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Pandemic: scienziati uniti per salvare il mondo


Pandemic è un gioco da tavolo collaborativo da 2 a 4 giocatori di Matt Leacock, prodotto da Z-Man Games e distribuito in italia da Asmodee. Il gioco è arrivato ormai al suo decennale e si conquista a pieno merito un posto nell’olimpo dei grandi classici del gioco da tavolo del ventunesimo secolo. Con la sua durata indicativa di 45 minuti Pandemic è un gioco perfetto per iniziare una serata in famiglia e continuare con una seconda e terza partita.

In questo articolo vi parleremo della nuova edizione del gioco, Pandemic: Una Nuova Sfida, edita in italiano da Asmodee e particolarmente fortunata per quanto riguarda la cura dei materiali.

Lo sporco lavoro di salvare il mondo…

Ad Atlanta risiede il quartier generale del Center for Disease Control and Prevention o CDC, ovvero l’organo del governo statunitense deputato al controllo delle malattie epidemiche e su larga scala. Atlanta è anche la vostra città di partenza, perché in Pandemic indosserete i panni di operatori del CDC alle prese con una moltitudine di episodi epidemici che, se non duramente contrastati, rischiano di portare il mondo ad una Pandemia globale.

Vi troverete a combattere contro quattro malattie rappresentate da cubetti di altrettanti colori, ognuna tipica di una zona geografica del mondo. Sfiderete la malattia blu in Europa e in Nord America; la malattia gialla in Sud America e Africa meridionale; la malattia rossa nel Sud-Est asiatico e nel continente oceanico; ed infine la malattia nera, tipica dell’asia nord occidentale e dell’Africa mediterranea. Pandemic non nomina mai esplicitamente cosa siano le malattie e questo lascia spazio alla fantasia ai giocatori: nella mia esperienza ogni gruppo di gioco assiduo ha dato i propri nomi a ciascuna malattia, spesso con un taglio abbastanza goliardico e demenziale.

Come forse avete potuto intuire Pandemic è un gioco contemporaneo che si ambienta sempre ai giorni nostri e nel nostro mondo. Il tabellone di gioco non è altro che una carta geografica mondiale sulle quali sono evidenziati le principali città , capitali e non (ad esempio sul tabellone è rappresentata Milano e non Roma come città europea), collegate tra di loro da ideali tratte autostradali e navali. Chi conosce già la geografia saprà sicuramente orientarsi al volo già dalla prima partita, mentre gli altri avranno l’occasione di fare un bel ripasso come effetto secondario della partita: questa è una caratteristica comune con tutti i titoli della collana Pandemic, dei quali ci sarà un accenno più avanti.

…in una lotta all’ultimo cubetto!

 

Nella preparazione della partita, su cui torneremo in dettaglio nel corso dell’articolo, i giocatori saranno chiamati ad eseguire una serie di azioni che andranno a comporre la situazione iniziale su cui dovranno poi intervenire. Dovranno per prima cosa scegliere uno specifico personaggio e pescare alcune carte città dal Mazzo dei Giocatori oltre a sistemare le Carte Epidemia. Dovranno poi estrarre la Contaminazione Iniziale dal mazzo delle contaminazioni, ovvero definire dove e come l’epidemia avrà inizio. A questo punto inizierà il gioco vero e proprio nel quale a turno, partendo dalla Stazione di Ricerca di Atlanta,ogni giocatore inizierà a muoversi utilizzando le quattro azioni a sua disposizione.

Le meccaniche principali del gioco sono essenzialmente tre: muoversi, arginare la malattia, scoprire una cura.

Il movimento “base” è abbastanza banale: potete guidare o navigare ad una città collegata a quella di partenza spendendo una delle vostre azioni del turno. Ma potete anche scegliere di muovervi tramite charter in due modalità: scartando la carta della Città dove siete attualmente per andare in qualsiasi altra città; oppure potete scartare la carta della città della città di destinazione.

Le meccaniche degli spostamenti aerei sviluppano la loro profondità strategica in concomitanza alla procedura di scoprire una cura: per farlo è necessario spendere un’azione mentre ci si trova in una città con una Stazione di Ricerca e scartare cinque carte dello stesso colore della malattia.

