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Recensione Creative Sound Blaster AE-9: le schede audio hanno ancora senso nel 2020?


Vent’anni fa una scheda audio dedicata era un elemento comune alla stragrande maggioranza dei computer desktop. Oggigiorno non è più così: da tempo le schede madri integrano un sottosistema audio in grado di rispondere senza difficoltà alle esigenze della maggioranza delle persone. Negli ultimi anni stiamo però assistendo a una rinascita delle schede audio, grazie a funzionalità aggiuntive e a componentistica di alta qualità che punta ad alzare l’asticella offrendo di più rispetto all’audio delle schede madri. Creative è un nome di punta dell’audio nel mondo PC e si era imposta sul mercato con le sue schede Sound Blaster, che oggi tornano a diventare protagoniste: la top di gamma Creative Sound Blaster AE-9 mette sul tavolo molti aspetti interessanti.

Lanciata a trent’anni esatti di distanza dalla prima Sound Blaster, la Creative Sound Blaster AE-9 rappresenta un’evoluzione delle schede audio dedicata a soddisfare le esigenze dei due principali tipi di utenti di questi prodotti: audiofili e giocatori. Con le soluzioni integrate in grado di fornire una buona qualità del suono, le schede audio devono differenziarsi per offrire un maggior valore. E, in effetti, questo è proprio quello che succede con la AE-9.

Creative Sound Blaster AE-9

La prima cosa che si nota è che la Creative Sound Blaster AE-9 è una scheda che utilizza un connettore PCIe 4x e offre un secondo dispositivo da tenere sulla scrivania. La scheda in sé ha una copertura in alluminio con LED RGB personalizzabili (preferibilmente di rosso, ché suona più veloce). Il modulo esterno è invece l’hub che contiene le connessioni per cuffie e microfoni, nonché una manopola del volume e alcuni tasti funzione. Non si tratta dunque della classica scheda video da inserire nel case, ma di un prodotto che rivaleggia con i sistemi dedicati.

Creative Sound Blaster AE-9

Il cosiddetto Audio Control Module, o ACM per brevità, utilizza una porta mini-HDMI per comunicare con la scheda e offre accesso alle uscite e agli ingressi analogici. Sul fronte infatti sono presenti una porta che combina un connettore XLR3 e uno jack da 6,3 mm, entrambi utilizzati per i microfoni da studio, con un tasto per attivare l’alimentazione del microfono a 48 V (il cosiddetto phantom power). È poi presente anche un ingresso per microfono da 3,5 mm. L’ACM è dunque l’ideale per gli streamer, ma anche per chi voglia registrare senza utilizzare una interfaccia specifica. È inoltre presente un ingresso RCA sul retro per collegare vari dispositivi: ad esempio lettori MP3, smartphone, lettori CD e così via. Sono poi disponibili uscite cuffia da 3,5 mm e 6,3 mm, con un selettore per l’impedenza delle cuffie su tre posizioni (“IEM” per le cuffie più sensibili, “N” e “high”). Il tasto “SBX” avvia la modalità di gioco, che approfondiremo più avanti. Un piccolo schermo LCD comunica l’attuale livello del volume, modificabile tramite la grossa manopola sulla destra. Premendola brevemente si può silenziare l’uscita, mentre una pressione di due secondi permette di passare dall’uscita cuffie a quella altoparlanti e viceversa.

Quest’ultimo aspetto è il meno riuscito: non c’è un segnale visivo che indichi che il passaggio è stato fatto e non è facile azzeccare il tempo esatto. Un tasto dedicato sarebbe stato forse più indicato e avrebbe semplificato l’operazione. Da segnalare inoltre è il fatto che non sempre il passaggio va a buon fine e bisogna riavviare l’applicazione che riproduce l’audio prima che funzioni.

Connettori Creative Sound Blaster AE-9

La scheda in sé offre, invece, un’uscita RCA, due uscite jack da 3,5 mm (di cui una dedicata al subwoofer), un’uscita ottica e un ingresso ottico. In questo modo è possibile connettere un set di altoparlanti 5.1, con compatibilità con gli standard Dolby Digital Live e DTS Connect Encoding. Non sono supportati setup 7.1, Dolby Atmos o DTS:X. L’ingresso ottico permette invece di collegare dispositivi, come ad esempio i lettori CD, per sfruttare la scheda audio.

La ricca dotazione di ingressi e uscite rende la Sound Blaster AE-9 particolarmente flessibile e adattabile a vari usi. La manopola del’ACM permette di modificare velocemente e precisamente il volume, con passi di mezzo decibel alla volta che consentono una regolazione fine con conseguente maggiore comfort d’ascolto.

Creative Sound Blaster AE-9

La Sound Blaster AE-9 offre un livello tecnico eccellente, grazie a due DAC ESS Sabre 9038 in grado di riprodurre audio fino a 32 bit e 384 kHz, cui vanno ad aggiungersi op-amp sostituibili dall’utente (una particolarità che accomuna la AE-9 con il Burson Audio Playmate). Il risultato è che la Sound Blaster AE-9 è in grado di pilotare cuffie da 1 a 600 Ω senza difficoltà, coprendo dunque sia le cuffie in-ear che le cuffie da studio.

Creative afferma di utilizzare una tecnologia chiamata CleanLine che permette di “ripulire” la corrente in ingresso dalle piccole variazioni introdotte dagli altri componenti del PC e ottenere quindi un segnale particolarmente pulito. In effetti il segnale in uscita è particolarmente pulito e libero da rumori, ma anche quello in entrata è notevolmente silenzioso durante le registrazioni.

