Sagas of the Icelanders: la recensione


Sagas of the Icelanders (edito in Italia da Dreamlord Press) è un gioco di ruolo piuttosto particolare che vi porterà tra le fredde e inospitali terre dell’Islanda. Se volete immergervi nel contesto storico delle saghe islandesi del IX secolo o perché no, volete rivivere le emozioni provate da Floki della serie tv Vikings nell’approdare in queste terre e creare una nuova comunità, questo gioco fa esattamente per voi.

L’autore Gregor Vuga non ha cercato di stupire i giocatori con un territorio incantato, o con un’interpretazione fantasy del mondo nordico, ma ha scelto di prenderli per mano e accompagnarli in un’ambientazione estremamente affascinante, con il bagaglio letterario di grande spessore culturale delle saghe islandesi e dove l’uomo e la natura di una terra misteriosa e aspra si incontrano in una quotidiana lotta per la vita.
Secondo noi ha centrato in pieno il suo scopo e vi raccontiamo perché.

In fuga verso una nuova terra

Sagas of the Icelanders, come suggerisce il nome, si basa sulle saghe islandesi, ossia una serie di racconti in prosa che narrano le gesta delle genti che hanno colonizzato l’Islanda a partire dall’875, fino al 1085, quando fu fondata la prima chiesa cristiana nel sud dell’isola.
Ma quale è il motivo che può spingere degli uomini ad accettare di vivere su una terra inospitale come l’Islanda dell’epoca? I motivi sono in realtà diversi, ma quello principale lo si può ricondurre alla ricerca di libertà. I primi uomini erano in fuga dalla Norvegia, dove il re Harald Bellachioma aveva dato il via a una guerra intrisa di sangue per unificare tutto il Paese.
L’Islanda rappresenta dunque una speranza per dissidenti politici, nobili caduti in disgrazia, profughi e ovviamente criminali, ma anche gente comune come semplici contadini alla ricerca di nuove terre da coltivare. E’ questo il mix di persone che va a costituire le prime comunità in Islanda, individui spinti da motivazioni e obiettivi diversi, ma mossi tutti dalla speranza di libertà e forse di rinascita.

Il motore Powered by the Apocalypse

Come già anticipato Sagas of the Icelanders utilizza il motore di regole chiamato Powered by the Apocalypse, che ha visto la sua prima comparsa nel gioco di ruolo Apocalypse World degli autori D. Vincent Baker e Meguey Baker (prima edizione nel 2010), e che è poi stato declinato in innumerevoli altri titoli.
All’epoca il successo di questo regolamento fu legato alla sua leggerezza, all’innovazione nell’introdurre meccaniche in grado di intervenire direttamente nella narrazione e al dare maggiore potere narrativo ai giocatori stessi. In sintesi è uno di quei regolamenti che spinge l’attenzione del giocatore verso la narrazione piuttosto che alla gestione delle statistiche del personaggio.
Se negli anni molti altri giochi hanno utilizzato questo sistema di regole adattandolo a seconda delle necessità, con Sagas of the Icelanders si può dire che la struttura del sistema originario è rimasta sostanzialmente inalterata.

Il proprio posto nella società

Diversamente da altri titoli, un giocatore di Sagas of the Icelanders deve prima di tutto definire il genere, ossia il sesso del proprio personaggio. Si tratta di un elemento che compare quasi sempre anche nelle schede di altri giochi, ma qui assume uno spessore completamente diverso. Non dobbiamo dimenticare che il gioco si svolge in un contesto storico e sociale ben definito e il manuale spiega molto bene come la società dell’epoca si aspettava comportamenti e ruoli differenti a seconda del sesso di una persona.
Entrambi i sessi sono ugualmente rispettati, ma ad entrambi viene data una collocazione sociale specifica: ad esempio una donna svolge normalmente compiti domestici, mentre l’uomo si occupa di lavori all’aria aperta, ma se la donna potrebbe anche praticare quella che potremmo chiamare una sorta di “magia” o “stregoneria”, se lo facesse l’uomo verrebbe considerato effeminato e quindi poco onorevole (e l’onore è uno dei fondamenti della società islandese). Questi sono solo alcuni esempi e la scelta del genere si traduce anche in altri aspetti che vediamo più avanti.
Stabilito il genere del vostro personaggio in Sagas of the Icelanders potete scegliere il Libretto, ossia il ruolo che il personaggio ha all’interno della società. Il Libretto (una sorta di archetipo e contemporaneamente scheda del personaggio) contiene tutte le informazioni utili per definire chi interpretate (nome, aspetto), cosa sa fare (caratteristiche, mosse) e i legami che ha con gli altri personaggi.
Sono disponibili ben undici Libretti:
l’Uomo, la Donna, il Bambino, il Goði (figura autorevole che è una sorta di mix tra un capotribù e un sacerdote), lo Húskarl (uomo che lavora alle dipendenze di altri, genericamente come guardia del corpo), la Matriarca (anziana donne alla guida di una famiglia), la Seiðkona (un po’ maga, un po’ strega e un po’ veggente), la Skjaldmær (donna guerriera), il Viaggiatore (straniero e viandante), il Thræll (schiavo), il Mostro (persona orribile o comunque tenuta ai margini e socialmente non considerata umana).
Come detto ogni Libretto vi introduce al vostro ruolo e a quello che la società si aspetta da voi, oltre a fornirvi le specifiche del vostro personaggio.
Le Caratteristiche dei personaggi sono quattro e possono assumere un valore che va da -1 a +3: Giovane (indica la salute, ma anche la forza e l’impulsività), Esperto (l’essere abile in senso lato), Ruolo (l’essere allineato con quello che la società si aspetta dal tuo sesso) e Wyrd (l’essere fortunato o strambo).

