OnePlus chiude le porte agli sviluppatori: niente più ”custom ROM” sugli smartphone?


Sappiamo bene come OnePlus sin dall’inizio del suo arrivo nel mondo degli smartphone abbia trovato successo non solo per la qualità dei propri device ma anche e soprattutto perché uno dei produttori più amichevole nei confronti degli sviluppatori. L’azienda ha sempre permesso di “smanettare” con il proprio codice sorgente del kernel e consente di sbloccare facilmente il bootloader dei propri dispositivi. Per anni tutto questo ha portato grandi vantaggi e un grande lavoro di sviluppo da parte degli sviluppatori più attivi che hanno creato una comunità come poche altre aziende.

OnePlus ha sempre inviato i nuovi smartphone ad una manciata di sviluppatori per dare il via allo sviluppo di ROM e kernel personalizzati sui nuovi top di gamma più recenti di OnePlus. L’arrivo del nuovo OnePlus 6T di quest’anno però sembra aver cambiato le carte in tavola visto che lo smartphone non è arrivato ai più importanti sviluppatori attuali. Da qui la conferma anche tramite il rappresentante OnePlus responsabile delle relazioni con gli sviluppatori che ha annunciato la chiusura del programma di seeding dei dispositivi.

OnePlus e il modding: cosa cambierà in futuro?

Attraverso il programma di invio del dispositivo, sviluppatori come l’ormai famoso franciscofranco hanno ricevuto diversi dispositivi OnePlus su cui lavorare. Proprio grazie ad essi che è stato possibile sviluppare custom ROM come la LineageOS, CarbonROM, TWRP e altre che ancora oggi sono alla base del modding mondiale. I dispositivi OnePlus sono ancora tra i più popolari per gli appassionati di Android, ma la crescente concorrenza di Xiaomi e il fascino dell’ultimo Google Pixel potrebbero allontanare alcuni sviluppatori dal marchio OnePlus soprattutto ora che tali restrizioni sono state apportate dall’azienda.

La chiusura del programma di seeding dei dispositivi potrebbe causare un duro colpo alla neonata comunità di sviluppatori di OnePlus e la nuova generazione di OnePlus 7 potrebbe risentire proprio della mancanza di sviluppo personalizzato rispetto ai dispositivi OnePlus precedenti. La chiusura del programma potrebbe causare anche l’insorgere di bug e vulnerabilità per quanto riguarda la sicurezza. Ricordiamo come proprio uno sviluppatore su XDA aveva scoperto una vulnerabilità sul bootloader di OnePlus 6 prontamente risolto dopo la sua divulgazione. 

La causa di tutto questo potrebbe essere rimandata al fatto che OnePlus negli anni abbia raggiunto una tale maturità da ritenere inutile mantenere una comunità attiva di modding come l’attuale. La fiducia degli utenti è ormai assodata e l’azienda riesce oggi a conquistare un pubblico ben più ampio dei nerd e degli appassionati di modding. Sarà la giusta strada? Lo vedremo sicuramente con l’uscita del prossimo smartphone dell’azienda.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 29 Novembre 2018 — 18:22
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