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TIM usa il quantum computing per ottimizzare le reti mobili 5G


Il quantum computing ancora in pieno sviluppo e
agli albori, ma gi viene applicato da alcune aziende per velocizzare lo
sviluppo di nuove tecnologie o in altri ambiti. La NASA, Google, Microsoft e
molti altri guardano al calcolo quantistico gi da diversi anni, sperimentandolo
e
applicandolo laddove riscontrano benefici tangibili rispetto ai sistemi
tradizionali.

I computer quantistici si basano sui qubit, unit di
informazione fondamentali che sfruttando i principi della meccanica quantistica riescono ad
elaborare problemi complessi e calcoli di grandi dimensioni con tempi di
esecuzione molto ridotti rispetto ai computer classici. Le capacit di calcolo dei computer quantistici consentono di trattare problemi che, per
la loro complessit, risultano fuori dalla portata dei computer tradizionali.


Stupisce quindi fino a un certo punto apprendere che TIM
il primo operatore di telecomunicazioni in Europa ad aver impiegato su rete live
algoritmi di quantum computing
nella pianificazione delle sue reti mobili di
nuova generazione”. In una nota stampa, l’azienda italiana spiega di essersi
affidata per i suoi scopi a un computer quantistico della canadese D-Wave.

La soluzione di D-Wave svolge i calcoli tramite un processo
chiamato quantum annealing (ricottura quantistica), ed stata usata da TIM per
“ottimizzare la pianificazione delle celle radio, riconducendo il problema
nell’ambito di una modellizzazione algoritmica tipo QUBO (Quadratic
Unconstrained Binary Optimization)”.

Insomma, il quantum computing ha permesso di configurare la
rete in tempo reale per garantire ai clienti un miglior servizio mobile. “L’uso
di questa tecnologia nell’ambito delle reti di telecomunicazioni assolutamente
innovativo. Pi in dettaglio l’algoritmo QUBO stato utilizzato per la
pianificazione dei parametri di rete 4.5G e 5G, ottenendo una maggiore rapidit
di esecuzione (con un fattore 10x) rispetto ai metodi tradizionali di
ottimizzazione
“, afferma TIM nel proprio comunicato.

L’applicazione dell’algoritmo QUBO alla pianificazione
degli identificativi di cella – grazie ai quali uno smartphone in grado di
distinguere ciascuna cella radio dalle altre – permette di assicurare una
maggiore qualit del servizio VoLTE (voce su LTE), migliorandone la continuit
nella fase di mobilit tra le aree di copertura di celle diverse.

Inoltre, poter svolgere la configurazione in tempo reale
della rete fa parte del paradigma del “circuito chiuso” di SON (Self Organizing
Network), gi in uso da TIM e basato sulla raccolta delle misure in campo e
sulla rapida riconfigurazione degli elementi della rete.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

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Updated: 25 Febbraio 2020 — 19:46
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