Perché PlayStation 5 sarà un successo


Con la nuova generazione di console alle porte (novembre/dicembre 2020) diventa interessante iniziare a lanciarsi in ipotesi e previsioni che potranno trovare conferma o smentita solo fra qualche mese. Si tratta, sostanzialmente, di un gioco che abbiamo deciso di fare tenendo conto di tutto quello che sappiamo (e non sappiamo) fino a questo momento. Provare ad immaginare insomma quali possono essere gli elementi che determineranno il successo (o il fallimento) delle prossime ammiraglie di casa Sony e Microsoft, i due colossi che si daranno battaglia nelle prossime festività natalizie. Tra rumors e informazioni ufficiali, il quadro inizia a diventare mano a mano più chiaro e definito, e in attesa di mettere a confronto le due “macchine” eccoci quindi con il primo di una serie di articoli dedicati al “what if?”.

Chiacchieriamone quindi, e divertiamoci nell’immaginare scenari -anche estremi- nei quali, in questo caso, PlayStation 5 avrebbe la meglio su Xbox Series X. Quali sarebbero i punti di forza della quinta iterazione dell’hardware Sony? Esclusive, nuovi servizi, prezzo contenuto e realtà virtuale.

Le esclusive

Partiamo dalle certezze, ovvero i team di sviluppo che sappiamo essere al lavoro su sequel di spessore e possibili nuove ip. In pole position, per via del peso specifico, ci metterei ad oggi Naughty Dog; il curriculum parla da solo: Uncharted e The Last of Us rappresentano ad oggi due tra i brand più forti dell’intera industria. Da una parte le avventure di Nathan Drake culminate con il quarto, spettacolare capitolo, dall’altra l’emotività e la sofferenza di Joel ed Ellie; entrambi i franchise hanno scolpito nella pietra la loro forza e qualità, e siamo certi che il prossimo futuro di Naughty Dog potrebbe riservarci qualche sorpresa.

Uncharted, di fatto, potrebbe continuare raccontando nuove storie, con nuovi protagonisti, per quanto riguarda The Last of Us invece è tutto ancora in ballo: non sapendo cosa succederà in The Last of Us 2, è meglio lasciare ogni porta aperta. Quello che mi piacerebbe vedere, però, è una nuova ip, magari in uscita nel 2022/2023; un contesto diverso da quello già esplorato dal team, che potrebbe cimentarsi con qualcosa di fantascientifico, come suggerito dagli ultimi rumors. Sicuramente, qualsiasi cosa venga fuori da Naughty Dog godrà di un’attenzione mediatica poderosa, lasciando pensare a un sicuro successo commerciale.

Al secondo posto, a pari merito, ci metto Santa Monica e Guerrillla Games. Entrambi gli studi arrivano da due successi clamorosi come God of War (capolavoro!) e Horizon Zero Dawn: dando per certo un secondo capitolo per entrambi (addirittura Horizon potrebbe arrivare su PC, e magari anche GoW, ma ne riparleremo) è possibile comunque ipotizzare nuove ip in arrivo, soprattutto per quanto riguarda i ragazzi di Santa Monica – avete visto il making of di God of War nel quale si accenna a un progetto cancellato? Ecco, potrebbero aver ripreso in mano la cosa. Detto questo, pensando a fine 2021/Q1 2022 per l’uscita di God of War, la nuova proprietà intellettuale potrebbe non vedere a luce prima del 2023. Poco male, vista la mole di giochi che avremmo da giocare, ma rimane comunque una potente freccia all’arco di Sony.

Medaglia di bronzo per Insomniac Games e, di fatto, al loro Marvel’s Spiderman. Anche in questo il sequel è scontato e lo piazzerei realisticamente a fine 2021, inizio 2022, ma attenzione a non sottovalutare tutte le altre properties del team, in particolare Rachet & Clank e Sunset Overdrive. A proposito di quest’ultimo, si era rumoreggiato di un possibile secondo capitolo in esclusiva PlayStation, e non escluderei a priori una cosa di questo tipo, soprattutto se i risultati dei prodotti del team continuassero ad essere soddisfacenti.

Seguono Bend Studio, Japan Studio, Media Molecule e i team dedicati alla VR, London e Manchester Studio. Facciamo ordine: i primi sono gli autori di Days Gone, produzione con qualche problema di troppo ma comunque in grado di venire incontro a un determinato tipo di pubblico. Arriverà un seguito? Ad oggi vedo più probabile questa ipotesi che una nuova ip, ma sarei comunque felice di essere smentito.

