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Lo storage nel 2020: l’analisi e le previsioni di Pure Storage


Quali evoluzioni ci si possono aspettare dal mercato dello storage aziendale nel 2020? Pure Storage fa il punto sulla situazione fornendo un’analisi di come il mercato si potrà evolvere in futuro. Le parole chiave sono IA, container, modelli “as a service”, object storage, modern analytics e tecnologia flash.

Il 2020 nelle previsioni di Pure Storage

Predire i cambiamenti è sempre difficile, in particolare quando si parla di tecnologia: l’alto tasso di innovazione non rende semplice capire dove si andrà. È però possibile individuare alcune tendenze, che è quanto fa Pure Storage nella sua analisi rispetto al mondo dello storage in ambito aziendale.

I modelli “as a service” godono già di una grande popolarità in qualunque settore e nel 2020 questa popolarità vedrà un ulteriore incremento nell’ambito storage, grazie a una maggiore richiesta di storage as a service. Questa formula permette infatti alle aziende di essere più flessibili e agili, nonché di rispondere meglio alle esigenze operative. Nell’anno in corso le aziende cercheranno sempre più modelli di tipo pay per use, flessibili in termini di capacità di archiviazione offerta e disponibili (nel senso di availability, ovvero di mancanza di interruzioni del servizio).

Secondo Mauro Bonfanti, regional director per l’Italia, questa richiesta deriva anche dal fatto che il modello di cloud ibrido risulterà sempre più utilizzato: “per la maggior parte degli utenti storage, il cloud ibrido rappresenta una realtà tanto attuale quanto futura – e desiderano ottenere il meglio dai due mondi: raggiungere semplicità e automazione delle infrastrutture on-premise al pari di quelle cloud, e disporre nel cloud degli stessi livelli di controllo e funzionalità enterprise che si possiedono on premise – il tutto attraverso un modello di sottoscrizione as a service flessibile.”

In questo incremento del modello “as a service” si assiste al ritorno di un modello già noto: quello dell’object storage. Questo approccio alternativo ai classici file system si sta rivelando sempre più utile come forma primaria di storage, anche in virtù della mole sempre crescente di dati che le aziende si trovano a gestire. L’object storage rappresenta una forma di archiviazione dei dati a basso costo che ben si sposa con le architetture cloud, permettendo alle aziende di contenere i costi di gestione dei propri dati mantenendo intatte le prestazioni.

Gli SSD al centro dell’evoluzione dei data center per AI e modern analytics

Parlando di performance, la tecnologia flash continua la sua evoluzione e si proietta verso nuovi primati con tecnologie come Storage Class Memory (SCM) e chip quad-level cell (QLC). I secondi sono un’evoluzione delle attuali tecnologie e stanno abbassando ulteriormente i costi delle memorie flash, rendendo possibile una maggiore diffusione degli SSD nei data center con tutti i vantaggi del caso dettati da migliori prestazioni in lettura e scrittura, nonché da minore spazio occupato e da minore consumo energetico. La SCM è invece una nuova classe di memoria che si pone a metà tra flash e RAM in fatto di latenza, e questo consente di abbassarla sensibilmente e garantire dunque prestazioni estremamente elevate alle applicazioni sensibili alla latenza. Sebbene questa tecnologia rappresenti un netto balzo in avanti, rimane ancora un prodotto di nicchia per via dei costi particolarmente elevati.

Queste evoluzioni portano, assieme alla disponibilità di una maggiore potenza di calcolo, le aziende a poter condurre analisi più velocemente e su una quantità di dati maggiore rispetto al passato. Si parla di modern analytics, ovvero della possibilità di analizzare i dati in tempo reale sfruttando al meglio le risorse hardware attualmente disponibili. La presenza di fonti di dati in misura sempre crescente, in particolare per via della diffusione dell’Internet degli oggetti (o Internet of Things), dà alle aziende un grande potere che può però essere sfruttato solo se i dati provenienti dagli oggetti connessi possono essere analizzati per trarne valore.

I container, e in particolare di Kubernetes, stanno coinvolgendo sempre più ambiti uscendo da quelli dove la tecnologia è nata per arrivare verso applicazioni di larga diffusione. In questa situazione le aziende avranno necessità di avere a disposizione storage che possa supportare questa evoluzione.

L’intelligenza artificiale assumerà un ruolo sempre più attivo e prenderà decisioni attivamente, stando alle previsioni di Pure Storage. Nelle parole di Bonfanti, “l’AI verrà applicata per trovare in maniera efficiente le aree in cui il modello predittivo risulta carente, potenziando i dati nello spazio funzionale che ne ha bisogno. Per le applicazioni AI il rilevamento delle anomalie e l’analisi automatica delle cause primarie sono fondamentali per rendere il processo scalabile e applicabile a contesti differenti.”

Il sito ufficiale di Pure Storage è raggiungibile a questo indirizzo.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 21 Gennaio 2020 — 15:50
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