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Microsoft Game Stack, una nuova piattaforma per semplificare il cloud gaming


Microsoft Game Stack una piattaforma che eroga servizi per sviluppatori di videogiochi basata sulla piattaforma Cloud Microsoft Azure, che offre la potenza di calcolo e lo spazio di archiviazione essenziali per il futuro del gaming, oltre a servizi basati sullIntelligenza Artificiale e sul Machine Learning. L’obiettivo di venire in soccorso degli sviluppatori, e di facilitare laccesso agli strumenti di sviluppo.


Game Stack integra PlayFab, un servizio completamente back-end per la creazione e la gestione di titoli basati sul Cloud, che entra cos nella famiglia Azure, beneficiando dellaffidabilit, della scalabilit e della sicurezza della piattaforma.


PlayFab stato creato da James Gwertzman con l’obiettivo di sgravare gli sviluppatori del lavoro di gestione dei servizi cloud, in modo che possano concentrarsi sui giochi veri e propri. Nel 2008 Microsoft ha acquisito PlayFab e lo ha integrato all’interno della famiglia di servizi che fa capo ad Azure, rinominandolo in Game Stack. Ora Gwertzman direttore generale di Microsoft Game Stack, e continua nel suo lavoro di semplificazione dei servizi di cloud gaming per gli sviluppatori.


Microsoft Game Stack


Gwertzman ha una visione molto ampia su come migliaia di giochi vengono sviluppati ed eseguiti in modo efficiente su una variet di piattaforme e ha condiviso alcune di queste conoscenze in una recente intervista a GamesBeat realizzata durante una cena stampa a San Francisco. Si parlato del nuovo concetto di “games as a service”, del nuovo ruolo degli sviluppatori di giochi e di come verranno sviluppati i videogiochi del futuro.


Gwertzman ha lavorato in Cina per PopCap (Plants vs. Zombies) e si occupato di titoli free-to-play. Con l’acquisizione di PopCap da parte di Electronic Arts, ha poi lavorato per il colosso della produzione di videogiochi. Ha quindi deciso di fondare PlayFab per intercettare la transizione verso i “games as a service”. “Tutti i miei colleghi che stavano realizzando “games as a service” avevano questo bisogno di infrastrutture server back-end. E quindi ho visto un’opportunit. Quando ero ancora in EA, stavano sviluppando nuove soluzioni da zero e spesso non tutto andava per il meglio. Ho dunque visto l’opportunit di costruire una piattaforma per i live games, che diventata Playfab”.


“Azure ha una tradizione di 30 o 40 anni nell’ecosistema di creazione di giochi e avevamo quindi una grossa opportunit per ricoprire un ruolo pi importante nella fornitura di servizi cloud per gli sviluppatori di giochi” continua Gwertzman. “Dopo due anni, sto iniziando a vedere pi opportunit per integrare i nostri servizi all’interno di Azure. Ovvero, andare al di l dell’hosting dei server di gioco multiplayer, ma fare analisi ed eseguire servizi come Github”.


Tra meno di un anno Xbox Series X diventer realt, e Microsoft si concentrer su quel progetto per quanto riguarda le sue ambizioni gaming. Deve recuperare molto rispetto al rivale Sony PlayStation e, probabilmente, non avr altre chance dopo questa. xCloud una parte cruciale del progetto, ovvero la possibilit di giocare via cloud sfruttando le risorse di elaborazione supplementari che mette a disposizione.


“Il modo di sviluppare i giochi cambiato” dice il fondatore di PlayFab. “Fortnite ha modellato il mondo dei videogiochi non solo dal punto di vista del servizio, ma anche come community. Il gaming una piattaforma e il tipo di cose che si fanno nei giochi cambiato. Non si tratta pi solo di giocare, ma di fare altre cose, streaming, competizione e acquistare oggetti virtuali. Anche la natura del gameplay cambiata”.


Negli ultimi anni diventato sempre pi popolare il termine “discoverability”, ovvero la capacit del gioco di essere notato. Il paradigma non pi lo stesso di 5 anni fa, il numero di giochi aumentato a dismisura e conquistarsi le posizioni sugli store online una vera e propria sfida.


“Sappiamo che nel mondo ci sono 2,8 miliardi di giocatori e il nostro obiettivo, come Microsoft, raggiungerli tutti. Sappiamo che non potremo mai raggiungerne pi di 100 milioni vendendo Xbox. L’unico modo per raggiungere i restanti 2,7 miliardi usare altri sistemi, come xCloud o PlayFab. Ovvero, non li raggiungiamo direttamente, ma forniamo strumenti e tecnologie che possano consentire a terze parti di raggiungerli”.


“Realizzare un “games as a service” non solo una questione di cambiamento della tecnologia. un cambiamento nel processo di produzione e un cambiamento nella mentalit dello studio. Quest’ultima cosa la pi difficile. Per uno studio che opera da molto tempo possono volerci cinque o sei anni per cambiare la mentalit di sviluppo. Una volta, se avevi una grande idea con molta probabilit avresti attirato i giocatori. Oggi, non basta. Si va dal game designer come regista al game designer come impresario di un locale notturno. Ora il gioco un’opportunit per i giocatori di incontrarsi e avere interazioni significative. Diventando questo l’obiettivo, e non pi raccontare una storia o condividere una visione, devi completamente cambiare il tuo approccio allo sviluppo”.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 5 Febbraio 2020 — 17:40
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