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Per Slack l’approccio di Microsoft con Teams limita la concorrenza. Parte l’appello alla Commissione Europea


Ricordate le parole di Stewart Butterfield, il CEO di Slack? Pochi mesi fa, a maggio, aveva dichiarato con fermezza alla CNBC che “Teams non è un competitor di Slack“. Oggi ha cambiato idea? Non si capisce bene, ma una cosa è certa: a Butterfield la strategia di includere Teams in Office non piace nemmeno un po’. Anzi, la considera un abuso della sua posizione dominante, e non ha esitato a protestare ufficialmente, rivolgendosi alla Commissione Europea.

La lettera di Slack alla Commissione Europea

Siamo certi che vinceremo per i meriti del nostro prodotto, ma non possiamo ignorare il comportamento illegale che nega a clienti l’accesso alle soluzioni che vogliono” – ha dichiarato Jonathan Prince, Vice President of Communications and Policy di Slack. Che poi prosegue: “Slack offre un approccio aperto e flessibile che rappresenta una minaccia per Microsoft dal momento che si tratta di una tecnologia innovativa che fa concorrenza ai pacchetti di soluzioni di Microsoft e offre agli utenti la possibilità di realizzare soluzioni che rispondono alle loro esigenze. Vogliamo rappresentare quel 2% del budget per il software che dà valore al rimanente 98%; loro [Microsoft] vogliono il 100% del vostro budget“. 

Questo è un estratto del comunicato ufficiale di Slack dove l’azienda annuncia di aver presentato all’UE un ricorso contro Microsoft. “Microsoft è tornata alle sue vecchie abitudini. Hanno creato una brutta copia di un prodotto e lo hanno legato a Office, obbligando [gli utenti] a installarlo e negandogli la possibilità di rimuoverlo, una copia identica del comportamento che hanno tenuto durante la guerra dei browser“, aggiunge David Schellhase, General Counsel di Slack

Parole dure per un’azienda che negava di essere in competizione con Microsoft. Interessante la scelta di appellarsi all’Europa, e non agli Stati Uniti, probabilmente dovuta al fatto che le istituzioni del Vecchio Continente tendono a tutelare maggiormente la concorrenza, come dimostrano le tante cause portate avanti dall’UE contro i giganti del web. Ma ancora più interessante il paragone fatto con la browser war: già nel 2013 l’UE aveva multato Microsoft per ben 561 milioni di euro per aver “imposto” la scelta di Internet Explorer, non inserendo il cosiddetto Ballot Screen per permettere agli utenti di scegliere, in fase di installazione, quale browser usare. Un fatto che l’antitrust europeo aveva considerato come abuso della posizione dominante. Fondamentalmente, la visione di Slack è che oggi con Teams si sta riproponendo quello che già era successo anni fa

Ora la palla è nelle mani della Commissione Europea, che dovrà valutare se ci sono le basi per avviare un procedimento contro il colosso di Redmond. 



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 23 Luglio 2020 — 10:23
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