Pure Storage: il 90% dei responsabili ICT nella Pubblica Amministrazione è insoddisfatto dell’infrastruttura IT


La ricerca Data-Driven Transformation in Europe è stata realizzata intervistando 457 leader del settore IT occupati presso i Governi Centrali di cinque paesi europei: Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda e Regno Unito. Si tratta di uno studio commissionato da Pure Storage, azienda leader nelle soluzioni di storage, che considera quello delle Pubbliche Amministrazioni un settore chiave per l’espansione del suo business

L’Italia, purtroppo, non ne esce benissimo: solo il 6% degli intervistati infatti ritiene che l’attuale infrastruttura informatica sia all’altezza, fatto che rallenta pesantemente il processo di trasformazione digitale in atto nel nostro Paese. L’Italia è ancora in gran parte legata a strutture legacy, che secondo il 76% del campione compromette l’agilità operativa, fa lievitare i costi operativi (73%) e crea problemi di compliance (73%). In parole povere, non è in grado di rispondere alle aspettative dei cittadini, come conferma la stragrande maggioranza (78%) degli intervistati.

Migliorare si può

La metà dei leader intervistati per stilare la ricerca, tutti impiegati presso la Pubblica Amministrazione, comprende bene l’importanza dei dati per poter erogare servizi più efficienti alla popolazione, dati che possono aiutare le Pubbliche Amministrazioni a realizzare servizi più affidabili e a creare un’esperienza più semplice e lineare, tutto a vantaggio della fruizione. 

Al momento, però, le ambizioni sono frenate dalle strutture legacy tipiche delle PA, che stanno limitando lo sviluppo. Quasi tutti i responsabili ICT – parliamo del 90% del campione – insistono sulla necessità di passare a una struttura IT più veloce e flessibile, in grado di abilitare la trasformazione.

La nota positiva è che nonostante i problemi, i professionisti IT della PA si stanno rimboccando le maniche per cambiare la situazione e il 67% prevede di rivedere la propria strategia di gestione dei dati e, di conseguenza, l’ormai inadeguata infrastruttura IT. Gli ostacoli sono prevalentemente di ordine economico (non è semplice trovare il budget per aggiornare infrastruttura e applicazioni) ma anche la mancanza di agilità è un peso da non sottovalutare, insieme all’ormai nota carenza di competenze digitali, che rappresenta una vera e propria spina per l’83% del campione.

I dati possiedono le potenzialità per consentire la realizzazione dei programmi di trasformazione delle pubbliche amministrazioni centrali, sia che si tratti di raggiungere obiettivi strategici piuttosto che di implementare cambiamenti di policy o di fornire un servizio migliore ai cittadini. Per quanto sia incoraggiante constatare come i responsabili ICT della pubblica amministrazione riconoscano questo potenziale, sussistono tuttavia alcuni ostacoli che occorre superare per raggiungere, conservare, strutturare e gestire tali dati” -spiega Mauro Bonfanti, Regional Director Italy di Pure Storage – “L’architettura legacy che molte amministrazioni possiedono non supporta completamente il lavoro necessario a ricavare un maggior valore dai dati. Quel che occorre è un ambiente ICT moderno in grado di scalare verso l’alto on-demand, allineare i workload applicativi all’infrastruttura più efficace, promettendo di evitare qualsiasi interruzione operativa affinché la PA possa realmente raggiungere i propri obiettivi di trasformazione digitale“.

Cloud Block Store, la soluzione di Pure Storage è disponibile sul marketplace AWS

Pure Storage offre ai suoi clienti, PA incluse, differenti soluzioni per la gestione dei dati, sia on-premise sia sul cloud. Fra queste una delle più interessanti è Cloud Block Store, pensata per scenari di cloud ibrido.

 

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Cloud Block Store fornisce affidabilità di livello industriale. Si adatta a scenari di disaster recovery, semplifica la migrazione dei dati sulla nuvola e consente l’esecuzione di app direttamente dal cloud. La soluzione è disponibile sia on-premise sia su cloud ed è disponibile sul marketplace di AWS. Prossimamente sarà resa disponibile anche sul marketplace di Azure, non appena la piattaforma di Microsoft sarà aggiornata per garantire la compatibilità con Pure Storage. 

I costi? Trattandosi di soluzioni a consumo non è semplice quantificarli ma Pure Storage offre uno strumento per calcolare il risparmio che si può ottenere in 5 anni a seconda della capacità iniziale e della crescita annua dello spazio di archiviazione. 

Pure Storage Saving

 

 



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 28 Novembre 2019 — 8:41
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