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Loihi, il chip Intel che mima il cervello, finisce su una chiavetta USB


Prosegue il lavoro a tappe di Intel su Loihi, un chip neuromorfico che mima il funzionamento del cervello umano per aumentare l’efficienza nei compiti di intelligenza artificiale che coinvolgono il riconoscimento di modelli.

Dopo aver aperto lo sviluppo alla comunità scientifica e fissato obiettivi ambiziosi, l’azienda statunitense ha annunciato Kapoho Bay, nome in codice dietro cui si nasconde una piattaforma di ricerca neuromorfica Loihi nelle dimensioni di una chiavetta USB.

Kapoho Bay sarà messa a disposizione della Intel Neuromorphic Research Community (INRC), che comprende atenei, enti governativi e gruppi di ricerca, insieme al software development kit Nx SDK e a un servizio cloud neuromorfico che consentirà di accedere da remoto all’hardware Loihi e all’SDK per sviluppare algoritmi, software e applicazioni.

La chiavetta Kapoho Bay servirà in particolare ai membri INRC che faranno ricerca nel mondo della robotica e che di conseguenza necessitano di un accesso diretto all’hardware. Dopo aver tenuto nel mese di ottobre un incontro a Reykjavik, in Islanda, con oltre 60 ricercatori, Intel ritiene sia giunto il momento di fare un nuovo passo avanti.

“Il numero di partecipanti a INRC è previsto in costante crescita e, man mano che gli algoritmi di base e i componenti dell’SDK matureranno, prevediamo una crescente attenzione al progetto verso applicazioni nel mondo reale, portando così alla commercializzazione della tecnologia neuromorfica”.

“Anche se ci sono molti problemi irrisolti da affrontare a tutti i livelli nella ricerca sul calcolo neuromorfico, riteniamo che lo stato dell’hardware neuromorfico sia attualmente superiore a quello del software. Siamo certi che questa rete di membri farà progredire rapidamente lo stato degli algoritmi di apprendimento neuromorfico, dimostrando il valore di questa tecnologia emergente in una vasta gamma di applicazioni”, ha affermato Mike Davies, direttore del Neuromorphic Computing Lab di Intel.

Al momento Intel ha selezionato 50 progetti ideati dai membri dell’INRC. Tredici università riceveranno fondi per perseguire i piani di ricerca. Tra i nomi coinvolti troviamo: University of Bern; University of California, Berkeley; University of California, San Diego; Cornell University; University of Göttingen; TU Graz; Harvard University; TU Munich; Radboud University; University of Tennessee; Villanova University.

I progetti dovranno essere sviluppati entro periodi specifici, in una serie di quattro ondate, la prima delle quali è iniziata nel terzo trimestre di quest’anno.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 7 dicembre 2018 — 9:34
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