Le funzionalità aggiuntive di elaborazione dell’audio via software, controllabili dall’applicazione Sound Blaster Command, permettono di aggiungere alcuni effetti interessanti. Il primo è indubbiamente quello surround: attraverso l’elaborazione del segnale, la AE-9 permette di simulare un setup surround 5.1 che è convincente nella resa, sebbene comunque non sia convincente come quello usato dalle cuffie 1More Spearhead VRX. C’è effettivamente un’impressione di maggiore immersione nei giochi e nei film, con una differenza netta rispetto all’uso di cuffie senza elaborazione del segnale – ma la stessa differenza c’è tra questo effetto e l’uso di un surround reale.

Sono presenti varie impostazioni: “surround”, che regola la spazialità, “crystalizer”, che accentua i dettagli, “bassi”, che aumenta la presenza della gamma bassa, “smart vol”, che impedisce che siano presenti picchi e regola il volume, “dialog+”, che dà maggiore risalto alle voci. Queste impostazioni sono utilizzabili tanto durante il gioco quanto durante la visione di film o l’ascolto di musica.

Un equalizzatore a 10 bande permette di modificare la risposta in frequenza a proprio piacimento. Per i puristi del suono è disponibile la modalità “Direct Mode” che elimina qualunque effetto audio e utilizza il DAC senza intervenire sul segnale: utilizzando questa opzione è possibile riprodurre audio a 32 bit e 384 kHz, contro i 32 bit e 96 kHz della modalità normale. In tutte le modalità è possibile intervenire sui filtri del DAC selezionando una delle sette opzioni disponibili, sebbene la differenza tra i vari filtri sia difficilmente individuabile anche utilizzando cuffie di gamma molto alta.

La “scout mode” porta tutti i suoni allo stesso volume, permettendo così di sentire i passi degli avversari anche quando sono ancora lontani. L’implementazione fa però sì che si perda l’aspetto posizionale del suono, annullando di fatto il vantaggio dato dal poter sentire i passi.

Sul fronte della registrazione troviamo la possibilità di aumentare la chiarezza della voce intervenendo (ancora una volta) sul segnale con delle elaborazioni. Creative offre la possibilità di eliminare l’eco, ridurre il rumore di fondo, regolare in maniera automatica il volume ed equalizzare il segnale. È anche possibile modificare la voce con la funzione “Voice Morph”, che permette di introdurre effetti per far assomigliare la propria voce a quella di un robot, di un nano, di un orco o di un bambino.

Da notare che la scheda non funziona senza che i driver siano installati: durante l’avvio del sistema operativo l’ACM si illumina e mostra il testo “AE-9”, dunque sembra che i driver carichino un firmware all’interno della scheda che le permette di funzionare correttamente. Avviando il computer con Linux, ad esempio, la scheda non funziona.

Connettore PCI su Creative Sound Blaster AE-9

Ci sono, però, anche alcuni aspetti negativi da considerare. Da un lato la necessità di avere uno slot PCIe dedicato all’audio, fatto che esclude molti PC con schede madri dal fattore di forma ridotto. Dall’altro lato l’esigenza di un connettore PCI a 6 pin per l’alimentazione della scheda. A questo proposito, il connettore sulla scheda non è progettato al meglio e ciò fa sì che sia necessario fare piuttosto forza per inserire lo spinotto. La presenza di un tasto dedicato al passaggio da cuffie ad altoparlanti e viceversa sull’ACS renderebbe poi la procedura nettamente più facile e meno incline agli errori. Anche un supporto driver più solido non farebbe male: all’inizio della prova, a dicembre, il software era ancora acerbo e causava schermate blu su Windows.

Nonostante queste problematiche, molte delle quali in realtà risolvibili, la Creative Sound Blaster AE-9 spicca come una scheda audio di elevatissima qualità e in grado di competere ad armi pari con molte delle soluzioni USB oggi più in voga tra gli audiofili, nonché con soluzioni specifiche adottate dai giocatori. Il mix di funzionalità e caratteristiche non la rende né carne né pesce, ma questo in realtà si rivela un vantaggio per la AE-9 che riesce a cogliere il meglio dei vari mondi da cui attinge.

Costruire un sistema alternativo che offra lo stesso livello prestazionale con componenti separati ha costi decisamente superiori. In effetti la Sound Blaser AE-9 fa sì che sia possibile contenere al massimo lo spazio occupato pur offrendo funzionalità avanzate che richiederebbero altrimenti almeno 2 dispositivi (un DAC e amplificatore e un’interfaccia audio) dal costo ben superiore. L’aspetto più interessante della AE-9 sta proprio nella sua capacità di combinare soluzioni differenti in un unico prodotto compatto e potente, in grado di offrire reale valore aggiunto a qualunque utente anche in virtù delle funzionalità accessorie, ben concepite e realizzate e con un impatto reale sull’utilizzo del prodotto. La AE-9 non è una semplice scheda audio, ma un vero centro in cui si raccolgono tutte le attività multimediali – è a tutti gli effetti un’evoluzione del concetto di scheda audio nato trent’anni fa.

Il prezzo di 329€ è certamente elevato, ma perfettamente in linea con quanto offerto e con il mercato. Creative dimostra non solo che le schede audio non sono ancora morte, ma che hanno ancora molto da dire.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 10 Febbraio 2020 — 16:03
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