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Lucca Comics & Games 2019: Luca Frigerio racconta Noise Press (e non solo!)


Quando si va al Lucca Comics & Games, per quanto oramai si vada intenzionati a seguire più eventi possibile, si sente il bisogno, ad un certo punto, di tornare in quegli stand che ti fanno dimenticare di essere lì in veste professionale, ma ti lasciano riassaporare il gusto di essere un appassionato circondato da altri appassionati. Ti ritrovi a cercare quelle postazioni dove facce amiche ti aspettano per fare due chiacchiere, per condividere e confrontarsi su quello che è stato l’anno appena finito del fumettomondo e speculare cosa ci riservino i mesi futuri.

Una delle mie tappe fisse è lo stand Noise Press, casa editrice relativamente giovane che da due anni ha anche simbolicamente raggiunto un traguardo importante come la presenza all’interno del padiglione Napoleone, dove può star al fianco di realtà con maggior anzianità, a cui può solo invidiare proprio questo dettaglio anagrafico. Soprattutto, è l’occasione per fare due chiacchiere con un personaggio particolare come Luca Frigerio, uno che a vederlo da lontano sembra un individuo granitico e spigoloso, ma che dopo il tempo di un caffè ti sembra di conoscere da una vita, tra battute e valutazioni serie (o quasi).

Luca Frigerio ci parla di Noise Press, tra battute e valutazioni sul fumetto contemporaneo

E non potrebbe esser diversamente, dato che grazie alla sua grinta Luca Frigerio ha cresciuto questa casa editrice, scegliendo oculatamente i suoi collaboratori e i progetti da seguire, decretandone una crescita invidiabile.

Quando incontriamo Luca Frigerio, sta guardando il portfolio di un giovane disegnatore. Aspettiamo in silenzio, dopo un rapido cenno di saluto, e osserviamo mentre indica punti forti delle proposte, evidenzia gli aspetti da migliorare del tratto. Critiche costruttive, spiegate e ragionate, e incoraggiamento. E da un consiglio che non mi sarei mai aspettato

“Ma perché hai messo l’ultimo lavoro, uno dei migliori in fondo? Quando mostri i tuoi lavori, parti sempre dall’ultima cosa fatta, mostra cosa sai fare ora, attira così la curiosità. Poi, in un secondo momento, spiega come sei cresciuto, fai vedere quanto hai lavorato”

A Lucca Comics & Games 2019, Luca Frigerio rappresenta Noise Press, ma il suo primo pensiero è raccontare un progetto, nato dalla passione pura per il mondo delle nuvole parlanti, di cui è particolarmente fiero. Mentre ci mostra il primo numero di Old Dirty Dogs, non riesce a nascondere la soddisfazione nello spiegarci la storia di questa nuova avventura:

“Old Dirty Dogs è il risultato della follia di cinque autori che dato che non erano già abbastanza pieni di lavoro hanno avuto la fantastica idea di tirare in ballo altri sedici artisti e dire ‘E se facessimo un omaggio alla Image dei primi anni ’90?’. Risultato? Sette storie di 6 pagine l’una, con la partecipazione di nomi importanti del fumetto americano, come sceneggiatori del calibro di Brian Hawkins e Ramell Hill, o disegnatori che lavorano con Bonelli, con l’America. La copertina è Leonardo Colapietro, che lavora per Valiant. Abbiamo Alessio Landi, Alessio Moroni, Massimo Rosi, ma soprattutto una grafica spettacolare. A curarla è stata Alessandra Delfino, la grafica di Noise Press, che ha studiato le copertine e le grafiche del periodo d’oro di Image per elaborare una visione che fosse il più possibile vicina a quella della casa editrice.”

Dalla copertina al contenuto, tutto in Old Dirty Dogs ha il sapore retrò del fumetto indipendente e sperimentale anni ’90. Il tutto, realizzato non solo da un punto di vista puramente stilistico, ma anche spinto da un affetto autentico per chi quel periodo lo ha vissuto da lettore

“E’ assolutamente un atto d’amore, anche perché è stato fatto tutto tra aprile e settembre! Tanto che avevamo da fare? Niente no? In realtà è stato un lavoro bello intenso. Conta che l’idea di farne uno all’anno, vivendo il tutto come un lavoro tra amici. E siamo rimasti sorpresi di vedere come, nel primo giorno di Lucca, abbiamo già ripagato il progetto, abbiamo avuto un ottimo riscontro.”

old dirty dogs

Una costante delle costanti di lavori di Noise Press è la presenza della mano di Alessandra Delfino alla grafica. La sua bravura è stata importante anche nel realizzare il progetto grafico di Old Dirty Dogs, in cui l’immaginario delle pubblicazioni Image si rispecchia in modo evidente, senza scivolare nella sterile imitazione. Una riconferma della bravura di Alessandra, che aveva già fatto un ottimo lavoro nel ricreare le atmosfere delle grafiche Nintendo per la copertina di un’altra divertente serie Noise Press, Kabuki Fight

