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Marketing per fotografi: 4 domande per rendere la tua strategia più efficace, subito


Non proprio, specie quando il mondo si trasforma bruscamente e le nostre abitudini vengono limitate da nuove regole, i nostri punti di riferimento cambiano.

C’è grande confusione sotto il cielo

È proprio quello che sta succedendo adesso: c’è molto disorientamento e fare previsioni è difficile, quindi anche porsi degli obiettivi non è scontato. Persino settori che sembravano potere contare su una certa continuità (per esempio il turismo o la moda) hanno accusato un durissimo colpo. Di conseguenza, anche i fotografi che lavoravano per quei settori (e, naturalmente, per altri) hanno subito una diminuzione del lavoro se non un blocco totale.

Le emergenze, si sa, spesso aguzzano l’ingegno e fanno attingere a risorse che non si sospettava di avere. Oltre al panico, in questi mesi si è sviluppata anche una certa creatività. Molti fotografi hanno cercato altre nicchie di potenziali clienti, si sono documentati sulle nuove (potenziali? temporanee?) esigenze del mercato, hanno studiato e si sono aggiornati per potere offrire dei servizi più avanzati e per imparare a proporsi meglio.

Che l’approccio sia più tecnico o più creativo, la parola d’ordine è: rinnovamento. Non sappiamo come si svilupperanno le cose, ma sappiamo che non sono e non saranno più come erano pochi mesi fa. Dunque un cambiamento ci vuole. Molti fotografi si stanno proponendo non solo come fotografi, ma aggiungono delle specializzazioni complementari per offrire competenze più competitive. Per esempio la capacità di realizzare video in Hyperlapse o utilizzare i droni.

Ora più che mai dobbiamo essere veloci a capire in che direzione virare e… capacitarci che non saranno sempre dei successi.

L’elemento mancante

Riflettendo su questi aspetti e pensando alla mia identità professionale, mi sono reso conto che c’è un elemento molto importante che raramente viene preso in considerazione. Le tre definizioni che ho elencato all’inizio di questo articolo forse da sole non bastano.

Sembra un dettaglio, ma prendere atto di quell’elemento in più mi è stato veramente utile. Ora vorrei sfidarti a fare lo stesso.

Ti avviso: sembra molto semplice, ma scoprirai che potrebbe non esserlo affatto! A partire dalla prima domanda.

Che cosa fai?

Ho risposto con la definizione che sono abituato a darmi: fotografo ritrattista. E tu? Prova a definire il tuo lavoro (alla fine di questo articolo potresti avere cambiato idea!)

Ora entriamo nei dettagli.

Per chi fotografi?

Si potrebbe fare un elenco di clienti, ma noi non fotografiamo necessariamente solo per i clienti. Potremmo aggiungere amici e parenti, il pubblico in generale, forse persino noi stessi… sappiamo davvero per chi fotografiamo? Prendi tutto il tempo necessario per rispondere (io ho dovuto riflettere un po’…).

A questo punto, sapendo per chi fotografiamo, poniamoci la prossima domanda.

Che problema possiamo risolvere per loro?

Di cosa hanno bisogno? Cosa abbiamo di utile o piacevole da offrire?

Se sappiamo rispondere senza esitazione, abbiamo le idee molto chiare. In caso contrario: questa è una grande opportunità per chiarirci le idee!

È il momento dell’ultima domanda.

Cosa succede dopo che abbiamo fotografato per loro?

Che cambiamenti si verificano? Come si sentono?

Questa mi sembra la parte più interessante. Che si tratti di foto pubblicate, una mostra, un libro o una conferenza… spesso mi sento dire che il mio lavoro ispira. Forse perché ho fatto conoscere la storia di qualcuno che potrebbe venire voglia di imitare o di sostenere, oppure perché ho evidenziato qualche cosa che non era così evidente, ma di sicuro interessante…

Per me si tratta di una grande soddisfazione e alla domanda perché fotografi? potrei rispondere per ispirare. Aggiungerei anche altro, ma non voglio dilungarmi sulle mie motivazioni e voglio stimolare te a porti le stesse domande. Quali sono le tue risposte?

