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The Mandalorian episodio 3: The Sin. Tutti i riferimenti alla saga di Star Wars


The Mandalorian, la prima serie televisiva dedicata all’universo di Star Wars di Disney+, è giunta alla sua terza puntata. Le avventure del Mandaloriano e del piccolo alieno al centro della sua missione continuano a rivelarsi una vera delizia per gli appassionati di Star Wars. Complice una narrazione che sfiora la percezione , fortemente ispirata da quel caposaldo della narrativa che è Lone Wolf and the Cub, The Mandalorian continua a macinare consensi, forte anche di una cura eccellente nell’inserirlo all’interno della saga di Star Wars.

Come per i precedenti episodi, Chapter 1 e The Child, anche per The Sin abbiamo cercato di cogliere easter egg e riferimenti al mito di Star Wars.

ATTENZIONE: quanto segue contiene una serie di importanti spoiler su The Sin, il terzo episodio di The Mandalorian

Ecco cosa abbiamo trovato

This is the Way

Il terzo episodio di The Mandalorian è, per ora, uno dei più importanti per la definizione dello spirito mandaloriano. Al ritorno dalla sua missione, il Mandaloriano, dopo aver incassato la taglia in prezioso beskar, torna alla sua enclave per trasformare il prezioso metallo in nuovi pezzi per la sua armatura, come da tradizione.

In questa occasione, possiamo apprendere una nuova caratteristica della cultura mandaloriana. L’aver accettato una taglia che lo porta a lavorare per i resti dell’Impero, che tanto ha colpito Mandalore e i suoi figli, segna una spaccatura tra il Mandaloriano ed i suoi fratelli, che non esitano a ricordargli che non è questo la via imposta dal Codice, con un’esclamazione tipica della loro gente: This is not the Way (non è questa la via). Per la prima volta, apprendiamo questo detto mandaloriano, che interpreta al meglio le linee guide morali dei letali guerrieri di Mandalore.

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Una frase che si sposa bene con il titolo dell’episodio, The Sin. Il presunto tradimento del Codice da parte del Mandaloriano può essere inteso come un peccato per la sua gente, un allontanamento dal loro onore. In questa visione, The Sin è un episodio che riconcilia la figura del caccaitore di taglie, che abbiamo visto mutare la propria concezione del mondo da quando è entrato in contatto con il piccolo alieno verde.

Quasi a voler ribadire come questo terzo episodio sia centrale nel ricordare al Mandaloriano le sue tradizioni, quando il cacciatore di taglie entra nell’enclave la ripresa rimane fissa più a lungo sul simbolo mandaloriano che adorna l’ingresso all’antro dell’Armaiola. Si tratta dell’effige che identifica tutti i Mandaloriani, ed è il teschio stilizzato di una mitosauro, la leggendaria creatura che i Mandaloriani del passato usavano come cavalcatura. La stessa bestia che veniva citata da Kuiil nello spronare il Mandaloriano a cavalcare i blurrg nel primo episodio.

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Altra considerazione sulle tradizioni mandaloriane è il rapporto con gli elmi. Per alcuni clan non è insolito mostrarsi senza l’elmo, come abbiamo visto in The Clone Wars. Se ripensiamo invece al più noto mandaloriano di Star Wars, Boba Fett, non lo abbiamo mai visto senza, anche se avevamo conosciuto il suo padre biologico, Jango, che invece non pareva aver problemi a mostrarsi senza elmetto.

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Il clan a cui appartiene il Mandaloriano pare invece attenersi ad una tradizione più rigida, tanto che anche all’interno dell’enclave tutti, compresa l’Armaiola, indossano l’elmo.

Il passato del Mandaloriano

Come nel primo episodio, anche in The Sin al momento della forgiatura dell’armatura del Mandaloriano assistiamo a flashback del suo passato. Scelta stilistica interessante, quasi a voler creare un parallelo tra il completare l’armatura, nuova identità del cacciatore di taglie, e l’accettare il proprio futuro.

Nei flashback assistiamo alla Grande Purga, avvenuta durante le Guerre dei Cloni. Nel ricordo del Mandaloriano si vede con chiarezza la presenza di un droide da battaglia B2, in forze all’esercito separatista durante le Guerre dei Cloni. Questo colloca la Grande Purga durante la guerra che sconvolse la Vecchia Repubblica, avvenuta vent’anni prima di Una nuova Speranza.

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Durante la Grande Purga, come sappiamo anche da quanto visto nella serie animata The Clone Wars, venne trafugato da Mandalore il prezioso beskar, il materiale resistente persino ai colpi di blaster utilizzato per creare le armature mandaloriane. Questo aspetto della storia mandaloriana, una ferita evidentemente ancora aperta, è anche il motivo dell’astio tra il Mandaloriano e il massiccio fratello visto nelle scene dell’enclave.

Se a questo uniamo il fatto che sappiamo già che The Mandalorian avviene nove anno dopo la caduta dell’Impero, possiamo anche stimare un’età approssimativa del Mandaloriano tra i 35 e i 45 anni.

