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Recensione Meizu 16th: un nuovo rivale per i top di gamma, ma con fotocamera da migliorare


Meizu 16th è l’emblema del cambio di strategia del produttore cinese, che ha deciso di alzare l’asticella e giocarsi la partita a un livello superiore, quello dei top di gamma. E lo fa portando sul mercato un dispositivo con caratteristiche tecniche da primo della classe a un prezzo conveniente, per fare da contraltare ai marchi più blasonati, come Huawei, Samsung e Apple che hanno di gran lunga superato la soglia dei 1000 euro.

È uno smartphone Android capace di offrire un’ottima esperienza utente con alcune sbavature che, considerando il prezzo, si possono accettare. In Italia, la versione con 6 Gigabyte di RAM e 64 Gigabyte di memoria interna è venduta a 549,99 euro, che diventano 629,99 per la variante con 8 Gigabyte di RAM e 128 Gigabyte di storage. In tal senso, dovrà vedersela con OnePlus 6T che, allo stesso modo, offre un ottimo rapporto qualità/prezzo.

L’aspetto che attira prima di tutti l’attenzione è senza dubbio quello estetico con un design pulito e accattivante – con tanto di sensore biometrico posizionato nel display –  che non rinuncia alla leggerezza grazie anche a una batteria meno capiente. È questa, infatti, una delle imperfezioni da accettare insieme alla qualità fotografica che non è a livello dei dispositivi premium.

Design, tutta una questione di simmetria

Se dovessi associare Meizu 16th a una parola, lo assocerei all’aggettivo “simmetrico”. È uno smartphone davvero bello da guardare con il suo ampio display da 6 pollici che occupa il 91,8% della superficie frontale. I bordi laterali sono estremamente ridotti e quello superiore e inferiore sono di uguali dimensioni grazie alla scelta dell’azienda di non adottare il notch. Tutti i sensori, assieme alla capsula auricolare, sono stati posizionati nella parte più alta – quasi nascosti – dove troviamo anche un LED di notifica che funziona, però, solo come indicatore per la batteria. Qualche problema con il sensore di prossimità che attiva lo schermo, in chiamata, pur non spostando il dispositivo.

La costruzione in vetro gli dona un tocco di eleganza grazie a un processo di rivestimento a sette strati che lo rende simile alla ceramica. Ma non solo. C’è anche una caratteristica che ultimamente manca un po’ in tutti i dispositivi premium: la leggerezza. Con soli 152 grammi, credo che sia lo smartphone più leggero attualmente sul mercato in questo segmento, il cui merito probabilmente va anche alla batteria da 3010mAh. Per darvi un termine di paragone, iPhone XS pesa 177 grammi con una batteria di 2659 mAh. Per il resto parliamo di un dispositivo sottile le cui dimensioni sono 150,5 X 73,2 X 7,3 millimetri.

Per tutti questi motivi, si utilizza con estremo piacere. Bisogna prestare comunque attenzione all’impugnatura a causa del vetro posteriore che – oltre a trattenere molto le ditate –  lo rende particolarmente scivoloso. Purtroppo, non è nemmeno resistente ad  acqua e polvere. Sulla  back cover, spunta in posizione centrale la doppia fotocamera con flash LED. Per fortuna, Meizu non ha pensato alla simmetria quando ha deciso di mantenere in basso a sinistra il jack audio da 3,5 mm accanto alla porta USB-C e alla griglia dell’altoparlante posto a destra.

A dare la sensazione di avere tra le mani un prodotto di alto livello contribuisce senza dubbio la qualità del display Super AMOLED con risoluzione Full-HD+ (2160 x 1080 pixel) e rapporto di forma in 18:9. La luminosità è buona con colori nitidi e vivaci che possono essere regolati via software. La visibilità cala, però, un po’ all’aperto se c’è l’impostazione automatica. Conviene, infatti, impostare la luminosità al massimo. Non manca la modalità Always-On che permette la visualizzazione delle informazioni, come orologio e notifiche, anche quando lo smartphone è in stand-by.

Il fiore all’occhiello è l’implementazione sotto lo schermo del sensore biometrico. Il dispositivo, per sbloccarsi, utilizza sia il riconoscimento delle impronte digitali che quello facciale, il quale risulta più veloce anche se soffre in condizioni di scarsa luminosità. A tal proposito, è necessario sottolineare l’imprecisione di entrambe le tecnologie. A volte, ho optato per lo sblocco tramite password per velocizzare l’accesso. Il sensore biometrico non funziona con le dita bagnate.

Sotto la scocca tanta potenza e qualche difetto

Il cuore pulsante di Meizu 16th è lo Snapdragon 845 coadiuvato da 8 Gigabyte di RAM e 128 Gigabyte di memoria interna non espandibile. La parte grafica è affidata alla GPU Adreno 630. Una tale dotazione hardware non poteva che tradursi in prestazioni di alto livello. A ottobre, è entrato a far par parte della classifica AnTuTu degli Android più potenti posizionandosi in quinta posizione con un punteggio di 288.232. Nel nostro test, abbiamo ottenuto 281.232 punti che confermano il buon lavoro svolto dell’azienda cinese.