Japan Studio ha nel proprio curriculum ICO, Shadow of The Colossus e Demon’s Souls. A cosa sta lavorando? Difficile dirlo, ma darei per certo che qualsiasi cosa sia sarà di primo livello, vista l’importanza dello studio.

Media Molecule ha partorito quella follia creativa di Dreams, un qualcosa di impensabile che è diventato realtà, grazie al supporto di Sony e grazie soprattutto alla visione della software house. Non ipotizzo grandi novità in questo caso, se non un supporto a lungo, lunghissimo termine sul loro prodotto di punta che nel giro di qualche anno potrebbe diventare qualcosa di pazzesco.

London e Manchester Studio invece hanno grandi potenzialità. I primi autori del riuscitissimo Blood & Truth – ma non solo, Manchester invece ad oggi rimane un po’ dietro le quinte, al lavoro su qualcosa legato a PlayStation VR. Ovviamente il visore Sony ha anch’esso grandi possibilità di crescita, e per quanto mi riguarda questi sono i due studi proprietari che potrebbero tirare fuori qualche asso dalla manica.

Finita qui? Non direi: ultimamente si sono susseguiti diversi rumors su una – o più – possibili acquisizioni da parte di Sony. Volendo restare con i piedi per terra, l’indiziato numero è uno Kojima Productions: dopo Death Stranding, l’autore giapponese potrebbe aver deciso di legarsi ad un publisher specifico per quanto riguarda i videogiochi. Fatti che supportano la teoria? L’uscita del gioco su PC, al pari di Horizon, guarda caso entrambi costruiti con il Decima Engine, motore di gioco proprietario Sony.

Qualcuno ha parlato anche di Remedy, che dopo il “riscatto” che porta il nome di Control potrebbe aver colto la palla al balzo per tornare a produrre AAA a grandi budget, grazie all’aiuto ovviamente di Sony. Interessante, ma personalmente continuo a pensare che Sam Lake voglia rimanere indipendente – almeno in questo momento.

I folli, infine, dicono Rockstar Games, ma in quanto tali non penso abbia reali possibilità questa ipotesi. Davvero, parliamo di un’operazione gigantesca che non penso possa portare vantaggi reali a nessuna delle due parti.

Quasi dimenticavo: e il mercato PC? Bella domanda, ma la risposta più ovvia è che i grandi publisher punteranno sempre di più sull’inclusività. Lo dimostrano Death Stranding e Horizon Zero Dawn, ma anche Game Pass che ormai da diverso tempo permette la fruizione anche su PC. Immagino, dunque, che nel prossimo triennio molte produzioni “esclusive” delle console approderanno su personal computer, nel tentativo di strizzare l’occhio a una nuova e sempre numerosa fetta di pubblico.

L’ecosistema dei servizi

Dal punto di vista dei servizi, ad oggi, non c’è veramente partita: Microsoft e la divisione Xbox hanno dalla loro un parco di strumenti integrati che sono davvero sensazionali. Punta di diamante è sicuramente Game Pass, ormai una realtà consolidata che probabilmente esploderà nel prossimo anno solare – e chissà cosa diventerà più avanti, dall’altra Xbox Live che dai tempi di 360 rappresenta l’eccellenza e xCloud dietro l’angolo, che in sinergia con l’integrazione a Game Pass promette faville; a corredo la retrocompatibilità, muro portante della filosofia Xbox.

Cosa può dunque fare PS5 per cercare di accorciare la forbice e ribaltare le carte in tavola? Il segreto è PlayStation Now, il cugino di Game Pass che oggigiorno è ancora leggermente claudicante, ma può fare grandi cose. Su PlayStation 5 dovrebbe essere impreziosito dalla retrocompatibilità totale con i titoli PlayStation 4 e magari infarcito da funzioni nuove di zecca, pensate per mettere in difficoltà la concorrenza. Con la quantità di ip storiche e contemporanee che può utilizzare Sony, è sufficiente un servizio che funzioni molto bene e che sia inclusivo e, perché no, un bundle con PlayStation Plus, che integri quindi sia lo streaming che il gioco online. Vista la situazione di partenza, Sony può sbizzarrirsi in questo campo, rischiando anche qualcosina – d’altronde, oggi, può permetterselo. Mi aspetto grande focus sui servizi nel corso delle presentazioni dedicati a PS5, con alcune promesse che si concretizzeranno negli anni e altre features invece disponibili sin dal lancio delle console.

Escluse le esclusive, questo sarà il campo della “console war”, termine che odio ma che semplifica il concetto. Staremo a vedere, ma le possibilità di manovra di PlayStation 5 aprono spiragli molto, molto interessanti.