“Beh, se ti è piaciuta la grafica del primo Kabuki Fight, sappi che per il secondo capitolo la grafica sarà interamente ispirata al NeoGeo. È tutto pronto, ma abbiamo avuto qualche problema per la lavorazione per qualche problema sui colori, ma è confermato. E stavolta andiamo in Messico! E comunque è innegabile che Alessandra sia una delle migliori grafiche attualmente in attività. Riesce a curare ogni aspetto, ed è importante perché il lavoro del grafico è fondamentale, la gente deve esser attirata e niente funziona meglio come catturarne lo sguardo. Da sceneggiatore, di posso dire che la storia arriva in seconda battuta. Oggi c’è talmente tanta offerta, che se non ti attrae la copertina, non sfogli nemmeno l’albo, tiri dritto e cerchi altrove.”

Noise Press si è contraddistinta, sin dalla sua nascita, per il voler offrire un fumetto diverso, andando a presentare ai propri lettori quanta più varietà possibile. Un’intenzione che ha spinto Luca Frigerio a cimentarsi anche nella realizzazione di una serie a fumetti ispirata al difficile universo steampunk, The Steams

“The Steams è un progetto di Noise Press di cui sono particolarmente fiero. Per dire, in questo numero abbiamo in squadra anche Roberta Ingranata, che lavora su Dottor Who e Witchblade, e Alessandro Miracolo. È un bel balzo in avanti per la trama delle serie, compare finalmente uno dei personaggi chiave, il Kublai Kahn. La copertina di questo numero è di Martina Fai. Abbiamo avuto artisti di spicco come Qualano e Talami alle copertine. Cerchiamo sempre di dare un tocco diverso ma sempre in linea con l’atmosfera”

the steams 1

Pur essendo un’ambientazione affascinante, lo steampunk non facile da gestire. L’immaginario generale è che basta mettere qualche ingranaggio e un po’ di tecnologia da Prima Rivoluzione Industriale e hai fatto un fumetto steampunk. Anche l’offerta in tal senso, nel fumetto italiano, è piuttosto risicata, tanto che oltre al prodotto di Noise Prese sono emersi solo altri tre interessanti fumetti del genere: la miniserie bonelliana Greystorm, la serie Blackbox di HyppoStyle e un altro titolo bonelliano, il romanzo a fumetti I Pionieri dell’ignoto

“Conta chi I pionieri dell’ignoto lo avevo comprato, ma non lo ho ancora letto per evitare di farmi influenzare. Per noi The Steams è una grande soddisfazione. Ci ha consentito di realizzare lo spin-off in tre numeri di The Steams Chronicles, altro progetto riuscito e che ha avuto un buon ritorno. Però ora vogliamo portare il nostro The Steams verso altre mete. Chronicles era nato per invitare autori di altre case editrici e farli cimentare con il nostro mondo, adesso abbiamo in mente un’altra follia che dovrebbe uscire per Lucca 2020, su cui abbiamo messo all’opera gente veramente in gamba. Ma non chiedere perché tanto non ti dico nulla, scaramanticamente!”

A sentire Luca Frigerio, sembra che lo steampunk non sia facile da gestire. Si possono raccontare più progetti fallimentari legati a questa ambientazione, anche in altri media, che non grandi successi. Allora, verrebbe da dire, bisogna esser abbastanza folli per creare un fumetto steampunk!

“Secondo me non è che non sia facile fare steampunk, la verità è che non è facile fare un buon fumetto steampunk. Lo steampunk è difficile da realizzare, non devi solo avere costumi dove le gonne hanno gli ingranaggi, devi ricordare che nel mondo reale una donna vestita così crolla in avanti al primo passo. Non deve inventare eccessivo, lo steampunk è un mezzo raccontare il mondo di oggi. Se ci pensi, noi stiamo raccontando un mondo che si sta avviando ad una guerra, dove le persone non si parlano. Noi poi abbiamo personalizzato lo steampunk, ad esempio, aggiungendo la presenza della magia, anche se di base rimanete un primo ‘900 con elementi di distopia, tecnica in particolare, e sociale. Ad esempio, abbiamo introdotto Kublai Khan e l’Impero Mongolo. Noi raccontiamo il reale, l’attuale. Facci caso. Tu considera che ho avuto recensioni negative su The Steams perché la protagonista è una giovane vedova, che beve ed ha probabilmente una vita promiscua. Ora va bene tutto, ma ancora siamo all’idea che la donna sia sempre la donzella in pericolo e non possa essere la protagonista forte?”

the steams 2

Ma Noise Press, come dicevamo, cerca di allargare il più possibile la propria offerta. Dopo sperimentazioni interessanti come A Sort of Fairy Tale, si è deciso di dare vita ad altri fumetti caratterizzati da stili inusuali e narrazioni moderne, sperimentali. Come Mambo Magica Voodoo Child. Che già dal nome, si presenta bene.

