercato consumer, troviamo le serie E9 e C9 che hanno evidenti differenze dal punto di vista del design (e dell’impianto audio), ma che condividono buona parte dell’elettronica. E9 punta su un design pi ricercato e particolare, C9 adotta una classica base d’appoggio.

Abbiamo messo alla prova il modello LG OLED55E9PLA, che ha un prezzo di listino di 2.999,00 Euro ed nella gamma LG per l’Italia sulla diagonale 55″, il TV 4K HDR OLED di maggiore caratura. Sua caratteristica fondante, che lo rende riconoscibile al primo sguardo, il design Floating Screen. Grazie a un pannello in vetro che fa da sostegno a tutto lo schermo, nella parte frontale il TV non ha una classica base, ma appoggia su una striscia trasparente, che nell’intenzione dei designer coreani d l’idea che il televisore fluttui nell’aria. La resa effettivamente molto gradevole dal punto di vista estetico e caratterizza molto il TV, rispetto alla concorrenza che gioca sulla forma di basi e gambe di supporto a vista. Rispetto a queste ultime soluzioni, il TV appoggia sul piano orizzontale, per cui necessita un mobile di supporto di dimensioni adeguate, considerando che sul lato lungo il TV misura 1226 millimetri. Sul retro il TV ha un solido piedistallo che lo rende stabile.

Il TV fa leva sul processore d’immagine a9 di seconda generazione, con intelligenza artificiale, lo stesso che equipaggia i TV top di gamma della serie Signature. L’intelligenza artificiale declinata nella capacit del TV di gestire al meglio le immagini (soprattutto in upscaling), il suono (adattandolo in modo automatico ai contenuti) e l’interfaccia, con consigli e scorciatoie contestuali che si adattano all’utente. Da non dimenticare poi la gestione vocale del TV che fa leva sul collaudato sistema ThinQ AI, uno dei migliori nel capire le intenzioni dell’utente al di l della mera comprensione delle parole da esso pronunciate, e sulla compatibilit con Alexa di Amazon e Google Assistant, per rendere il TV l’hub di controllo della smart home.

Una delle caratteristiche dei TV LG di questo livello quello di avere inoltre in dote il telecomando ‘attivo’ con puntatore, che permette di selezionare le opzioni a display muovendosi come con un mouse. Comodo per navigare nei menu in modo rapido, rispetto a quelli con pad a frecce, mostra i suoi limiti quando necessario scrivere dei testi, fase in cui necessario avere una buona mira. La soluzione adottata, ad esempio, dai TV Philips, che sul retro riportano una tastiera QWERTY in questi casi molto utile. In realt grazie all’ottima implementazione dell’assistente vocale ThinQ AI, per effettuare ricerche (film su Netflix o video su YouTube) pi semplice utilizzare la voce, ma quando necessario immettere username o password dei diversi servizi sembra di essere alle prese con un videogioco sparatutto. ThinQ AI si occupa anche di riordinare la barra launcher con le varie scorciatoie in base alle preferenze e al modo d’uso degli utenti. Con l’applicazione LG TV Plus anche possibile trasformare smartphone e tablet (iOS e Android) in telecomando, con touchpad per muoversi sullo schermo e possibilit di selezionare dallo schermo del telefonino le app dal lanciare sul TV.

Avere un microfono integrato nel telecomando attivo permette anche la calibrazione automatica del suono AI Sound Tuning. Il TV emette un segnale di test e ricevendo il feedback dal microfono del telecomando in grado di calibrare automaticamente la risposta degli altoparlanti. L’efficacia della soluzione evidente soprattutto laddove il TV non posizionato in stanze con una buona acustica. Sempre parlando delle funzioni definite di intelligenza artificiale, Luminosit AI regola la luminosit delle immagini in base a quella della stanza.

