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Red Dead Redemption 2, l’HDR non cambia nulla secondo Digital Foundry


I colleghi di Eurogamer e Digital Foundry hanno analizzato a fondo l’HDR di Red Dead Redemption 2, scoprendo che in realtà l’high dynamic range non offre alcun reale beneficio. Anzi, quando è attivo, essenzialmente, possiamo solo decidere se avere un’immagine scura e attenuata, uguale a quella standard oppure troppo illuminata.





Ma partiamo per gradi. L’HDR è un’interessante tecnologia che, se supportata dai nostri schermi, permette di ottenere una gamma dinamica maggiore e di incrementare notevolmente il normale rapporto di contrasto. Non vogliamo tediarvi con dettagli tecnici sul funzionamento ma, se siete interessati all’argomento, sulle nostre pagine trovate un’esaustiva e dettagliata spiegazione. Ciò che conta è che l’HDR ha bisogno di hardware specifico che negli anni sta diventando sempre più accessibile e diffuso.

La necessità di trasferire più informazioni allo schermo, che deve essere in grado di elaborarle, fa quindi sì che i dati su colore e luminosità di un pixel siano archiviati in tre “contenitori” – uno per il rosso, verde e blu – da 10 bit, mentre per l’SDR – standard dynamic range – ne sono sufficienti 8. Solitamente i videogiochi che supportano questa tecnologia producono un’immagine HDR con elevati livelli di luminosità, misurata in nits – candela su metro quadro. I titoli first party di Microsoft, ad esempio, raggiungono una luminanza massima di 10000 nit, mentre in media, altri titoli si attestano a picchi compresi fra 1000 e 4000 nit, garantendo un’ottima qualità del contrasto.

Red Dead Redemption 2 invece genera fotogrammi i cui i dati sul singolo colore di ogni pixel sono contenuti in 8 bit e, anche se l’HDR è attivo, gli stessi dati sono poi “espansi” per riempire i “contenitori” da 10 bit. Il risultato è che non è inserita nessuna nuova reale informazione rispetto all’immagine in SDR, come, ad esempio, avviene anche nel processo di upscaling.

Butch Cassidy and the Sundance Kid (Geroge Roy Hill, 1969)

Ciò vuol dire che un pixel totalmente bianco in SDR, con l’HDR attivo è il punto più luminoso che lo schermo può mostrare. Questo può perfino causare problemi di burn in, dato che molti elementi dell HUD, che resta fisso nello stesso spazio, sono bianchi o comunque molto chiari. Inoltre, in questo modo, le informazioni sulla luminosità di ogni pixel sono sempre basate su dati destinati a display da 100 nit.

Il risultato è quindi che Red Dead Redemption 2 riesce a raggiungere al più i 500 nit di luminosità, riducendo la qualità del contrasto fra i vari elementi a schermo che invece il vero HDR è in grado di offrire. Ad esempio, il sole, che raggiunge i 500 nit massimi, ha una luminosità quasi uguale a quella della neve che raggiunge i 400-500 nit. Questo perché la conversione da SDR a HDR utilizzata da Red Dead Redemption 2 non consente di avere un’informazione sufficiente dettagliata per far spiccare certe porzioni del fotogramma rispetto ad altre.

È un peccato che Red Dead Redemption 2 non supporti propriamente l’high dynamic range ma resta comunque uno dei titoli graficamente più appaganti di questa generazione sia su PlayStation 4 che su Xbox One. L’HDR non propriamente implementato non ha per nulla scalfito il successo di critica e, in ogni caso, tutti ne hanno riconosciuto l’eccellenza in ogni campo e nella rappresentazione del vecchio west. Però siamo curiosi di sentire la vostra opinione in merito: giocate con l’HDR attivato? Se sì, come vi sembra?

Red Dead Redemption 2 è disponibile per PS4 e Xbox One. Giocate l’ora enorme epopea del fuorilegge Arthur Morgan.


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Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 1 Novembre 2018 — 15:22
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