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Lo shortage delle CPU Intel potrebbe continuare anche nel 2020


Il fenomeno dello shortage, cioè della ridotta disponibilità, dei processori Intel è ben noto. Nel corso degli ultimi 12 mesi il mercato è stato vittima di una insufficiente disponibilità di processori, in parte risolta grazie ad un investimento di Intel nella creazione di una superiore capacità produttiva con tecnologia a 14 nanometri.

Intel ha incrementato nel corso del 2019 il numero di wafer starts al mese del 25% rispetto al risultato ottenuto nel 2018; nella produzione è stata data precedenza di processori con più ampio margine economico, quindi quelli Core di fascia più alta e le soluzioni Xeon per datacenter. A soffrire dello shortage in misura maggiore i processori di fascia entry level e con essi le aziende che da questi ultimi dipendono per la maggiore con i loro prodotti.

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Le difficoltà di approvvigionamento di CPU Intel sono progressivamente andate riducendosi, per quanto permangano ancora alcuni problemi. E’ interessante evidenziare quello che  S.Y. Hsu, co-CEO of ASUS, abbia segnalato a riguardo nella conferenza di analisi dei risultati trimestrali dell’azienda. Hsu, come riportato dal sito Anandtech, conferma la presenza di uno shortage ancora per il quarto trimestre 2019 che riguarda un po’ tutta l’industria dei PC nel complesso. Nel corso del primo trimestre dell’anno non dovrebbero esserci problemi con l’approvvigionamento delle CPU, mentre la situazione è molto meno chiara per il secondo trimestre dell’anno. C’è quindi incertezza al momento attuale circa il raggiungimento di una soluzione definitiva a questo problema.

I prodotti sviluppati da ASUS sono tipicamente posizionati nel segmento di fascia medio alta del mercato, pertanto meno soggetti all’influenza dello shortage di CPU di fascia entry level. D’altro canto quello della ridotta capacità di approvvigionamento è un problema per tutto il settore. Per compensare in parte questa problematica molte aziende si sono rivolte ad AMD, sviluppando soluzioni basate su CPU della famiglia Ryzen. Questa tattica è stata ben eseguita nel settore desktop, grazie anche alle qualità di questi processori e alla domanda proveniente dal mercato, mentre più difficile è stato intervenire in questa direzione nel segmento notebook.

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In ogni caso, anche in funzione di una eventuale ridotta disponibilità di CPU Intel che si protrarrà nel 2020, vari produttori hanno investito nello sviluppo di modelli di notebook basati su processori AMD. E’ questo un settore molto competitivo, nel quale ASUS vanta una forte presenza: del resto l’azienda, nel corso del terzo trimestre 2019, ha generato dalla vendita di sistemi notebook poco più del 70% del proprio fatturato.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 18 Novembre 2019 — 8:29
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