Fate la vostra mossa

Poco fa abbiamo anche citato il termine “mossa”, ma che significa? L’elemento principale che caratterizza questo sistema è infatti l’utilizzo delle Mosse, ossia frasi che inserite nella narrazione innescano una specifica meccanica. Cosa significa? Che se in un gioco di stampo più tradizionale potremmo trovare un giocatore che dice “tiro l’abilità Scassinare per riuscire ad aprire la porta”, chiamando subito in causa una meccanica (il tiro di abilità) a cui far seguire eventualmente una descrizione narrata della sua azione, l’uso delle Mosse implica che il giocatore descrive prima di tutto la sua azione, e nel narrarla utilizza una frase codificata che richiama la meccanica (il tiro di dadi). Per quanto riguarda i personaggi sono presenti Mosse Base (ossia disponibili a tutti i personaggi), Mosse legate al genere del proprio personaggio (uomo / donna) e Mosse disponibili solo al Libretto del personaggio scelto.
Facendo un esempio: “mi reco all’abitazione di Silka e mi presento sotto mentite spoglie, utilizzando vesti tipiche di un allevatore”. In questo caso si sta utilizzando la Mossa Travestimento richiamata con la frase “mi presento sotto mentite spoglie”. La Mossa viene a questo punto risolta tirando due dadi a sei facce a cui si somma il valore di una delle quattro Caratteristiche del personaggio. Un risultato da 1 a 6 è solitamente un fallimento, da 7 a 9 un successo parziale o con qualche complicazione, mentre da 10 in su è un successo completo. I risultati sono comunque esplicitati da ogni Mossa e vengono calati in gioco direttamente dal giocatore che può così intervenire direttamente nella narrazione.
Molto importanti sono appunto anche le Relazioni, ossia specifiche connessioni che il personaggio ha con alcuni degli altri personaggi (ad. Es. Íseldur ha offeso la mia famiglia, o non potrei mai tradire Agnar). Le Relazioni permettono di guadagnare Legami, che rappresentano quanto forte è la connessione e quindi anche l’influenza che un personaggio può avere su un altro.

Il Maestro di Cerimonia

In Sagas of the Icelanders il Maestro di Cerimonia è colui che in altri giochi viene chiamato narratore o master e anche lui agisce utilizzando specifiche Mosse, che nel suo caso fungono principalmente come strumenti per sviluppare la narrazione. Ad esempio la mossa Suggerisci Calamità Future, permette al Maestro di Cerimonia di inserire nella storia dei presagi o segni che futuro potrà accadere qualcosa di molto brutto, dando così alla storia un’atmosfera di urgenza o di preoccupazione per quello che potrà accadere.
Il Maestro di Cerimonia ha a disposizione un suo specifico Libretto, diverso da quello dei suoi giocatori, da utilizzare per definire i Fronti e le Minacce, così come previsto dal sistema Powered by the Apocalypse.
Nel libretto è infatti presente un grande esagono all’interno del quale il Maestro di Cerimonia inserisce i nomi dei personaggi e intorno ad essi posiziona i principali png (personaggi non giocanti) e luoghi. Ogni lato dell’esagono rappresenta un Fronte, ossia una sorta di guida tematica e di atteggiamenti generali che muovono il mondo e che vanno a influenzare png e luoghi a seconda del lato dell’esagono a cui si trovano più vicini. Tra questi vanno anche individuate le Minacce che ostacoleranno i personaggi e a concludere il tutto vengono fornite Mosse specifiche per le Minacce e per i Fronti.
In sintesi si tratta di una mappa relazionale che permette al Maestro di Cerimonia di avere una rappresentazione visiva delle relazioni e degli ostacoli presenti e al tempo stesso fornisce strumenti utili per spunti narrativi.

