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“Per celebrare Freddie Mercury non bastano due ore”


Alle polemiche suscitate dal film Bohemian Rhapsody dopo l’arrivo nelle sale in tutto il mondo, dal 29 novembre anche in Italia, ha voluto replicare il protagonista Rami Malek.

Ispiratissimo nel ruolo di Freddie Mercury, l’ex star di Mr. Robot qui trasformatasi in leggendaria rockstar, Malek è convinto di aver fatto un buon lavoro insieme ai Queen, che hanno scritto e prodotto musicalmente il film diretto da Bryan Singer.

Ma la critica internazionale ha in parte stroncato la pellicola, perché poco coraggiosa nel racconto della sessualità di Mercury, della sua malattia, della vita condivisa col compagno Jim Hutton fino alla fine dei suoi giorni (il racconto termina col concerto dei Queen al Live Aid del 1985, mentre la rockstar muore nel 1991). Insomma, un tributo al genio sregolato e ribelle di Mercury ma con delle lacune su aspetti del suo privato che pure ne avevano condizionato l’esistenza fino alla tragica morte per una polmonite derivante dalle complicanze dell’AIDS.

Come abbiano evidenziato nella nostra recensione del film, Bohemian Rhapsody è sì un omaggio accorato all’artista, ma un ritratto molto edulcorato dell’uomo.

Rami Malek concorda con chi sostiene che parti della vita di Mercury siano state completamente ignorare, ma difende il film perché, a suo dire, sarebbe stato difficile fare meglio di così trasponendo in due ore di pellicola una vita così fuori dall’ordinario.

In quelle due ore so che quegli uomini vogliono celebrare la vita di Freddie, e c’era sicuramente uno sforzo consapevole per non rendere questo film edonistico e licenzioso. Penso che tutti noi avremmo amato poter mostrare qualcosa di più della relazione di Freddie con Jim [Hutton] verso la fine della sua vita. Questa relazione era assolutamente stupenda, e mi sarebbe piaciuto affrontare un’altra ora a questo film e riempire alcune lacune. Non sarà mai perfetto riprodurre la storia di un uomo di cui potremmo fare innumerevoli documentari e un’infinità di miniserie.

Parlando con The Hollywood Reporter, Malek ha aggiunto che lo scopo ultimo di Bohemian Rhapsody è quello di evidenziare l’eredità di Mercury come artista e gli stereotipi che è stato in grado di distruggere.

Lui e la band hanno fatto cadere ogni convenzione su ciò che la musica dovrebbe essere e su come gli esseri umani dovrebbero comportarsi in pubblico, è un rivoluzionario in quanto ha semplicemente rifiutato di essere segregato o emarginato in qualsiasi modo. So che ci saranno sempre aspetti polarizzanti per questo film, non c’è modo di evitarlo, si potrebbe fare un’altra versione di questo film, ma dovevamo concentrarci su un periodo di tempo limitato e abbiamo sempre voluto chiudere il film col Live Aid.

Una scelta furba ma azzeccata, perché di grande impatto scenico, considerando soprattutto la performance riuscitissima di Malek nei panni di Mercury, come mostra un video che li mette a confronto.

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Fonte: http://www.optimaitalia.com/

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Updated: 30 novembre 2018 — 17:19
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