Schermo 6 pollici Super AMOLED, 1080 x 2160, 402 ppi, 18:9
SoC Snapdragon 845 octa-core 1.8 GHz Kryo 260
RAM 6/8 GB
GPU Adreno 630
Storage 64/128 GB non espandibili
Fotocamera posteriore Dual-camera, 12 MP f/1.8 OIS + 20 MP f/2.6, flash LED, video in 4K a 30 fps
Fotocamera anteriore 20 MP f/2.0, registrazione video Full-HD 30 fps
Sicurezza Sensore biometrico, riconoscimento del volto
Batteria 3.010 mAh
Ricarica USB-C
Connettività Bluetooth 5.0, Wi-Fi ac dual-band, GPS A-GLONASS BDS Galileo
Reti LTE
Dimensioni 158.8 x 76.2 x 8.3 mm
Peso 152 grammi
Sistema operativo Android 8.0 Oreo personalizzato con Flyme UI
Colori Midnight Black
Prezzo Parte da 549,99 euro

È sempre fluido e scattante e si comporta bene anche durante le sessioni di gioco. Buona anche la dissipazione del calore che non ho avvertito in alcun modo dopo più di un’ora di gioco. Presente anche qui, una modalità gaming che ottimizza le prestazioni della piattaforma hardware quando viene avviata una sessione.

Tutto ciò è alimentato da una batteria da 3.010 mAh con tecnologia di ricarica rapida proprietaria mCharge che permette di arrivare al 67% in soli 30 minuti. Con un amperaggio del genere, è chiaro che non si tratta di un mostro in termini di autonomia. Se con un utilizzo medio-basso ho coperto 12 ore a fronte di 4 ore e mezza di schermo, con un uso più intenso ho dovuto ricaricarlo dopo mezza giornata con 2 ore e 23 minuti di display acceso.

Completa la connettività: supporto dual SIM, WiFi a/c dual band, Bluetooth 5.0, GPS A-GLONASS Galileo, LTE.  Discreta la ricezione. A volte, ho notato una potenza di segnale inferiore rispetto ad altri terminali. Manca l’NFC e l’audio è stereo generato dallo speaker inferiore e dalla capsula auricolare superiore.

La parte software è affidata a Android Oreo 8.1 con una forte personalizzazione dell’interfaccia grafica FlyMe 7.1 che interviene pesantemente sull’esperienza stock del robottino verde. Non c’è il drawer, tutte le applicazioni sono sulle schermate principali e sono disponibili tante funzionalità che sfruttano gli algoritmi di intelligenza artificiale. Per esempio, per navigare all’interno del sistema possiamo utilizzare delle gesture in grado di capire se vogliamo tornare indietro, ritornare alla Home o aprire il multitasking. È una possibilità già vista, ma in questo caso possono essere utilizzate in qualsiasi punto del display.

Il comparto fotografico si compone di una dual camera posteriore con flash a 6 LED a due tonalità. Il sensore principale è da 12 Megapixel con stabilizzatore ottico e obiettivo f/1.8 coadiuvato da un secondo da 20 Megapixel con zoom 3x e obiettivo f/2.6, che si occupa principalmente della profondità di campo. Sulla parte frontale, è presente una solo fotocamera da 20 Megapixel.

Gli scatti fatti in ottime condizioni di luce mostrano immagini nitide, dettagliate e con una buona saturazione dei colori. Ho notato qualche sbavatura con la resa cromatica in alcuni casi. Per esempio, la chioma degli alberi – con un fascio di colore identico – è meno dettagliata e sembra quasi sfocata. Tuttavia, i colori sono molto naturali anche se bisogna migliorare la velocità di scatto. Per evitare delle foto mosse, è necessario attendere almeno un secondo prima di muovere lo smartphone. Non manca ovviamente la possibilità di scattare immagini con fondo sfocato (effetto Bokeh).

Se la fotocamera posteriore riesce a scontornare bene il soggetto inquadrato, il risultato è meno convincente con la fotocamera frontale. Infatti, la sfocatura è –  a volte –  molto irregolare soprattutto quando già il contorno naturale non è ben definito come nel caso dei capelli. Rimanendo sulla camera dedicata ai selfie, gli autoscatti restituiscono un risultato realistico e sono ottimi in diurna.

La situazione cambia decisamente in condizioni di scarsa illuminazione per entrambe le fotocamere.  Meizu 16th ha qualche problema con la gestione della luce artificiale e negli scatti in notturna interviene un bel po’ di rumore. La qualità scende molto con la fotocamera frontale che – a causa della mancanza del flash – scatta foto quasi completamente nere se non c’è luce. Niente male i video che possono essere registrati fino alla risoluzione 4K a 30 fps. A tal proposito, però, c’è un problema con la visualizzazione dei video che sono in H265 e quindi non sono compatibili con molti dispositivi. Insomma, la fotocamera non è ancora all’altezza dei diretti concorrenti.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

Meizu 16th è venduto nei principali negozi di elettronica – nella solo colorazione Midnight Black – a 549 euro per la versione con 6 Gigabyte di RAM e 64 Gigabyte di memoria interna che diventano 629 euro per quella da 8/128 Gigabyte. Ha senza dubbio un ottimo rapporto qualità/prezzo e rappresenta un vero e proprio rivale nel mercato dei top di gamma, soprattutto per Xiaomi e OnePlus che offrono dispositivi sulla stessa fascia di prezzo. OnePlus 6T, per esempio, è disponibile su Amazon a 639 euro nella variante top (8/256 GB) e Xiaomi Mi 8 addirittura a 399 euro con 6 Gigabyte di RAM e 128 Gigabyte di spazio di archiviazione.

Il prezzo rappresenta un fattore importante in fase decisionale e in questo caso con la metà – rispetto ad altri concorrenti – ci si porta a casa un dispositivo ben costruito, bello e leggero che offre prestazioni ottime pur presentando  qualche piccola e accettabile mancanza.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 17 novembre 2018 — 20:38
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