Il prezzo

Ricordo molto bene il lancio di PlayStation 4 e Xbox One, con Microsoft che “scivola” su Kinect e prezzo, lasciando la porta spalancata a Sony per segnare il gol del vantaggio e potenziale KO.

E se uno scenario simile si ripetesse quest’anno? Simile perché, di fatto, Sony potrebbe lanciare PS5 ad un prezzo estremamente concorrenziale per via di una parte hardware leggermente inferiore a Xbox Serie X, soprattutto per quanto riguarda i teraflops – 12 confermati per Xbox, tra gli 8 e i 10 PS5.

La “guerra” potrebbe infiammarsi con una quotazione di 399€ contro i 499€ di Series X, ma diventerebbe ancora più incandescente se PS5 salisse a 459€, oppure se Series X riuscisse a scendere a 459€. Scusate per i troppi numeri, ma la questione è interessante e vorrei approfondirla.

Siamo sicuri che il prezzo sia il fattore determinante nella scelta dell’acquirente? Oppure sono i giochi a pesare di più? Pensate che un’ip di grande successo che raggiunge i due milioni di copie è comunque il 10% circa della base installata dello stesso hardware. Quindi sono i giochi di terze parti a contare di più? Oppure il passaparola?

Difficile trovare una formula magica univoca, ma certamente tutti questi ingredienti concorrono a determinare una comunicazione precisa, che può certamente determinare le vendite, andando ad impattare sul sentimento generale legato alla console. Queste, forse, sono più discussioni per appassionati o addetti ai lavori ma non perdiamo comunque di vista il fatto che anche solo una parte di consumatori ragiona in questi termini.

Staremo a vedere insomma, certamente questa nuova generazione può essere più “competitiva” di quanto è stata la scorsa, proprio per via dei differenti approcci che potrebbero avere i due colossi – escludiamo Nintendo perché, in questo senso, gioca un campionato a parte per via della sua filosofia di business.

Realtà Virtuale

Sony ad oggi è l’unica console a godere di un dispositivo proprietario per quanto concerne la VR. PlayStation VR è una periferica ad oggi positivamente grezza, e che quindi gode di infiniti margini di miglioramento. Il problema di fare un upgdrade importante è rappresentato dal dover contenere il prezzo di un seconda versione del dispositivo, senza contare le implicazioni di puro sviluppo tecnologico.

Certamente quest’anno ci si è accorti che esclusive sviluppate con cognizione di causa possono avere un effetto interessante su come la community percepisce la VR, e a tendere questo può essere un asso nella manica da non sottovalutare per PlayStation.

Tra l’altro, Half-life: Alyx potrebbe arrivare su PS VR magari verso fine anno o ad inizio 2021 – ipotesi mia -, il che farebbe esplodere letteralmente l’entusiasmo degli appassionati. Concretamente, mi aspetto almeno altre 3/4 esclusive di peso nel giro di due anni, per poi puntare a PSVR2 nel 2022/2023; magari Sony ci stupisce presentando un prototipo durante il reveal di PS5, in uscita addirittura nel 2021, anche se questo scenario ritengo sia improbabile.

Rimane invece l’incognita su Microsoft, che potrebbe provare a distribuire una sua versione VR, anche se l’indirizzo che sta prendendo Xbox non lascia pensare a nulla di questo nel breve periodo.

Anche in questo caso insomma le incognite sono molteplici, con il lato VR su console che ad oggi è monopolio PlayStation e questo potrebbe spingere l’azienda a fare un’accelerata per quanto concerne lo sviluppo di ip e del visore stesso.

Come avrete capito, il titolo dell’articolo è volutamente provocatorio e, ribadisco, parte di un’iniziativa che prenderà in oggetto anche Xbox Series X. Rimane comunque interessante – e divertente – ipotizzare scenari come questo per aprire dibattiti approfonditi. I commenti sono a vostra disposizione per farmi e farci sapere la vostra: sono certo che gli spunti possono essere molteplici e potremmo addirittura usare qualcuno di questi per sviluppare altri contenuti simili.

Alla fine dei conti non manca così tanto all’arriva della next-gen e quindi perché non sfruttare questi primi due mesi del 2020 scarichi di grandi uscite per parlarne? Diamo inizio alle danze!

In attesa di PlayStation 4, potete acquistare PS4 su Amazon.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

Rate this post
Updated: 22 Gennaio 2020 — 10:15
Siti Web > Notizie di Marketing e comunicazione © 2018 Realizzazione, creazione, sviluppo, progettazione siti web-internet