Potete già immaginarvi nella situazione tipica dove vi troverete a dover decidere se volare il più vicino alla città che sta per diventare un focolaio ed arginare la malattia, oppure tentare la fortuna e tenere le carte per trovare una cura il più in fretta possibile.

Questo perché per arginare una malattia bisogna trovarsi nella città che si vuole arginare e spendere un’azione per rimuovere un singolo cubetto su quella città.

Se scoprire una cura è ciò che vi serve per vincere (in modo abbastanza letterale: dovete curare tutte e quattro le malattie per uscirne vittoriosi), arginare una malattia è ciò che vi manterrà in vita abbastanza a lungo per farlo.

Durante la fase di contaminazione, che avviene alla fine di ogni turno di un giocatore, o quando qualcuno pesca una Carta Epidemia nuovi cubi malattia vengono aggiunti al tabellone. E’ un momento pericoloso dal momento che se una città supera il terzo cubo malattia esplode invece in un focolaio contaminando le città a cui è collegata. La pericolosità dei focolai è duplice: da un lato, l’ottavo focolaio vi fa perdere la partita; dall’altro, l’esplosione di un focolaio consuma parecchi cubi malattia e l’esaurimento dei cubi di una specifica malattia è un’altra delle condizioni di sconfitta.

Ci sono, infine, altre due meccaniche base che garantiscono l’interazione tra i giocatori. La prima è la costruzione di nuove Stazioni di Ricerca, per la quale serve la carta della città corrispondente: oltre a permettere di curare una malattia, qualsiasi giocatore può usare un’azione per spostarsi da una Stazione all’altra senza scartare carte tramite un volo in navetta. La seconda è l’azione di condividere conoscenze, che permette di passare una carta da un giocatore all’altro a patto che si trovino entrambi nella stessa città della carta.

Queste sono tutte le regole di base vi serviranno per giocare. Nella scatola troverete anche un Regolamento da una decina di pagine scarse con tanto di sezioni di “errori comuni” che fugheranno la quasi totalità dei vostri dubbi: Asmodee mette anche a disposizione sul suo sito una versione digitale del Regolamento che potete visionare se siete curiosi (o se state pensando alla partita dell’altra sera mentre state andando a lavoro e volete controllare un dubbio).

L’eccezione più eclatante la fanno le abilità speciali dei personaggi che giocherete. Ogni personaggio infatti è particolarmente efficace in una azione e vi permette di impostare una strategia di vittoria particolare. Così, ad esempio, il Medico rimuove tutti i cubi malattia da una città quando usa l’azione di arginare malattia, anziché uno solo; la Ricercatrice può scoprire una cura con quattro carte anziché cinque; il Coordinatore può utilizzare le sue azioni per muovere i personaggi degli altri giocatori sul tabellone, e così via.

Pandemic: una guida per evitare la catastrofe

Pandemic è un gioco facile da apprendere, ma difficile da vincere. Il gioco permette una difficoltà variabile, da Facile con quattro Carte Epidemia, a Difficile con sei. Anche il numero dei giocatori è una variabile che aumenta o diminuisce la difficoltà: giocare in due rende infatti più facile coordinarsi e tenere tutto sotto controllo, mentre il gioco a quattro giocatori può mettere alla prova le vostre capacità di gestione e pianificazione.

Pandemic, infatti, non potrebbe essere più lontano da un gioco di fortuna. Il setup iniziale prevede che ogni Carta Epidemia sia inserita e mescolata in un mazzetto separato che poi andrà a costituire il Mazzo Giocatori: questo significa che, sebbene non possiate sapere con esattezza quando pescherete la prossima Epidemia, potete fare delle stime in base alla loro distribuzione. Ad esempio, è molto improbabile che peschiate due Epidemie di fila – e, qualora capitasse, potete confidare sul fatto che avrete della quiete successiva.

Con il tempo, imparare a contare le carte può essere sicuramente utile per pianificare la strategia migliore.

Il controllo delle Carte Epidemia è probabilmente il modo migliore per garantirvi la vittoria: da buoni dipendenti del CDC sapete che l’epidemia arriverà, ed è una questione solo di farsi trovare preparati. Quando pescate una carta epidemia estraete una carta città dal Mazzo Contaminazione e la portate a tre cubetti, poi la mescolate assieme alle Carte Contaminazione già uscite e le rimettete sopra il mazzo. Questo significa che, proprio come una vera situazione epidemica, le Città che rischiano di generare nuovi cubi malattia sono sempre le stesse per quella partita ed il rischio di generare Focolai Epidemici è reale. Quando una città arriva a tre cubi malattia cominciate a tenerla d’occhio: l’unico modo per dormire sonni tranquilli è rimuovere uno o più cubetti prima della prossima Epidemia, quando la Città verrà rimescolata nel mazzo contaminazione e sarete nuovamente a rischio.

