Prova, Alpine A110 S: dedicata a chi ama la guida


Alpine, autore di numerosi successi nel motorsport negli anni ’70, è rinata nel 2017 per volontà dei vertici Renault, intenzionati ad avere un marchio parallelo che si occupasse di produrre automobili ad alte prestazioni. Il risultato è la A110: rinascita del mitico modello protagoniste di storiche vittorie nei rally.

Leggerezza e agilità sono le caratteristiche alla base del progetto, supportate da un motore 1.8 litri turbo benzina da 252 Cv in posizione posteriore centrale. A tre anni di distanza, Alpine raddoppia l’offerta introducendo la A110 S: 292 Cv e un assetto specifico da vettura da gara. Migliora ulteriormente le già ottime sensazioni di guida portandola un livello dove solo i migliori competono. Con un sacrificio: il comfort. Prezzi a partire da: 69.600 euro.

Seducente

La Alpine A110 S ha una linea affusolata e specifica. Il telaio è realizzato in alluminio dall’azienda italiana Cecomp mentre la parte meccanica è di origine Renault. Lunga 4,18 metri si sviluppa su linee che sono un richiamo al passato sportivo: si ispirano all’eredità lasciata dalla prima A110, adattandosi ai gusti attuali.

Il risultato è una sportiva compatta che seduce sin dal primo sguardo, non solo per la tinta della carrozzeria nera opaca (accattivante) ma anche per il suo stile così personale e unico che restituisce presenza e tono su strada, non sfigurando di fianco a super car più costose e conosciute.

Il frontale è la parte dell’auto che più ricorda la A110 degli anni ’70: fari sdoppiati, griglia sottile e a sviluppo orizzontale. Sguardo aggressivo che tende verso l’asfalto, territorio che vuole (e può) dominare. La vita a bordo, nonostante le proporzioni contenute, non è opprimente e due adulti siedono comodamente. I sedili Sabelt sono avvolgenti e accomodanti e anche il supporto lombare non è eccessivamente duro.

A insidiare il comfort di bordo: l’assetto. Ogni minima incertezza della strada è restituita sulla schiena degli occupanti, l’auto filtra pochissimo le asperità e di fatto sembra di viaggiare su di una tavola. Non si tratta comunque di un difetto, l’assetto è specifico per la tipologia di vettura e riesce anzi a restituire sensazioni di guida da riferimento, i clienti di questo tipo di automobili sono disposti a sacrifici che una volta al volante sono ampiamente ripagati.

Insufficiente il sistema di infotelematica: schermo da 7″ pollici a sbalzo con grafiche poco accattivanti e un funzionamento poco intuitivo. Bene i tasti fisici per la regolazione della climatizzazione. L’ambiente interno è rifinito con buona cura ma il lusso è un’altra cosa. Peccato per le palette in alluminio dietro al volante, troppo corte in basso e difficoltose da raggiungere in manovra.

L’organizzazione dello spazio è solo sufficiente: dietro ai sedili è presente uno svuota tasche mentre sotto i tasti del cambio è stato ricavato un tunnel difficile da raggiungere.

Crea dipendenza

Bella da vedere, sensazionale da guidare. Avviata, la Alpine A110 S coinvolge sin dai bassi regimi per il suo suono, acuto e grezzo esaltato dallo scarico sportivo posto esattamente al centro dell’estrattore dell’aria posteriore. Si preme leggermente il pedale del gas e il cambio partecipa in maniera inavvertibile.

Volendo, la A110 S si presta a un utilizzo quotidiano anche in città dove grazie all’agilità e alla maneggevolezza si muove con disinvoltura tra il traffico. In modalità comfort il suono è percepibile ma non invasivo. La vera anima (soprattutto per questa S) esce una volta premuto il tasto “Sport” sul volante: il motore è più reattivo, il cambio risponde più velocemente e il suono esalta la dinamica di guida.

Lo sterzo è preciso e solido, i freni potenti e infaticabili, l’accelerazione bruciante e la tenuta in curva da vera auto da corsa. Tutto è stato reso ancor più affilato e preciso per restituire sensazioni di guida più coinvolgenti e divertenti. Il misto stretto/veloce resta il territorio ottimale per questa Alpine dove grazie alle dimensioni e all’agilità riesce a tener testa (o eccellere) a modelli di marchi più prestigiosi e potenti.

Se 292 Cv non sono molti in valore assoluto, il rapporto è da valutare sul peso: poco più di 1.000 kg in ordine di marcia (3,8 kg/Cv). Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, velocità massima 265 km/h. Una saetta nell’affrontare le curve e superare i passi di montagna. Tra le modalità di guida, è disponibile anche la track.

Estrema e consigliata solo in pista agli automobilisti più esperti visto che disattiva i controlli di trazione. In queste condizioni, il posteriore è leggero e si muove con molta disinvoltura, disegnando traversi e uscendo in curva con rabbia e maggiore grinta. Il cambio è ancora più veloce e a ogni rapporto si sente “il calcio nella schiena“. Esaltante. Per quanto riguarda i consumi, siamo su valori più che accettabili: circa 12 km/l in città; 17 km/l nel ciclo extraurbano; 13 km/l in autostrada a 130 km/h. Non impossibile concedersi qualche lungo viaggio. A patto di non portare troppi bagagli: il vano posteriore ha una capacità di 100 litri mentre quello anteriore di soli 96.

La Alpine A110 S migliora quanto già di buono mostrato dalla A110 di serie: prestazioni migliorate e una dinamica di guida resa ancora più esaltante dall’assetto specifico. Un inno alla guida e alla passione verso le automobili, un mito rinato sotto i migliori auspici che speriamo possa continuare a produrre meravigliose sportive.

 



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 22 Settembre 2020 — 12:13
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