Trasposizione ludica di una società

Il punto di forza di Sagas of the Icelanders è la sua capacità di trasporre al tavolo le principali regole sociali, economiche e religiose che definivano la struttura del popolo islandese e che scandivano le giornate di ogni individuo.
Sebbene in realtà non vi fosse una struttura sociale particolarmente complessa, non vi erano nemmeno veri e propri villaggi ma fattorie dislocate sul territorio, erano comunque ben presenti regole non scritte alle quali nessuno poteva esimersi dal rispettarle. L’onore era fondamentale, vi era poi l’importanza e il valore del matrimonio, della famiglia e della fede, sebbene quest’ultima nel tempo verrà minacciata dagli stranieri e dall’arrivo del cristianesimo, creando così tensioni tra la popolazione. C’era anche un sistema giudiziario basato su una struttura organizzativa precisa, assolutamente da non sottovalutare, perché le punizioni potevano essere piuttosto severe…

Saghe e il gioco generazionale

Le saghe sono narrazioni che non si limitano a un arco temporale ristretto e limitato, ma piuttosto abbracciano anni e generazioni. L’intuizione dell’autore di Sagas of the Icelanders è proprio quella di suggerire ai giocatori e al Maestro di Cerimonia di giocare campagne medio lunghe utilizzando personaggi diversi, per l’appunto magari discendenti dei primi personaggi giocati o comunque legati ad essi, lasciando trascorrere anni tra un blocco di avventure e l’altro e abbracciare la storia dell’Islanda e la sua evoluzione.
In questo modo le azioni dei personaggi o semplicemente quello che vivranno potrà avere un impatto sulla società che potrà essere ben visibile nel proseguimento della campagna.

Gioco adatto a…

Sicuramente Sagas of the Icelanders è consigliato a giocatori di ruolo che amano il fascino delle atmosfere nordiche, dipinte molto bene dall’autore. Il taglio fortemente narrativo definisce già un suo target di pubblico, ma il manuale descrive il sistema Powered by the Apocalypse in maniera chiara e completa da poter essere considerato un ottimo gioco per avvicinarsi a questo sistema. Il vantaggio “didattico” di utilizzare un sistema sostanzialmente inalterato dall’originale e la chiara esposizione delle meccaniche rispetto a quanto fatto da altri giochi è sicuramente un plus.
La mancanza di esempi, in particolare per alcune Mosse o la creazione delle Minacce, potrebbe rendere più difficoltoso l’avvicinamento da parte di completi neofiti del gioco di ruolo.

Conclusione

Sagas of the Icelanders si è rivelato un gioco davvero molto appassionante, perché nella sua presentazione minimale e senza fronzoli, riesce a fare quello che deve in maniera molto diretta: accompagnare il lettore nel mondo delle saghe islandesi, spiegando molto bene quali sono le dinamiche sociali, economiche e politiche, motore e spunto principale della narrazione. La presentazione è quasi didascalica e affronta approfonditamente nei vari capitoli i differenti aspetti della società, andando dritta al punto e fornendo le necessarie informazioni per poter giocare immediatamente.
Il sistema di regole è ampiamente rodato, tutto gira nel verso giusto, e il funzionamento delle meccaniche è presentato in maniera molto chiara e impeccabile, riuscendo a illustrare molto bene il funzionamento del sistema Powered by the Apocalypse (la cui atipicità e personalità l’ha reso negli anni un sistema molto ben riconoscibile nel panorama ludico).
Le Mosse sono numerose e molto caratterizzanti, e la loro sola lettura fa comprendere bene il delicato sistema di relazioni sociali, regole morali e comportamenti.
Se si deve trovare un difetto è che in alcuni punti, sebbene come già evidenziato l’esposizione sia sempre molto attenta e chiara, avrebbe sicuramente giovato avere qualche esempio in più per togliere eventuali dubbi ai neofiti del sistema (particolare riferimento alla creazione delle Minacce e in rari casi all’uso di alcune Mosse).
Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare in un territorio selvaggio e inospitale, vivrete accanto a uomini e donne che nella loro quotidiana normalità affronteranno innumerevoli ostacoli e con la loro forza e caparbietà andranno a costruire un pezzo della storia d’Islanda.





Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

Rate this post
Updated: 4 Febbraio 2020 — 14:05
Siti Web > Notizie di Marketing e comunicazione © 2018 Realizzazione, creazione, sviluppo, progettazione siti web-internet