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Lo smart working in Italia continua a crescere


L’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca Smart Working davvero: la flessibilità non basta, che fa il punto sulla situazione dello smart working in Italia. Durante la presentazione, che si è tenuta al Campus Bovisa, sono state premiate anche alcune delle aziende più attive sotto questo profilo. 

SmartWorking

Lo smart working piace alle grandi aziende

Sono sempre più numerose le grandi aziende che concedono ai loro dipendenti la possibilità di lavorare, almeno in parte, da casa. Il 58% delle realtà più strutturate ha già messo in cantiere progetti di sperimentazione, un piccolo ma significativo passo avanti rispetto all’anno precedente, che faceva segnare 56%.

Il motivo principale di questa tendenza è il poter garantire ai dipendenti un maggior equilibrio fra casa e lavoro, fatto che incrementa la motivazione e la produttività dei dipendenti, che sono più soddisfatti e riescono a rendere maggiormente. Non mancano alcune criticità, rappresentate per lo più dalla complessità nella gestione delle emergenze, nell’utilizzo delle tecnologie e nella pianificazione delle attività, ma consola il fatto che per il 46% dei manager intervistati non ci siano problemi di sorta in questa nuova modalità di lavoro che è particolarmente apprezzata dalle nuove generazioni

Risultati incoraggianti ma ancora non sufficienti secondo Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working, che afferma: “Lo smart working non è solo una moda, è un cambiamento che risponde alle esigenze delle persone, delle organizzazioni e della società nel suo complesso, e come tale è un fenomeno inarrestabile. La dinamica con cui sta crescendo nel nostro paese tuttavia non è abbastanza veloce. Questo limita la portata del contributo che lo smart working può dare per rendere più moderno il mercato del lavoro, le imprese e le PA più competitive ed attrattive e le nostre città più inclusive e sostenibili”.

Le PMI e la PA sono ancora indietro sullo smart working 

Rispetto al 2017, il numero di progetti di smart working all’interno delle PMI è cresciuto ma i numeri sono ancora risicati: solamente il 12% ha avviato progetti strutturati, mentre un 18% si sta approcciando al fenomeno in maniera informale, per venire incontro alle esigenze dei dipendenti. Certo fa riflettere quel 51% di PMI che non si ritengono interessate a sperimentare questa strada. I motivi sono dovuti all’inapplicabilità del modello per il proprio business (pensiamo a un negozio, dove la presenza in sede è fondamentale), ma in quasi un quarto dei casi (23%) il problema principale è dovuto alla resistenza dei responsabili

SmartWorking

Anche nella Pubblica Amministrazione i progetti di smart working procedono a rilento e nel 2018 hanno coinvolto solamente il 12% dei dipendenti pubblici. Un incremento significativo rispetto all’anno precedente, ma ancora insufficiente .

Per praticare davvero lo smart working occorre separare l’associazione che sia solo lavoro da remoto, ma interpretarlo come un percorso di trasformazione dell’organizzazione e delle modalità di vivere il lavoro da parte delle persone” – ha spiegato Fiorella Crespi, Direttore dell’Osservatorio Smart Working – “Sono ancora poche le organizzazioni che lo interpretano come una progettualità completa, che passa anche dal ripensamento degli spazi e da un nuovo modo di lavorare basato sulla fiducia e la collaborazione“. 

Le aziende più innovative nello smart working

Durante la presentazione dello studio dell’Osservatorio sono anche stati presentati gli Smart Working Awards 2019, che hanno premiato le aziende più innovative sotto questo profilo. Fra le grandi aziende si sono distinte Europ Assistance per il progetto EA Smart Working, Reale Mutua per l’iniziativa Be smart, Saipem con il progetto Flexability e infine Sky Italia per la sua iniziativa Open Working. Sky, in particolare, ha predisposto 2.500 postazioni (su un totale di 3.300) per lo smart working, che coinvolge il 73% della forza lavoro. 

Sky Italia Open Working

Fra le PMI premiate spicca MailUP, mentre per le PA la regione più meritevole è stata l’Emilia Romagna. La Liguria si è guadagnata una menzione speciale. 

Il punto di vista di Poly

Un’interessante punto di vista sullo smart working arriva anche da Poly, azienda nata dalla fusione di Plantronics e Polycom e che produce, fra le varie cose, prodotti dedicati al mondo della comunicazione: come headset, sistemi di videoconferenza e telefoni VoIP.

Poly ha analizzato come le differenti generazioni si approcciano all’ufficio e realizzato che mentre la Generazione Z e i Millenials riescono a gestire meglio le distrazioni e adorano gli uffici open space, i loro colleghi più anziani faticano a concentrarsi in queste condizioni a causa del rumore di sottofondo, un aspetto di cui abbiamo già parlato su Edge 9



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 5 Novembre 2019 — 14:35
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