Paz Vizla

Durante la scena dell’enclave, come visto, il nostro Mandaloriano viene affrontato da un fratello che gli contesta di avere tradito il Codice, accettando un incarico da un uomo dell’Impero, il misterioso Cliente. Il personaggio di Paz Vizla è già apparso in The Clone Wars, dove era doppiato nientemeno che da Jon Favreau, la mente dietro The Mandalorian. Nonostante nell’episodio sia interpretato da Tait Fletcher, che nel primo episodio di The Mandalorian impersonava il massiccio provocatore della rissa nel bar, la voce sembra proprio quella di Jon Favreau, un segno di continuità con quanto mostrato in precedenza del personaggio che offre la possibilità di avere un secondo cameo di Favreau.

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A margine, sempre in merito a Praz Visla è da notare la lama che brandisce nello scontro con il Mandaloriano. Il suo coltello sembra vibrare, come circondato da un campo di forza. Potrebbe trattarsi di una vibrolama, arma citata spesso nelle opere corollarie di Star Wars, ma mai apparsa in così bella mostra in un prodotto di punta ispirato alla saga.

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Diventeremo tutti magrissimi

Ricordate la celebre scena nel compattatore di rifiuti vista in Una Nuova Speranza? Per evitare di venire schiacciati, Han e Leia utilizzavano un lungo tubo metallico per bloccare il meccanismo di compressione. Vi rinfresco la memoria

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Di sicuro non sarà lo stesso tubo che ha salvato la pellaccia ai protagonisti simbolo di Star Wars, ma quello che compare in una delle scene del terzo episodio di The Mandalorian, mentre il cacciatore di taglie si aggira per i vicoli, ricorda molto il tubo metallico utilizzato da Han Solo nel compattatore di rifiuti della prima Morte Nera!

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Drodi letali e maestri clonatori

Durante l’irruzione nel covo degli imperiali, il Mandaloriano incrocia sul suo percorso un droide sferico volante nero, utilizzato dallo scienziato al servizio del Cliente, il dottor Pershing.

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Il droide in questione ricorda molto le unità da interrogatorio IT-O, simile al robot che Darth Vader voleva usare per carpire i segreti ribelli da Leia, in Una Nuova Speranza.

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Sempre in questa scena di The Mandalorian, ricompare la figura dello scienziato, che sulla spallina della sua uniforme sfoggia un simbolo.

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Il simbolo è lo stesso che avevamo visto cucito sulle divise dei cloni di Jango Fett, i futuri clone troopes, durante il loro addestramento presso i centri di clonazione di Kamino visto in L’attacco dei Cloni.

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Senza farsi prendere da troppa enfasi, mettendo assieme la natura del piccolo amico del Mandaloriano, l’interesse imperiale nei suoi confronti e la presenza di uno scienziato legato ai clonatori di Kamino, viene da chiedersi se prossimamente non assisteremo ad un ritorno sul pianeta aquatico!

Alieni da ogni parte della galassia

Come nelle precedenti puntate anche in The Sin vediamo comparire razze note di Star Wars.

Nella taverna sono presenti degli Zabrak, specie resa celebre da Darth Maul, originaria di Dathomir e recentemente vista in azione anche in Star Wars Jedi: Fallen Order. Gli zabrak non sono una razza che si vede spesso nei film di Star Wars, oltre a Darth Maul si erano visti solo altri due membri di questa razza, Eeth Koth e Agen Kolar, Jedi membri dell’Alto Consiglio.

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Vengono menzionati, e mostrati, anche i Twilek, razza comparsa per la prima volta nella Trilogia classica originaria dal pianeta Ryloth, di cui tutti ricordiamo la sfortunata danzatrice di Jabba offerta in pasto al rancor.

Difficile non sobbalzare nel riconoscere un volto noto quando Greef Carga offre al Mandaloriano una nuova taglia: un Mon Calamari. Subito viene in mente il più famoso membro di questa razza, l’Ammiraglio Ackbar (ricordate ‘E’ una trappola!‘?).

Contenitori familiari

Alla consegna della taglia, il Mandaloriano riceve la ricompensa promessa dal Cliente: il beskar! Data la grossa quantità di lingotti del prezioso materiale, il tutto viene racchiuso in un contenitore cilindrico chiuso con una combinazione.

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Ma uno di questi contenitori era apparso anche ai tempi de L’impero colpisce, anche se fugacemente, in mano ad un personaggio noto come Willow Hood.

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Questo strano contenitore potrebbe avere un nome. Alla stipulata del contratto con il Cliente, al Mandaloriano era stato promesso in premio un camtono di beskar. Con camtono, però, si potrebbe anche indicare un determinato quantitativo di merce, renendo quindi il termine potenziale sia il nome di un contenitore che un un’unità di misura.

La Galassia è cambiata

Nelle puntata viste sinora di The Mandalorian è importate il trasmettere allo spettatore il nuovo assetto sociale della Galassia. in The Sin, in diverse occasioni viene ricordato come la caduta dell’Impero, avvenuta pochi anni prima, abbia portato ad una rinnovata libertà,

Tuttavia, nello scambio di battte tra il Mandaloriano e Greef, appare chiaro come ci siano ancora delle sacche di resistenza imperiale nella nuova galassia. Quando l’esponente della Gilda consiglia al Mandaloriano di fare presente le sue perplessità sulla sorte del piccolo alieno alla Nuova Repubblica, il suono stizzito del cacciatore di taglie sembra indicare come anche questa nuova realtà politica non abbia molto a cuore gli interessi delle popolazioni dell’Orlo Esterno, una consuetudine per tutti i governi galattici conosciuti sinora.

 



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 23 Novembre 2019 — 19:04
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