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NASA ASTHROS: studiare lo Spazio con enormi palloni aerostatici


Mancano ormai pochi giorni al lancio di NASA Perseverance verso Marte e al ritorno sulla Terra dei due astronauti a bordo di SpaceX Crew Dragon. Ma l’agenzia spaziale statunitense guarda anche al futuro della ricerca e lo fa con progetti come NASA ASTHROS.

NASA palloni aerostatici

NASA ASTHROS: un nuovo modo di capire il Cosmo

Non più osservatori sulla terra ferma e neanche missioni complesse come quella del JWST, ma piuttosto una via di mezzo! NASA ASTHROS punterà infatti su enormi palloni, grandi come uno stadio di football (sono statunitensi, del resto). Il nome deriva dal non troppo corto Astrophysics Stratospheric Telescope for High Spectral Resolution Observations at Submillimeter-longel lengths.

Questo permetterà di elevarsi fino agli strati alti dell’atmosfera (stratosfera in particolare) che blocca alcune lunghezze d’onda che quindi non sono osservabili direttamente da terra e per le quali servirebbero complessi e costosi telescopi spaziali. Un modo per conciliare ricerca scientifica e contenimento dei costi.

Il telescopio che sarà essere collegato al pallone aerostatico avrà dimensioni di 2,5 metri e la prima missione potrebbe prendere il via alla fine del 2023 con un lancio dall’Antartide. La missione avrà invece una durata prevista di circa tre settimane.


Le missioni si concentreranno sulle emissioni far-infrared ossia infrarosso lontano (quella parte dello spettro elettromagnetico che è vicina alle microonde, abbreviato in FIR). A un’altitudine di 40 chilometri sarà quindi possibile superare “il filtro” degli strati bassi dell’atmosfera senza però essere ancora nello Spazio.

Il team di ricerca ha completato le fasi di ingegnerizzazione della parte dedicata al telescopio, ai sensori e ai sistemi di supporto. Dal prossimo mese invece si passerà ai test veri e propri sui sottosistemi per verificarne la funzionalità.

Gli obiettivi della missione NASA ASTHROS

Perché studiare i FIR? La NASA ha già pensato ad alcuni obiettivi per la sua missione. In particolare ci si focalizzerà su due zone della Via Lattea che hanno un elevato tasso di formazione stellare. Si studieranno poi due tipologie particolari di ioni d’azoto che derivano da fenomeni come le supernovae oppure stelle particolarmente massive.

Il tutto potrà aiutare ad approfondire la conoscenza e mappare le zone dove il feedback stellare opera sia per la creazione di nuove stelle ma anche per il processo inverso. Con NASA ASTHROS si potrà così realizzare una mappa tridimensionale dettagliata del movimento dei gas che si trovano all’interno della nostra galassia.

Un altro obiettivo sarà la galassia Messier 83 e anche in quel caso si studiare il feedback stellare. Questo permetterà di avere una maggiore conoscenza delle dinamiche stellari ma anche per un confronto con quanto avviene nella nostra galassia.

Nel mirino del progetto ci sarà poi TW Hydrae, una stella circondata da un disco di polveri e gas che potrebbe portare alla formazione di nuovi pianeti. Grazie a ASTHROS si potrà conoscere la massa totale del disco ma anche la sua distribuzione permettendo di acquisire nuove conoscenze sulle origini di sistemi planetari.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 27 Luglio 2020 — 19:26
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