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Shintiara: un gioco di ruolo fra paradossi temporali e dislocazioni spaziali


Un gioco di ruolo in evoluzione dove la linea di demarcazione tra bene e male non è così netta. Realizzato da un gruppo di autori italiano è nato dalle pagine di Kickstarter, la piattaforma di raccolta fondi, dove ha riscosso un discreto successo che lo ha portato ad arrivare anche sui tavoli dei giocatori d’oltre oceano.

Shintiara – Avventure sull’orizzonte degli eventi è un’ambientazione a tutto tondo dove i paradossi temporali, gli effetti della distorsione spaziale e la lotta continua tra il Cosmo ed il Vuoto sono tutto ciò che serve come base per tessere la propria storia. Non un classico fantasy, anzi, vi si discosta molto a partire dagli abitanti di questo pianeta, passando per la sua posizione nell’universo fino ad arrivare al sistema.

Dove andremo a finire?

E’ esattamente questo il punto. Non si conosce dove si andrà a finire su Shintiara e questo elemento è una prerogativa ben definita dell’ambientazione. Il pianeta si trova in equilibrio sull’orizzonte degli eventi di un buco nero da circa tre secoli e questo crea alterazioni dello spazio e del tempo. Le realtà conosciute e non, si intersecano con quelle di Shintiara creando anacronismi in ogni dove Ed è in questa situazione precaria ed instabile che i giocatori nei panni dei Reclutati – ovvero degli “eletti” fra gli abitanti del mondo e dotati di poteri sovrannaturali – saranno in grado di intervenire ed interagire con le loro azioni a favore del Cosmo o del Vuoto potendo quindi “spingere” Shintiara stessa  un po’ più vicino alla fine o un po’ più lontano.

Un universo non considerabile come fantasy canonico ma caratterizzato da razze che lo abitano davvero particolari, alle volte surreali e molto diverse le une dalle altre. Sei razze che, nell’immaginario, sono uniche nel loro genere con la “classica” eccezione per gli umani, immancabili in ogni gdr che “si rispetti”. Fra le creature peculiari di questo mondo segnaliamo gli istrionici Skirth , umanoidi felini famosi per parlare per opposti (il su è giù, il bello è brutto e così via), gli ipertecnologici ed alieni  Zolkaniani (un popolo iperintelligente) ed i barbari Darqarot ,creature immense dalle corna pronunciate e gli zoccoli forti.

Ogni razza presentata nel manuale base ha una sua prerogativa, ha delle proprie peculiarità, un proprio impianto sociale ed una relazione con le altre civiltà a volte di benevolo supporto, altre di conflitto violento e diretto. Di razze nel mondo ce ne sono tante altre alcune autoctone ed altre invece arrivate sul pianeta attraverso le distorsioni generate dalla prossimità al buco nero e che, in un modo o nell’altro, si sono poi integrate all’interno della società di Shintiara.

Il Paradosso

Questo è uno dei principi fondanti di tutta l’ambientazione. Sapendo che il mondo è sull’orizzonte degli eventi di un buco nero, ogni realtà è coincidente con quella di Shintiara e le tante realtà diverse si intrecciano, si intersecano e si modificano. Può infatti accadere che un gruppo di personaggi possa intraprendere viaggi temporali o ritrovarsi in un momento del tempo dove potrebbero incontrare i loro stessi nonni da giovani. E in caso di pericolo se non si riuscisse a proteggere i propri avi da una fine prematura niente paura.. l’universo non collasserà in un paradosso ed i personaggi non scompariranno cancellati nel nulla in quanto quella sarà solo UNA delle tante realtà e sicuramente NON quella da cui provengono i personaggi.

Ecco, questo è il modo con cui gli autori hanno “aggirato” il classico problema dei viaggi nel tempo. Quindi, Narratori, sbizzarritevi ad intrecciare trame temporali perché raramente un gioco di ruolo vi esorta a farlo.