Un’altro importante aspetto strategico del gioco è il posizionamento delle Stazioni di Ricerca, soprattutto se giocate con l’Esperto di Costruzioni che le può posizionare sul tabellone con più facilità. Non esitate a posizionarle a portata di un’area particolarmente calda per avere veloce accesso alle situazioni più critiche.

In ultima analisi, Pandemic è un gioco di risorse limitate: in un turno di quattro azioni spesso potrete fare appena quello che basta per evitare che la situazioni peggiori oltre il gestibile con la prossima contaminazione. Se siete curiosi degli aspetti più strategici del gioco vi consiglio questa Guida che mi ha dato davvero una mano nelle mie prime partite.

Ultimo ma non ultimo, ricordatevi che Pandemic è un gioco collaborativo: qualsiasi giocatore può dare consigli ed ovviamente tutto il gruppo dovrebbe accordarsi sulla strategia da perseguire, ma la decisione finale di cosa faccia il suo personaggio è del giocatore. Questo aspetto nel Regolamento del Gioco viene ribadito in più di un passaggio dandone effettivamente il risalto e l’importanza che merita.

Se intavolate la partita con i vostri amici e la vostra famiglia e spiegate loro le regole assicuratevi di insistere su questo aspetto così come viene fatto nel testo, e la vostra partita scorrerà liscia come l’olio.

Pandemic, dentro la Scatola

Vi ho già parlato di quanto sia accurato e ben spiegato il regolamento del gioco, ma lasciatemi aprire la mia disamina dei materiali con questa dichiarazione: quando ho aperto la mia scatola di Pandemic: Una Nuova Sfida ho subito pensato che Asmodee stesse vendendo questo prodotto in perdita.

Partiamo dalla scatola, fatta di quel cartone spesso e lucido che è fatto per durare. Se, come me, vi capita spesso di portare in trasferta i vostri giochi a casa di amici apprezzerete particolarmente il layout della scatola che ha gli spigoli già leggermente smussati ed ulteriormente rinforzati, permettendo così di trasportare il gioco senza che si rovini – o che squarci la borsa di plastica in cui lo portate.

Al suo interno, troviamo un inserto in cartoncino già sagomato che contiene perfettamente tutti i componenti una volta spacchettati. Ogni tipo di componente, come i cubi di una delle quattro malattie oppure le pedine dei giocatori, ha il suo ziplock di plastica che rende il tutto ordinato e funzionale. Tutti i componenti interni sono fatti di plastica dura e pressoché indistruttibile e tutte le carte, sia i Personaggi, che il Mazzo Giocatore, che il Mazzo Contaminazione, sono stampate su carta telata che le rende elastiche e resistenti.

Nel complesso, questa edizione di Pandemic si propone come un gioco fatto per resistere a dozzine e dozzine di partite fino a sostituire titoli molto più classici e mainstream nelle nostre case – insomma, Monopoli inizia a tremare.

Una Pandemia di Pandemic!

Malgrado il setup del gioco renda difficilmente due partite troppo simili, Z-Man Games è anche famosa per quella che è forse più grande variazione sul tema del mondo dei giochi da tavolo. Oltre alle espansioni della versione base, veri e propri giochi sviluppati sul motore Pandemic e adattati ad altri contesti.

Potete trovare Pandemic Alta Marea, in cui dovrete fare fronte alle inondazioni sulla costa Olandese; oppure Pandemic: Il Regno di Cthulhu, dove affronterete la follia tipica degli orrori lovecraftiani. Esiste anche una versione Legacy del gioco (cioé può essere giocato una volta sola perché le varie partite introducono modifiche permanenti al materiale), Pandemic Legacy, che è diviso in stagioni come una serie TV ed è già arrivato alla seconda.

Insomma, se vi piace la versione base del gioco non avrete di che annoiarvi!



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 29 novembre 2018 — 16:15
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