Il piacere dell’OLED

Pu sembrare paradossale, ma nonostante LG sia il produttore dei propri pannelli OLED e di quelli dei concorrenti, in passato abbiamo assistito a declinazioni pi azzeccate da parte di Sony e Panasonic, marchi con una pi lunga tradizione di gestione delle immagini, soprattutto a livello professionale e broadcast. I tecnici LG hanno per lavorato alacremente per colmare il gap e possiamo dire che i risultati ottenuti sulla gamma 2019 sono di rilievo, anche se probabilmente chi ha un modello 2018 non trover differenze tali da giustificarne il cambio. Discorso diverso per chi in possesso di pannelli pi vecchi.

Nel giudicare i TV teniamo in considerazione principalmente due filoni. Il primo costituito dell’analisi delle prestazioni del televisore cos come lo possono utilizzare la maggior parte dei consumatori, ossia estratto dalla scatola e messo in funzione. Il secondo quello delle possibilit di calibrazione manuale e dei risultati che possibile ottenere. Sebbene sia in crescita il trend della calibrazione, ancora limitato tra gli utenti finali il numero di persone dotate dell’apparecchiatura necessaria. Questo TV LG compatibile con la calibrazione automatica CalMAN AutoCal, potendo generare i segnali test. Al prezzo del software va aggiunto quello della sonda. In tutto l’esborso pu essere pari a qualche centinaio di euro (150 circa per il software a cui aggiungere una sonda a scelta, a partire da un prezzo simile). Come dicevamo in apertura per, la cosa non potrebbe essere cos semplice da gestire e sonde economiche potrebbero non essere in grado di arrivare a risultati degni della spesa.

Il freddo fuori dalla scatola


Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB


Gamma
Gamma


Gamut
Gamut


DeltaE
DeltaE


Come avviene per tutti i TV il profilo standard praticamente inguardabile: bilanciamento del bianco completamente sballato e con lui i colori. E’ un classico che il profilo standard si comporti in questo modo: tutti i produttori l’hanno ottimizzato per le situazioni in cui il TV esposto. Nella pletora dei TV che le persone si trovano davanti in un centro commerciale, sotto le luci dei neon, il televisore deve essere in grado di catturare l’attenzione. Luminosit sparata al massimo e bilanciamento freddo arrivano proprio da qui. La luminanza massima in SDR con profilo standard arriva a lambire i 300 nits. Il DeltaE pesantemente influenzato dal disequilibrio delle componenti RGB, mentre il gamut si estende quasi fino ai confini del riferimento P3.


Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB


Gamma
Gamma


Gamut
Gamut


DeltaE
DeltaE

Scegliendo dei profili pi curati dal punto di vista della fedelt dell’immagine la resa migliora parecchio. Nella visione dei contenuti in standard definition il profilo Technicolor e ISF Stanza buia sono quelli che sono pi aderenti al triangolo di gamut di riferimento, che per l’SDR il rec.709. Ma il comportamento migliore quello del profilo ISF Stanza Luminosa. Il comportamento “out of the box” molto convincente, ma alcuni piccoli ritocchi di calibrazione (di cui riportiamo le misure poco sopra) offrono la possibilit di avere una resa davvero ottima, con una luminanza di 224 candele su metro quadro e con un Delta E che si mantiene spesso sotto all’unit. Chi disponesse di un colorimetro pu divertirsi a cercare la perfezione, ma anche coloro i quali ne fossero sprovvisti possono avere risultati molto appaganti gi dal semplice preset di fabbrica.


Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB


Gamma
Gamma


Gamut
Gamut

Il discorso si ripete simile nel passaggio all’HDR: il profilo standard soffre dello sbilanciamento verso il blu gi osservato in modalit SDR, e anche i valori della curva di gamma non seguono pedissequamente il riferimento, con una progressione in alcuni tratti decisamente fuorni norma. La luminanza massima arriva vicino alle 800 candele su metro quadro, un risultato comunque piuttosto buono per un pannello OLED di queste dimensioni.


Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB


Gamma
Gamma


Gamut
Gamut

Andando a saggiare gli altri profili del televisore in modalit HDR troviamo anche in questo caso un “vincitore”: il profilo Technicolor che mostra un comportamento particolarmente convincente in quasi tutti gli aspetti. Abbiamo dovuto lavorare un po’ con il bilanciamento RGB per ottenere un equilibrio adeguato almeno nei toni medi, ovvero quelli dove si concentra la maggior parte del lavoro di un televisore. In questo modo recuperiamo una buona precisione cromatica e un gamut che va a solleticare gli estremi del riferimento DCI-P3. Buona la progressione della curva di gamma che rispetta abbastanza adeguatamente il riferimento. La luminanza massima si aggira attorno alle 750 candele su metro quadro.

Sul fronte HDR segnaliamo che LG 55E9PLA supporta gli standard Dolby Vision, HDR10 e HLG, ma manca all’appello HDR10+.

Un occhiolino ai videogiocatori

Sul fronte delle funzionalit SmartTV il televisore basato, ovviamente, sul sistema operativo webOS 4.5 che mette a disposizione un sacco di app e servizi di streaming: oltre agli ovvi Netflix, Amazon Prime, YouTube vi sono anche Chili, Infinity, Rakuten TV, Spotify e NOW TV. I servizi sono mostrati in un menu orizzontale alla base dello schermo, ma con la versione 4.5 di webOS viene mostrato un ulteriore piccolo men al di sopra di quello principale che permette, per ciascun servizio, l’accesso rapido a contenuti che avevamo gi iniziato a vedere (come ad esempio una serie TV su Netflix), semplificando e agevolando cos la vita all’utente.Il televisore mette poi a disposizione anche una schermata dedicata ad eventuali installazioni o apparecchi smarthome, che cerca di fungere da hub digitale. Il televisore mette poi a disposizione anche una schermata dedicata ad eventuali installazioni o apparecchi smarthome, che cerca di fungere da hub digitale.

Grazie ad un aggiornamento firmware rilasciato lo scorso mese di dicembre, il televisore LG OLED55E9PLA offre anche un profilo dedicato ai videogiocatori che, oltre a regolare alcune impostazioni per rendere pi visibili i toni scuri e per abbassare la latenza del pannello, pu abilitare anche la modalit NVIDIA G-Sync con frequenza di aggiornamento adattiva. In questo modo coloro i quali dispongono di un sistema con scheda video NVIDIA potranno usare il televisore come schermo e godere della risoluzione 4K su un pannello di grandi dimensioni e soprattutto con la miglior fluidit di gioco possibile, senza fenomeni di tearing o di stuttering.



Conclusioni

Ci siamo trovati davanti ad un televisore davvero completo e di buona fattura: questo LG OLED55E9PLA ha mostrato infatti un’elevata qualit di immagine sia in modalit SDR, sia in modalit HDR (a patto di scegliere il profilo giusto: per carit non pensate neanche lontanamente di farvi bastare il profilo standard) anche senza bisogno di calibrazioni. Per gli utenti pi esigenti e competenti la possibilit di sfruttare CalMAN per la calibrazione permette di spremere davvero ogni goccia di essenza di questo pannello OLED. Il processore d’immagine ha mostrato anch’esso un buon comportamento, specie in fase di upscaling, permettendo una gradevole visione di contenuti in standard definition e dei canali tv – sebbene la destinazione d’uso di un televisore come questo sia ovviamente di tutt’altra levatura. La piattaforma webOS nella versione 4.5 ha mostrato pure lei una grande completezza e una buona agilit nell’uso, grazie anche al telecomando con puntatore e ai comandi vocali. Manca, come detto HDR10+ (ma si tratta di una mancanza “politica”) e in SDR abbiamo un livello di luminanza forse un po’ basso in alcune situazioni. Ma nel complesso non possiamo che spendere parole positive per questo televisore, che ora si pu trovare ad un prezzo inferiore ai 1900 euro.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 22 Gennaio 2020 — 16:36
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