Il paradosso ha una valenza sulla meccanica di gioco che va oltre alla semplice filosofia sulla gestione delle linee temporali e delle realtà alternative. Ogni oggetto che non è proprio di Shintiara ma è giunto sul pianeta da altre dimensioni sarà si perfettamente funzionante ed utilizzabile ma possiederà una sorta di “instabilità” strutturale che potrebbe portare anche alla fine della realtà come gli abitanti di Shintiara la conoscono. Più un elemento sarà carico di paradosso più potrà interagire direttamente con il mondo creando delle fratture della realtà più o meno gravi. Ovviamente più oggetti sono posseduti da un singolo abitante o sono presenti in una certa zona più sarà probabile che si verifichi una frattura pericolosa ed estesa.

Uno dei compiti dei Reclutati votati all’ordine sarà proprio quello di individuare ed eliminare gli oggetti carichi di Paradosso presenti sul pianeta.. di contro i Reclutati votati al caos saranno ben lieti di accumulare quesiti oggetti e provare a lanciare Shintiara definitivamente dentro al buco nero che l’attende famelico.

Come funziona?

Oltre l’ambientazione originale anche il regolamento lo è ed è stato denominato D100 Modern. Il nome già avvicina le meccaniche a qualcosa che i vecchi giocatori conoscono e che i nuovi hanno imparato a conoscere con mostri sacri come Il Richiamo di Cthulhu e RuneQuest. Laddove è proprio l’uso del dado a 100 facce (o 2 dadi da 10) a portare nel passato questo gioco è l’aggiunta di un DADO ASSET che lo riporta prepotentemente nel presente.

Una normale azione si svolge tirando un dado percentuale (D100 o 2d10 di cui uno sono le decine e l’altro le unità), questo risultato è alterato dal tiro di un altro d10 (il dado asset per l’appunto). Questo valore, a seconda se si è in vantaggio o svantaggio, si sottrae o si aggiunge alle decine del tiro percentuale. Supponendo quindi di aver tirato un bel 52, il dado asset può peggiorare questo tiro o migliorarlo. Se per caso fossimo in vantaggio e facessimo un bel 4 allora questo verrà sottratto al 5 facendoci ottenere come risultato finale un grandioso 12.  Una meccanica che sulla carta sembra essere complessa ma che nella realtà dei fatti semplifica e modifica le situazioni se queste si sono giocate bene, con cognizione e non semplicemente a testa bassa.

Proprio questo dado, unito alle meccaniche di Vantaggio/Svantaggio aiutano nell’interpretazione. Uno dei capisaldi di tutto l’impianto regolistico. Di fatto i personaggi, nel corso del tempo, possono acquisire punti da utilizzare contro gli effetti del Paradosso (di cui vi abbiamo parlato sopra) riducendone la gravità. Questi punti, denominati Punti Vuoto e Punti Cosmo vengono utilizzati anche per migliorare il proprio personaggio al posto della classica esperienza. Oltre all’evoluzione del personaggio e al contratto dei Punti Paradosso questi punti servono per migliorare azioni e situazioni.

Vantaggi e Svantaggi sono anch’essi una buona aggiunta ed in questo caso non si parla della posizione in una data azione, bensì di dettaglio del proprio personaggio. Questi dettagli offrono soprattutto un buon grado di personalizzazione del proprio Reclutato, che di fatto, portano il giocatore ad avere un’idea più precisa di quello che vogliono ottenere. Apparati tecnologici, Debolezze, Qualità superiori sono solo alcuni esempi di cosa è possibile avere. Come per altri giochi, ogni Vantaggio ed ogni Svantaggio ha un costo e questo costo va a debito o a credito a seconda di cosa si sta scegliendo. Una meccanica che non passa mai di moda e che ha il suo perché all’interno dell’economia della creazione del personaggio.

Ogni elemento del regolamento legato sia alla creazione dei personaggi sia alle meccaniche di gioco ha l’obiettivo di creare coesione tra i membri del gruppo, dare una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nell’avventura e soprattutto trasferire quella sensazione di appartenenza ad un mondo alieno che non è sempre facile ottenere.