Qualsiasi sia l’impatto piacevole o utile che ti immagini possa avere la tua fotografia, prova a considerarlo come una priorità, come la tua motivazione e l’obiettivo che vuoi raggiungere.

Anzi, forse la prossima volta che qualcuno ti chiederà che cosa fai?, invece di rispondere – per esempio – fotografo i bambini della scuola materna, potresti rispondere creo dei bei ricordi ai bambini. Oppure, invece di reportage, potresti dire faccio conoscere al pubblico delle storie che è importante conoscere. Cosa ne dici? Si tratta di spostare leggermente l’attenzione sulle conseguenze dei nostri scatti, su cosa vogliamo che provochino.

Qualsiasi fotografo, in fondo, potrebbe rispondere che lavora per clienti che spera siano contenti delle sue foto, paghino e tornino. Sarebbe vero, ma si tratterebbe solo di una parte della verità. L’altra parte mi sembra quella che dà più soddisfazione. E che tu sia professionista oppure no, non cambia molto. La tua fotografia ha un impatto. Quale? Ti va bene così o vuoi mettere meglio a fuoco le tue intenzioni e il tuo scopo? Che impatto vuoi che abbiano le tue foto?

Dopo gli obiettivi, il marketing

Queste considerazioni possono essere un grande aiuto per chiarire i propri obiettivi. E per quanto riguarda il marketing?

Vediamo… sceglieresti più volentieri un vinaio che ti vende un buon vino e basta o uno che ti aiuta a scegliere il vino più adatto, vuole che tu abbia una bella esperienza e desidera che i suoi consigli ti siano utili (insomma uno che è interessato alle conseguenze della sua vendita)?

Il vinaio dove vado di solito mi chiede con chi cenerò, quale sarà il menù e i suoi suggerimenti sono sempre azzeccati. Inutile dire che lo raccomando agli amici. Andare da lui è un’esperienza piacevole per le cose che racconta e per le conoscenze che mette a disposizione. Non me lo ha mai detto, ma io immagino che la fiducia di tanti clienti affezionati per lui sia più gratificante dei soli guadagni. Io sono convinto che le persone più felici siano quelle capaci di fare in qualche modo felici gli altri. E lui rientra in questa categoria.

Per tutti i settori si potrebbe dire la stessa cosa: chi non si limita a vendere un prodotto o un servizio, ma si interessa alle conseguenze di ciò che offre, ha più probabilità di appassionarsi al proprio lavoro ed avere soddisfazioni. Quella passione si percepisce ed è uno degli elementi che potrebbero spingere i clienti a scegliere proprio te (oltre che a farti sentire più felice).

Spunti per (ri)partire

Spero che le mie domande ti stimolino a riflettere e ti facciano trovare nuovi entusiasmi. Insomma, spero che… ti ispirino! Se ti hanno messo un po’ in crisi, meglio. Vuol dire che hanno colto nel segno.

Forse non saranno la soluzione di tutti i problemi, ma possono costituire un valido aiuto per focalizzarti meglio e procedere con più sicurezza.

Se tra i tuoi entusiasmi c’è anche quello di partecipare ad un mio workshop, visita il mio sito e chiedi di ricevere gli aggiornamenti. Purtroppo non sono ancora in grado di fornirti date certe, perché aspetto di vedere come si evolverà la situazione dell’emergenza sanitaria.

Nel frattempo, se non hai ancora letto Marketing Per Fotografi e stai cercando una lettura estiva, sulle sue pagine troverai molte ispirazioni. Dalla scheda online del libro puoi scaricare gratuitamente indice e introduzione.

Buona estate!





Fonti da: http://www.apogeonline.com

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Updated: 13 Luglio 2020 — 6:23
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