“L’idea era di scegliere un titolo che fosse facile da ricordare, vuoi non scegliere una cosina come Mambo Magica Voodoo Child? E pensa che io lo sbaglio sempre. Aneddoto divertente, ma che ti fa capire quando creda in questo fumetto: gli autori una sera mi hanno mandato il proposal, io ho risposto mandandogli il contratto. È un fumetto scritto molto bene, Vignola è incredibile. Una storia di ragazzi, con il protagonista afflitto da un tumore al cervello, ambientato a Bologna, ma con una narrazione che non vuole dare un’idea stereotipata dei ragazzi.

mambo magika voodoo child

I dialoghi in particolari sono autentici. Bignola ha preso i suoi personaggi in uno dei momenti più delicati, il periodo scolastico. E quindi ha cercato di unire questo elemento autentico alla sua passione per il genere Maiokko, quel settore manga che noi occidentali identifichiamo con le ‘maghette’. Il tutto in un mix in cui entra anche il voodoo. Una bella sfida anche per Peteliko, che cura disegni e colori, e credo abbia fatto davvero un ottimo lavoro!”

Altra bella scommessa è stata Uomo in Camica. Luca Frigerio ce ne parla mentre lo sfogliamo, ed è difficile rimanere seri mentre si vedono certe tavole caratterizzate da un’ironia feroce e dissacrante, esaltata da una narrazione visiva in perfetta sintonia

“Uomo in camicia è il primo volume di una nuova collana di Noise Press. Nel corso degli anni abbiamo ricevuto parecchie proposte che non erano in linea con l’anima action di Noise Press, eppure erano meritevoli. Ora che dopo cinque anni ci siamo assestati ed abbiamo una certa solidità, e quindi possiamo seguire anche delle collane più varie. E quindi possiamo lanciarci in una sperimentazione più divertente, che mescolano diverse suggestioni, come saranno alcuni progetti che arriveranno prossimamente.”

uomo in camicia copertina

Noise Press, sei anni di vita e mille progetti in cantiere

Parlando con Luca Frigerio è ovvio che il percorso di Noise Press sia ancora alle sue prime battute. Ci sono nuove idee, la ricerca di uno stimolo continuo. Ma non va dimenticato che Noise Press è comunque giovanissima, da un punto di vista editoriale.

“Sono sei anni che siamo in attività, ed ora abbiamo una trentina di pubblicazioni ed un parco autori di circa 90 persone. Fatica? Diciamo qualche gastrite in più del previsto, ma la cosa bella è quando senti gli autori che ti dicono che hanno mandato il loro portfolio a grandi nomi, eppure vogliono continuare a lavorare con te, perché vedono la passione e credono nelle tue idee. Per farti capire, abbiamo autori che vengono appositamente dalla Calabria per passare un giorno con noi allo stand. Ecco, questi attestati di stima e affetto son impagabili. Non puoi ovviamente avere un rapporto così idilliaco con tutti! Però è comunque una buona sensazione. Senza contare quei lettori che passano dallo stand, e acquistano i nostri prodotti sulla fiducia, sapendo come lavoriamo e cosa proponiamo qualitativamente. Si crea un rapporto con i lettori”

Noise Press, forse proprio grazie alla sua giovinezza, ha ancora la possibilità di osare, lanciarsi in avventure editoriali che verrebbero invece troppo analizzate e, forse, demonizzate da case editrice più blasonate, più legate ad una tradizione

“E’ vero. Pensa la casualità, noi siamo nati lo stesso anno di Tatai e Bugs Comics, e facciamo tutti cose diverse come stile e concetti narrativi. Noi abbiamo la possibilità di osare e sperimentare, cosa che non possono fare le grandi case editrici, che devono tenere conto del pubblico fidelizzato, spesso spaventato dal rischio di vedere qualcosa di nuovo. Io ad esempio sono rimasto basito quando lessi le critiche feroci alle copertine di Cavenago per Dylan Dog. Che per carità, va bene avere delle opinioni, ma andare a lamentarsi di Cavenago mi pare follia! È il cambiamento che spaventa il lettore tradizionale, ma per fortuna sto vedendo come ci siano sempre più ragazzi giovani che si avvicinano al fumetto. Senza nulla togliere ad un nome storico del fumetto, oggi c’era un sacco di gente a sentire parlare Claremont, ma si parlava di un modo di fare fumetto di decenni fa. C’è stata di mezzo l’esplosione dei manga, è cambiata la percezione del medium, sono subentrati nuovi stimoli per i lettori, come l’intrattenimento streaming. È cambiato anche la fruizione del fumetto, sono cambiati i numeri. Manca anche una formazione dei lettori, se penso che c’è gente che parlando di Mercurio Loi, una delle proposte più interessanti degli ultimi anni, ha criticato Bilotta accusandolo di essersi montato la testa e aver dimenticato che il fumetto deve esser popolare. MA CHE VUOL DIRE??”

Se siete incuriositi dalle proposte di Noise Press, il consiglio è di iniziare la lettura di The Steams!



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 20 Novembre 2019 — 16:13
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