Una nota particolare va ai capitoli di gestione della storia. Nonostante sia simile ad altri giochi di ruolo, una menzione speciale va alla gestione degli avversari che possono essere creati anche senza preparazione. Il manuale permette infatti di dare vita ad un avversario senza averlo preparato preventivamente, semplicemente ragionando sul ruolo che dovrebbe avere  in quella specifica vicenda. Anche questa, come altre, non è una regola completamente nuova ma è apprezzabile che anche un narratore esperto abbia un tool per velocizzare sessioni o improvvisarne.

La gestione delle linee temporali

In un gioco dove è fortemente voluta l’interazione con le linee temporali è facile cadere nella tentazione di fare un pot-pourri e ritrovarsi con qualcosa di scadente, poco divertente e più spesso ancora fuori luogo o troppo oltre il potenziale dei personaggi. Per quanto nel manuale venga spiegato e trattato l’argomento, chiunque leggendo Shintiara sarà tentato di usare una Spada Laser, una granata e così via e personalmente non ci trovo niente di male ma è sempre meglio restare con i piedi per terra.

Questo incredibile strumento va usato con parsimonia perché crea nei vostri giocatori un effetto WOW che non dimenticheranno facilmente. In un momento topico in cui il nemico fa il suo monologo, schiaccia malamente gli eroi, fatelo uscire di scena a cavallo di un Panzer deridendoli, sbeffeggiandoli ma lasciandoli vivi. Questo espediente, non solo crea un forte moto di vendetta nei personaggi (e nei giocatori) ma crea spessore, un momento di patos e di domande che potrebbero trovare risposta solo quando caleranno con i Dreidecker (ndr. il Flokker Dr.I del Barone Rosso) e crivelleranno di colpi l’intero insediamento.

Nell’insieme

Il manuale di gioco si presenta piuttosto bene, corposo, in formato A4 a colori. Una buona qualità dei materiali è certamente un valore aggiunto che la campagna Kickstarter ha portato. L’impianto tipografico è a due colonne per i contenuti principali e una colonna di supporto per dettagli e rimandi a specifiche altre aree del manuale. Le illustrazioni sono in bicromia tranne quelle presenti in apertura capitolo che sono a colori, ogni sezione del manuale presenta una sua propria grafica di sfondo.

Il libro presenta una buona ambientazione, un buon regolamento ed una sezione piuttosto esaustiva sul come gestire una cronaca. Regole e Ambientazione sono ben amalgamate, si rispettano vicendevolmente e conducono i giocatori ed il narratore verso spunti e situazioni di ogni sorta. Il manuale base è completo anche se si sarebbe potuto parlare in maniera molto più approfondita della geografia, della magia, e dare spazio alla descrizione di aree particolarmente interessanti di tutto il mondo.

Concludendo

In conclusione Shintiara è sicuramente un buon prodotto. Si distingue dalla massa per l’originalità dell’ambientazione che permette di esplorare situazioni, azioni, vicende sempre nuove e diverse soprattutto grazie ai paradossi spazio-temporali.

Il motore di gioco risulta semplice e snello da leggere con una nota innovativa che lo eleva al di sopra del D100 classico al quale si ispira. L’aggiunta del dado asset al canonico percentuale fornisce quel tocco di “ruolata” che non guasta in un gioco moderno ma che non fa una vera e propria differenza in termini di emozioni.
Il manuale base si concentra molto sulle dinamiche di gioco e sulla creazione dei personaggi tralasciando in parte i dettagli propri dell’ambientazione, resta vago in molte aree geografiche e per un narratore alle prime armi questa mancanza di dettaglio potrebbe risultare in parte ostica.
Un buon manuale quindi ma proprio in quanto opera originale anche e soprattutto nell’ambientazione utilizzata sarebbe stato preferibile avere maggiori elementi legati ai miti, alle leggende ed alla geografia di Shintiara.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 5 dicembre 2018 — 13:47
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