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Puma Fi, le scarpe sportive autoallaccianti che accendono la sfida con Nike


Puma Fi (Fit Intelligence). Così si chiamano le sneaker tedesche autoallaccianti che hanno accettato la sfida lanciata da Nike, con le nuove Adapt BB. Sarà bene farsene una ragione perché questa è la nuova frontiera: scarpette sportive con servo-motore elettrico in grado di agire sulla tensione delle stringhe.

Al netto di ogni considerazione sul design – le Puma sembrano ideali per ogni attività, mentre le Nike nascono per il basket – il concetto è chiaro. Si tratta di scarpe pensate per migliorare il livello di comfort in relazione all’attività svolta. Le Puma Fi hanno tre livelli di “serraggio” che possono poi essere ulteriormente personalizzati via app smartphone oppure con uno swipe sulla linguetta. Proprio al di sopra di questa si concentra la tecnologia Puma. In pratica è una sorta di gobbetta di materiale plastico che integra un sistema touch per il controllo delle stringhe e un servo-motore elettrico. La batteria è sotto la soletta e dovrebbe consentire 3/4 giorni di operatività.

I dati ufficiali al momento non sono noti e ogni informazione si deve all’anteprima del noto youtuber-influencer Bay McLaughlin. In un suo test giornaliero, che ha previsto più di una decina di interazioni con il sistema, ha confermato prima della nanna ancora un 70% di autonomia. Per la ricarica si può procedere in due modi: sfruttando la basetta wireless oppure sfilando la batteria e posizionandola in un caricatore da viaggio.

Ad ogni modo bisogna considerare che le Puma Fi sono ancora in una fase Beta e la loro vendita è fissata per la primavera 2020.

Bay McLaughlin si è detto abbastanza entusiasta di queste scarpe. La loro qualità principale è di adattarsi ad attività diverse. Con un lavoro sedentario sarà più piacevole avere un’allacciatura morbida, mentre in palestra un più alto serraggio migliorerà la stabilità. Allo stesso tempo nei viaggi in treno, autobus o aereo potrebbe essere più piacevole un effetto pantofola, e così via.

Se proprio bisogna evidenziare qualche difetto, McLaughlin sottolinea che sono un po’ rumorose in fase di “allaccio” e anche un po’ pesanti – oltre i 400 grammi. La regolazione via app, possibile anche tramite Apple Watch, potrebbe essere più precisa e graduata.

Fa sorridere però almeno un dettaglio. L’idea di posizionare il sistema nella linguetta è un rischio. Lo sa bene Adidas che nel 1984 per prima lanciò un modello di scarpette da running “smart”. Montavano un contapassi elettronico con LCD proprio in quella posizione e per chi se lo ricorda… davvero bastava poco per romperlo. Se ti pestavano un piede era finita.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 31 Gennaio 2019 — 13:04
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