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Mages of Mystralia Recensione, la magia indie prova a incantare Switch


Un gioco di ruolo indie che cerca di somigliare a Zelda avrà bisogno di una buona dose di magia per conquistare i giocatori su Nintendo Switch.

Le produzioni indie hanno trovato terreno fertile nella console ibrida di Nintendo, e un titolo che miscela sapientemente i generi action-plaform e gioco di ruolo non può che catturare l’attenzione di tutti gli appassionati. Mages of Mystralia è uno di quei titoli sbucati fuori dal nulla, quasi per magia – se ci passate il gioco di parole – grazie a una campagna crowfunding nata su Kickstarter, con un forte potenziale dettato da uno stile fiabesco ed essenziale. In questa versione per Nintendo Switch abbiamo provato il suo incantesimo più riuscito.

C’era una volta, in un luogo incantato…

Nella terra di Mystralia governata da una stirpe di maghi, ogni dieci anni viene alla luce un bambino dotato del “dono” della magia. Fino a quando il potente stregone Aetius, si lascia dominare dalla sua magia, che lo porta a seminare morte e distruzione. Ateius venne sconfitto dagli umani, ma la magia e tutti i maghi vennero cacciati dalla valle verde di Mystralia, confinandoli in un luogo segreto e invisibile: il “Nido”.

La nostra fiaba continua con la sua protagonista Ziya, una ragazza con il “dono”, quello di essere destinata alle arti magiche. Scoprendo le sue doti da maga, sfortuna vuole che Ziya sia un po’ maldestra, al punto da incendiare la sua casa e far scoprire a tutto il villaggio di Sempregrigio la sua vocazione. Il risultato? Esilio e senza casa, che la costringono a vagare fino a trovare il Nido.

L’incipit narrativo non brilla affatto per originalità pur essendo scritto da Ed Greenwood, scrittore celebre nei giochi di ruolo per aver creato Forgotten Realms. Ma giocando con Mages of Mystralia ci siamo accorti che il titolo sviluppato dai canadesi di Borealys ha tanto altro da raccontare. Come detto sin dall’inizio, Mystralia risulta fiabesca e al tempo stesso essenziale nella sua rappresentazione fatta di animazioni semplici costruite in cell shading, eppure così ricche di fascino e di dettagli raccontati dalle rocche, dagli abitanti di Sempregrigio e da tanti altri particolari resi noti dai balloon che contengono i dialoghi dei personaggi in lingua italiana. Come se stessimo leggendo l’ultimo ritrovato in fatto di fumetti fantasy in chiave leggera che è attualmente tanto in voga.

La magia è un gioco semplice

Mages of Mystralia è un titolo abbastanza lineare, nemici semplici da abbattere e boss che richiedono quel pizzico di ingegno. Tutto qui? Sì, perché bastano pochi tocchi, un po’ di crafting e il gioco… pardon, la magia è fatta. Infatti, per padroneggiare le arti magiche di Ziya, oltre agli insegnamenti ricevuti nel Nido e al grimorio che troveremo all’inizio del gioco, bastano quattro incantesimi di base da accrescere nel corso dell’avventura. Immedi è un attacco fisico corpo a corpo con la stessa bacchetta; Actus permette di lanciare delle sfere infuocate; Creo lascia apparire nuovi elementi e permette di scoprire nuove strade; e infine Ego è il nostro scudo magico difensivo. Ad ogni utilizzo una barra della magia si esaurisce per poi ricaricarsi abbastanza celermente… nulla che impenni più di tanto il livello di sfida.

Nonostante l’evoluzione continua che segue le quattro magie, il sistema di gioco appare sin da subito ripetitivo e poco vario, rischiando di annoiare prematuramente. La sua natura essenziale potrebbe piacere ai giovanissimi, ma non ai più esperti del genere.

Il comparto tecnico nella sua semplicità ci ha conquistato, con una Ziya ben caratterizzata come i boss che abbiamo affrontato tutti con quello stile fumettoso che sembra essere uno dei maggiori pregi di questa piccola produzione. Sulla piattaforma Nintendo il titolo è più che godibile in TV e altrettanto in modalità portatile, che ci ha accompagnato per una durata complessiva di circa 7 ore di gioco. Altra nota di pregio riguarda le dolci melodie che accompagnano tutto il gioco, composte da Shota Nakama, noto per le musiche di Kingdom Hearts e Final Fantasy XV e fondatore della Video Game Orchestra, ed è proprio l’orchestra la protagonista della colonna sonora di Mystralia con fiati, archi e un pianoforte onnipresente e connubio perfetto con l’atmosfera dell’avventura narrata. La musica di Nakama è la vera magia di Mystralia che incanta con i suoi motivi, ma delude le aspettative di un titolo che poteva offrire maggiore profondità in termini di narrazione e gameplay.

 

 



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 20 Febbraio 2019 — 10:10
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